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ENI e Leonardo fanno sorridere Borsa Italiana, Telecom paga caro la mossa Elliott

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Piazza Affari conclude in positivo una seduta altamente volatile. Il Ftse Mib nella prima parte di giornata si era spinto fino a +5% per poi ritracciare velocemente e andare anche in territorio ampiamente negativo. La seduta si è conclusa alla fine con +1,74% a quota 17.241 punti grazie soprattutto alla verve positiva di Wall Street che al momento sale di oltre il 2%.
Ieri i mercati avevano messo a segno balzi record sull’euforia in vista dell’accordo al Congresso Usa per il bazooka fiscale da 2 mila miliardi di dollari, poi puntualmente arrivato.

Sprint finale per Azimut e Leonardo

Tra i singoli titoli del Ftse Mib rialzi elevati per Leonardo che ha chiuso a +11,27% a quota 5,842 euro. Molto bene anche Moncler a oltre +5% così come STM (+5,7%).Tra le big balzo del 4,15% per ENI che nell’intraday aveva riavvicinato quota 9 euro.

Strappo al rialzo di Azimut a fine giornata con chiusura a +9,34% a quota 13,11 euro. A dare sprint al titolo del gruppo di asset management la notizia che Timone Fiduciaria, che riunisce gli azionisti aderenti al patto di sindacato Azimut Holding, procederà con il rafforzamento della partecipazione nella società di risparmio gestito; a tal fine Timone Fiduciaria ha concordato le principali caratteristiche e condizioni del finanziamento bancario necessario per completare la raccolta delle risorse. L’operazione sarà supportata da un finanziamento bancario fino ad un massimo di 30 milioni di euro. Le restanti risorse saranno messe a disposizione dagli azionisti aderenti al patto, e da nuovi colleghi del gruppo Azimut non ancora aderenti al patto, che manifesteranno l’interesse a partecipare all’operazione. La size dipenderà dal numero complessivo di adesioni e dai mezzi propri messi a disposizione dagli azionisti aderenti. Le azioni acquistate nell’ambito dell’operazione saranno tutte apportate al patto di sindacato.

FCA sulle montagne russe

Giornata sulle montagne russe per FCA (+2,92%) che in avvio di giornata era arrivata fino a +14% per poi scendere anche a oltre -3% a metà seduta. Moody’s ha messo sotto revisione il rating di Fiat Chrysler Automobiles in “direzione incerta”. L’agenzia di rating ha messo sotto revisione il rating di altri sette produttori europei di auto (Daimler, Jaguar Land Rover, Peugeot, Renault, Volkswagen, Volvo Car e McLaren) e ha declassato BMW a A2 da A1. “Il settore automobilistico è stato uno dei settori più significativamente colpiti dallo shock, data la sua sensibilità alla domanda e al sentiment dei consumatori”, afferma Moody’s. Relativamente FCA la revisione del rating è in direzione incerta in quanto il progetto di fusione con PSA potrebbe andare a creare un gruppo auto con un rating più alto rispetto a quello di Fca da sola.

Telecom e Pirelli tra le note stonate

Male invece Pirelli (-3,8%). Equita Sim ha ridotto le stime e target -16% sul gruppo degli pneumatici in base alla nuova stima del mercato auto globale a -10% annuo.
Infine seduta incolore per Telecom Italia (-2,32% a 0,3868 euro) dopo che Elliott ha ridotto la sua partecipazione dal 9,8 al 6,9%. Il ceo Luigi Gubitosi ha sottolineato in un’intervista al Corriere come l’emergenza Covid-19 abbia comportato un raddoppio del traffico dati sulla rete TIM e ritiene che la crisi avrà probabilmente impatti permanenti sul modo di vivere e di operare delle persone, che per esempio hanno preso confidenza con l’utilizzo del canale online per gli acquisti, e delle aziende, che utilizzeranno maggiormente lo smart working e accelereranno sul processo di digitalizzazione.
Gli analisti di Mediobanca Securities credono che gli operatori europei delle telecomunicazioni, e le loro infrastrutture passive, possano svolgere un ruolo chiave nell’aiutare i cittadini per contrastare l’epidemia da COVID-19. “L’aumento dei volumi è qui per rimanere, fino a quando l’emergenza sarà finita, e alla fine anche dopo (c’è una rapida accelerazione verso il digitale che rappresenterà la nuova normalità)”, rimarca Mediobanca che ritiene che questo possa aiutare il settore a sovraperformare i mercati, anche considerando che gli operatori hanno una certa flessibilità sui costi e questo potrebbe offrire una maggiore protezione a livello di flusso di cassa” concludono.