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Borsa Italiana chiude debole: -0,7% il Ftse Mib con effetto dividendi, exploit di Interpump al debutto tra le big

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Prevalenza delle vendite oggi a Piazza Affari nonostante l’intonazione positiva di Wall Street. Il Ftse Mib ha chiuso in calo dello 0,71% a 19.478 punti complice anche l’effetto dello stacco cedola di alcune delle big del listino. Tiene banco anche il nulla di fatto sul fronte Recovery Fund, con ogni decisione rinviata al mese prossimo. Sui mercati internazionali si continua a guardare anche al rischio legato all’accentuarsi dei contagi da Covid-19 con i dati dell’OMS di ieri che evidenziano un record di nuovi infetti sospinto soprattutto da Stati Uniti e America Latina.
La scorsa settimana, diversi stati degli Stati Uniti, principalmente in Occidente e nel Sud, hanno segnalato un’impennata nei casi; Apple ha annunciato un piano per chiudere di nuovo alcuni negozi, per la precisione 11, in Florida, North Carolina, South Carolina e Arizona.

Snam e Terna KO complice anche l’effetto cedola

A Piazza Affari pesa in parte lo stacco cedola da parte di 7 titoli del Ftse Mib. A pagare dazio sono proprio alcune utility che hanno staccato il dividendo oggi quali Snam (-6,13%) e Terna (-6,07%). Tra le big perde quota ENI a 8,803 (-0,80%) nonostante il petrolio WTI si sia riaffacciato sopra i 40$.

Giornata negativa anche per Tenaris (-1,71%) nonostante il colosso dei tubi e servizi per l’esplorazione e la produzione di petrolio sia stato promosso a buy da Goldman Sachs che precedentemente aveva rating sell sul titolo. La casa d’affari statunitense ha anche rivisto il target price da 5,4 a 7,6 euro e ritiene che il mercato shale oil statunitense (che dai picchi di marzo ha visto le trivellazioni scendere fino a -65%) dovrebbe segnare una netta ripresa da qui in avanti.

Brillano le due new entry

Da oggi, inoltre, il Ftse Mib ha cambiato composizione con l’approdo per la prima volta di Interpump e Inwit, entrambi in gran spolvero al debutto (close rispettivamente a +6,25% e +3,02%). I due titoli hanno preso il posto di Salvatore Ferragamo e Bper Banca. Interpump in particolare nell’ultimo mese ha sottoperformato gli indici di riferimento (-16% rispetto all’Eurostoxx industrial a 1 mese) e i principali peers del settore idraulico (-16% rispetto a Parker Hannifin) “nonostante una generale capacità di overperformance di Interpump rispetto ai peers nell’idraulica e una buona resilienza attesa dalla divisione water jetting (flat nel 1Q e attesa essere resiliente anche nel 2Q)”, asserisce Equita SIM. “Riteniamo che la sottoperformance sia dovuta a flussi legati al cambio di indice e che quindi possa essere recuperata a breve”, argomenta la sim milanese che ha buy sul titolo con target a 31 euro.

FCA in corsa

Tra i titoli in rialzo oggi spicca anche FCA (+1,36%). Incidono positivamente le indiscrezioni riportate dal Sole 24 Ore secondo cui l’istruttoria per l’erogazione del maxi-prestito da 6,3 miliardi di euro, che sarà erogato da Intesa SanPaolo e garantito da Sace per l’80%, è terminata e le condizioni chieste dallo Stato non sarebbero tali da compromettere la fusione con PSA. Previsto l’obbligo alla restituzione se gli accordi non verranno rispettati. La limitazione su dividendi e buy-back varrebbe solo fino a fine 2020 come previsto dalla legge.
Acquisti oggi anche su Amplifon (+1,93%) e Diasorin (+1,97%). Infine, è avanzata dello 0,23% Pirelli dopo che il nuovo consiglio di amministrazione di Pirelli ha nominato Marco Tronchetti Provera vicepresidente esecutivo e amministratore delegato attribuendogli i poteri per la gestione operativa di Pirelli.