Brunello Cucinelli stronca le accuse (“Business in Russia ridotto all’osso”) e macina ricavi. Sprint del titolo
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Brunello Cucinelli cerca di scacciare le nubi create dal report/inchiesta di Morpheus Research dando in pasto ai mercati dati preliminari in crescita a doppia cifra. In merito all’attacco sferrato da Morpheus, la casa di moda di Solomeo ribadisce di aver agito secondo norme comunitarie e ha fornito dati precisi sulla riduzione del business in Russia.
Dopo il crollo del titolo di giovedì scorso, stamattina a Piazza Affari prevalgono gli acquisti (+3,4% a 94,1 euro) dando seguito al recupero parziale già messo a segno nelle prime sedute della settimana. Non sono da escludere ulteriori sviluppi visto che Morpheus Research solitamente con le altre società messe nel mirino ha controreplicato alle società nel giro di 7-10 giorni.
Sfondato il muro del miliardo di ricavi
La maison umbra chiude i primi 9 mesi dell’anno superando per la prima volta il miliardo di euro di vendite, con una crescita del 10,8% a cambi correnti (+11,3% a cambi costanti) rispetto all’analogo periodo del 2024. Andamento in buona crescita sia nelle Americhe (+9,2%) che in Europa (+8,9%) e in Asia (+15,6%).
Nel terzo trimestre le vendite si sono attestate a 335,5 milioni (+12%).
Verso crescita a doppia cifra anche nel 2026
L’ottima partenza delle vendite della collezione Autunno-Inverno 2025 e la raccolta ordini per la Primavera-Estate 2026 portano Cucinelli a confermare la previsione di una crescita del fatturato intorno al +10% anche per l’intero 2026 “con sani ed equilibrati profitti”.
“Ci attendiamo una chiusura dell’anno con una sana crescita del fatturato intorno al 10%, e conseguentemente dei giusti profitti; e visti i risultati della chiusura della campagna
vendite Primavera-Estate 2026, che giudichiamo ottimi, e i sell out della collezione invernale, che stanno andando molto, molto bene, immaginiamo un 2026 con una crescita del fatturato intorno al 10%”, ha rimarcato Brunello Cucinelli, presidente dell’omonima casa di moda.
La difesa su magazzino e Russia
Il gruppo umbro non ha mancato di rispondere al report di Morpheus Research, la società di ricerca registrata in Delaware che detiene posizioni corte sul titolo e che ha accusato la società di aver violato le norme comunitarie sulle sanzioni all’export verso la Russia. Morpheus ha sostenuto anche che Cucinelli, a causa di un presunto eccesso di magazzino, sarebbe stata costretta ad aumentare gli sconti nel canale multibrand.
Cucinelli smentisce categoricamente la tesi dell’eccesso di magazzino rimarcando che il modello operativo Ready-to-Wear comporta un livello di magazzino strutturalmente elevato, ma l’incidenza del magazzino sulle vendite è considerata “sana” intorno al 28-29%. Al 30 giugno 2025, l’incidenza era del 28,2%, in calo rispetto al 28,9% di fine 2024 e ben al di sotto della media storica (30,9% nel periodo 2012-2024). L’azienda sottolinea che il magazzino è gestito senza alcuna pressione e viene definito “fresco e contemporaneo”.
Relativamente alla Russia, l’azienda ha specificato che i tre flagship store diretti su strada sono rimasti chiusi dall’inizio del conflitto, ma l’azienda ha mantenuto la struttura della controllata russa e garantito i salari.
Il fatturato generato in Russia ha registrato un calo costante passando dal 9,3% dei ricavi totali nel 2021 a 2,4% (30,6 milioni) nel 2024. Al 30 settembre 2025, il fatturato complessivo in Russia è pari solo all’1,4% del fatturato di gruppo.
Cucinelli esclude qualsiasi violazione delle restrizioni UE, non avendo riscontrato irregolarità nei controlli di routine e nell’esame della documentazione di esportazione, tenuto conto anche dell’esito dei controlli delle autorità doganali italiane. I dati dimostrano, secondo la maison, come sia esclusa qualsiasi ipotesi di utilizzo del mercato russo per la riduzione del magazzino o lo smaltimento delle rimanenze in violazione delle regole.
Il ceo Lisandroni durante la conference call ha indicato che al momento non sono in corso indagini da parte delle autorità italiane e che la società ha incaricato uno studio legale esterno di verificare la solidità dei controlli interni.
Analisti divisi dopo scoppio della grana Russia
Brunello Cucinelli è stato al centro dell’attenzione del mercato dopo il report/inchiesta di Morpheus Research che ha accusato la maison di aver aggirato le sanzioni in Russia. L’accusa, che ha provocato un crollo del 17% del titolo e una successiva parziale ripresa, ha spinto alcuni analisti a rivedere le stime sulla maison umbra.
Bernstein, Equita, JP Morgan e Intermonte hanno comunque confermato una visione positiva. Bernstein ha addirittura migliorato il rating da market perform a outperform, fissando il target price a 119 euro, ben sopra i livelli pre-report Morpheus. JP Morgan ha ribadito l’overweight con obiettivo a 125 euro. Equita (rating hold, target 103 euro) ha minimizzato le accuse, spiegando che i prezzi riportati in Russia si riferiscono al solo valore di trasferimento (wholesale), su cui Cucinelli applica un markup standard di circa tre volte.
C’è chi invece ha mostrato una certa cautela come Banca Akros che ha preferito sospendere la valutazione in attesa di un’opinione certificata da PwC o un report di un auditor indipendente, ricordando che la violazione della normativa export in Russia prevede sanzioni penali severe. “In attesa di maggiore chiarezza sulla questione, attendiamo la pubblicazione di tale rapporto e anche il parere di un revisore esterno (quello attuale è Pwc) mantenendo sospesi il nostro rating e il tp”, scrive oggi Akros. Oddo Bhf ha invece tagliato nei giorni scorsi il rating da outperform a neutral e ridotto il target price da 85 a 83 euro.