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Borsa di Milano cede alle vendite: giornata no per Bper e Unicredit, TIM sprofonda a -7%

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Ultimo atto della settimana con retromarcia inserita per Piazza Affari. Il Ftse Mib ha ceduto lo 0,66% a quota 24.199 punti, ritracciando dai massimi a oltre un anno a cui era balzata ieri. A schivare le vendite è stata Enel (+3% a 8,306 euro) che è anche il titolo di maggior peso del listino milanese. Il mercato ha accolto con favore i numeri 2020 che evidenziano un utile netto ordinario in crescita del 9%. Il dividendo complessivo proposto per l’intero esercizio 2020 è pari a 0,358 euro per azione (di cui 0,175 euro per azione già corrisposti quale acconto a gennaio 2021), in crescita del 9,1% rispetto al dividendo complessivo di 0,328 euro per azione riconosciuto per l’intero esercizio del 2019.

Giornata difficile in Borsa anche per il settore bancario. Unicredit ha ceduto il 3,42%, mentre Mediobanca è andata giù del 3%. A guidare i cali è stata però Bper a 1,956 euro (-3,98%). Ieri sera è arrivata la mossa a sorpresa di Unipol. La compagnia assicurativa bolognese, azionista di riferimento di Bper, nella lista per il rinnovo del CdA della banca non ha inserito l’attuale ceo Alessandro Vandelli. Tra i 7 nomi indicati c’è PieRo Montani, banchiere ex ceo di BPM e Carige, che sarà indicato come futuro uomo guida. A pesare sono inoltre le parole del numero uno di Unipol, Carlo Cimbri, sul fronte M&A, che fano seguito al susseguirsi di rumor su negoziati con Giuseppe Castagna per una integrazione Banco-Bper. Tale operazione è stata definita ‘affascinante’ da Cimbri, che però aggiunge: “A mio parere un’eventuale fusione con Banco Bpm non è un’ipotesi che la banca può vagliare ora. Ad aprile, se sarà nominato, Montani si insedierà. E avrà bisogno di tempo per conoscere la struttura e decidere. Concretamente, operazioni simili non possono essere fatte al volo. Qui forse ci sono tempi che sono diversi tra le parti in gioco. Bper è in fase di cambiamento e deve fare la sua strada presentandosi pronta di fronte a qualsiasi opportunità. Difficile che questo possa avvenire entro l’anno”, sono state le parole del numero uno di Unipol.

Pecora nera di giornata è stata Telecom Italia, giù di oltre il 7% a quota 0,43 euro, che si sgonfia parzialmente dopo il prepotente rally delle ultime settimane. A pesare sono le ultime indicazioni stampa che vedono il nuovo governo pronto a cambiare registro sul fronte rete unica. Secondo quanto riporta il quotidiano Repubblica, il piano del governo Conte – che immaginava una rete Internet unica sotto il controllo proprietario di Tim – è in forse.