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Borsa Milano KO con boom inflazione USA e giornata no banche: Bper la peggiore del Ftse Mib a -3,4%, bene Inwit

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Piazza Affari torna a scendere nel giorno del nuovo balzo dell’inflazione Usa. Nel mese di giugno, l’indice dei prezzi al consumo è volato del 5,4% su base annua, ben oltre il +4,9% atteso dal consensus. Oltre le attese anche l’inflazione core a +4,5% (consensus era +4%) che segna il record dal settembre del 1991. Numeri che non hanno portato a un’impennata dei rendimenti (Treasury Us 10Y in area 1,35%) con gli investitori che continuano a leggere tale impennata dell’inflazione come momentanea. Sempre dal fronte macro, stamattina i dati dalla Cina hanno evidenziato una forte crescita del commercio, con sia le importazioni (+36,7%) che le esportazioni (+32,2%) al di sopra delle stime a giugno.

Crescono timori per variante Delta

Sul fronte Covid, si conferma l’aumento dell’alert legato alla diffusione della variante Delta. Francia, Paesi Bassi e Spagna hanno annunciato ieri nuove restrizioni nel tentativo di frenare i casi in aumento della variante altamente trasmissibile, mentre il Regno Unito ha confermato l’impegno a revocare ogni restrizione il 19 luglio anche se il premier Johnson ha invitato alla ‘cautela’ alla luce del forte aumento dei casi.

Male le banche

In chiusura l’indice Ftse Mib segna un -0,50% a 25.156 punti. Nuova sbandata per il settore bancario nel giorno d’avvio dell’earning season statunitense con proprio le banche protagoniste. I numeri trimestrali di Goldman Sachs (ricavi e profitti migliori delle attese) e JP Morgan (+132% l’EPS, ma fatturato in calo) non hanno scaldato gli investitori con entrambi i titoli che segnano -2% circa a Wall Street.

A Piazza Affari Unicredit in chiusura cede l’1,7% in area 9,551 euro, confermando i cali di inizio giornata. Giù dell’1,54% Intesa Sanpaolo, mentre la peggiore in assoluto è Bper con oltre -3,4 per cento.

Tra le altre blue chip flessione dello 0,89% ENI che galleggia poco sopra il muro dei 10 euro; Tenaris tra i peggiori a -2,14%. Oggi i prezzi del petrolio sono in moderato rialzo (+0,5% il WTI a 74,4 $) con l’IEA che ha avvertito circa il rischio di una forte carenza di offerta che può comportare nuovi rialzi dei prezzi e l’ulteriore aumento delle pressioni inflattive, possibile minaccia alla fragile ripresa economica globale.

Tra i peggiori anche Recordati (-1,56%) dopo il rush della vigilia. Bene invece Inwit (+1,45%) e Buzzi (+0,77%). In moderato rialzo infine Campari (+0,22%) che ha creato una joint venture paritetica con la francese Moët Hennessy con l’obiettivo di investire in società di e-commerce Wine&Spirit per costruire un player europeo specializzato in questo canale in crescita. Nell’ambito della partnership, Campari Group conferirà alla JV la propria partecipazione in Tannico, focalizzato nella vendita online a nome proprio di vini e spirit premium, con una quota di circa il 30% di questo segmento.