Notizie Notizie Italia Mps ragiona sul futuro di Mediobanca. I nomi più gettonati per il dopo Nagel

Mps ragiona sul futuro di Mediobanca. I nomi più gettonati per il dopo Nagel

1 Ottobre 2025 15:59

Monte dei Paschi di Siena resta concentrata sul costruire la Mediobanca di domani. Lo scorso 18 settembre Alberto Nagel si è dimesso dalla carica di amministratore delegato (insieme a quasi tutto il consiglio), e l’istituto toscano sta ragionando sul nome per sostituirlo.

Le liste andranno presentate entro il 3 ottobre, mentre l’assemblea di Piazzetta Cuccia si riunirà il 28 ottobre.

Nella shortlist stilata da Siena, però, alcuni nomi sembrano avere più probabilità di altri di prendere in mano le redini della banca d’affari milanese.

Vittorio Grilli

È attualmente il nome più quotato per la presidenza di Mediobanca, con una forte convergenza da parte degli azionisti e dei vertici di Mps. Economista e banchiere di lungo corso, Grilli è chairman della corporate & investment bank emea di J.P. Morgan e senior advisor per le questioni macroeconomiche, le politiche europee e i mercati globali. La sua candidatura è vista come la soluzione ideale per guidare la banca milanese in una fase di transizione e rilancio, grazie alla sua capacità di unire competenze internazionali e relazioni istituzionali solide.

Dopo una formazione accademica di prestigio (laurea in Economia alla Bocconi, master e PhD a Rochester, incarichi a Yale e al Birkbeck College di Londra), ha ricoperto ruoli istituzionali chiave, arrivando a essere ministro dell’Economia e delle Finanze nel governo Monti, tra il 2012 e il 2013, in uno dei periodi più critici per l’Italia. Prima ancora, ha lavorato a stretto contatto con Mario Draghi durante le privatizzazioni degli anni ’90 e, più recentemente, recenti, ha seguito dossier strategici come il riassetto di Atlantia (con i Benetton e Blackstone), la vendita della rete Tim a Kkr e l’operazione di Mps su Mediobanca.

Grilli è dato per quasi certo alla presidenza, mentre per il ruolo di amministratore delegato si fa il nome di Riccardo Mulone o Alessandro Melzi d’Eril. 

Riccardo Mulone

Nato in Sicilia, attualmente è country manager in Italia di UBS, la banca più grande e importante in Svizzera, dove ha una carriera di lungo corso. Comincia a lavorarci nel 1999, subito dopo aver lavorato in Arthur Andersen (nei dipartimenti di audit e corporate finance) e nel private equity di Sopaf. Mulone è particolarmente noto nel settore per aver gestito oltre 100 transazioni finanziarie di grande rilievo, per un valore complessivo superiore ai 300 miliardi di dollari, tra cui operazioni come Unipol/UnipolSai, Mef & Kkr/Tim NetCo e Dufry/Autogrill. Ha anche assistito il ministero dell’Economia nella vendita del 25% del Monte dei Paschi di Siena, incassando 920 milioni di euro. 

La sua carriera è caratterizzata da una stretta collaborazione con figure di spicco dell’industria italiana, come Sergio Marchionne (con cui ha lavorato su operazioni come l’acquisizione di Chrysler da parte di FCA e la quotazione di Ferrari a Wall Street) ed Ermenegildo Zegna, per il quale ha seguito l’acquisizione di Thom Browne, la quotazione a New York e l’acquisto di Tom Ford Fashion. Mulone siede anche nel consiglio di amministrazione della holding della famiglia Zegna, Monterubello. 

Nel 2023 il banchiere ha dato vita alla sua holding, Lifestar, e ha investito in due veicoli di The Equity Club, il club deal promosso proprio da Mediobanca. 

Alessandro Melzi d’Eril

Dal 2020 è il ceo di Anima , fra i più importanti nomi del settore del risparmio gestito e con un patrimonio complessivo amministrato di circa 190 miliardi di euro. Si è laureato in Economia Politica con una specializzazione in Mercati Finanziari e Monetari presso l’Università Luigi Bocconi. 

Opera nel gruppo Anima dal gennaio 2011, dopo essere stato dal 2004 al 2011 Investment Director di Clessidra, uno dei principali operatori di private equity in Italia, dove ha avuto un ruolo chiave nell’acquisizione di Prima SGR dal Gruppo Banca Monte Paschi di Siena nel 2009, un’operazione che ha dato avvio al progetto Anima. Inoltre, Melzi d’Eril è anche membro del consiglio di amministrazione di Prima Holding 2 e partner in Hippogroup Torinese e Interfase.