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Boom prezzi rame, al record in un decennio e a un soffio da $10.000. Per gli investitori sarà la commodity più hot dell’anno

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Boom per i prezzi del rame, che viaggiano al record dal marzo del 2011, dunque in più di un decennio. Il contratto scambiato sul London Metal Exchange è salito nelle ultime ore fino a $9.965, al valore più alto dai $10.190 testati dal metallo 10 anni fa.
I buy si sono riversati anche su altri metalli di base, come il palladio, che si è avvicinato alla soglia dei 3.000 dollari, o come l’alluminio.

Occhio a tal proposito alla nota degli analisti di HSBC Holdings, che hanno scritto che il palladio potrebbe superare anche la soglia di $3.100, a causa del crescente deficit del mercato, prima di scendere a $2.740 entro la fine dell’anno.
A sostenere i prezzi, secondo quanto riporta Bloomberg, saranno le speculazioni sull’accelerazione della domanda da parte dei produttori di auto e i problemi che colpiranno l’offerta del colosso minerario MMC Norilsk Nickel PJSC.

Rame, termometro dell’economia globale: aumenta l’appetito degli investitori

In generale tutti i metalli, rame in primis – il metallo viene considerato un termometro dell’economia globale – stanno beneficiando della ripartenza delle principali economie del mondo che, con le vaccinazioni che proseguono e i corposi programmi di stimoli lanciati dai rispettivi governi, così come dall’impegno verso un’economia più sostenibile che rispetti l’ambiente, si stanno finalmente rimettendo in moto, mandando in soffitta (in parte) le varie misure di lockdown varate per arginare i contagi Covid-19.
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L’appetito degli investitori sta aumentando, come conferma il valore aggregato degli open interest relativi al rame scambiato sull’SHFE, lo Shanghai Futures Exchange, che viaggia al record in più di un anno.
“I dati macroeconomici continuano a mettere in evidenza una solida domanda per il rame”, ha commentato in un nota riportata da Bloomberg Vivek Dhar, analista di Commonwealth Bank of Australia, citando il miglioramento degli indici sulla produzione industriale e sul settore manifatturiero di tutto il mondo.
In generale, i prezzi delle materie prime si stanno avvicinando ai massimi dell’ultimo superciclo, quando le quotazioni balzarono sulla scia del boom degli ordinativi da parte della Cina.
Accanto al balzo della domanda, a supportare i prezzi sono le preoccupazioni crescenti che riguardano la capacità dell’offerta di fluire liberamente, in un contesto in cui permangono le pressioni di carattere tecnico.
“Sebbene la domanda possa avere fatto il possibile almeno nel ciclo di più breve termine, le interruzioni nell’offerta sia di materie prime che delle merci continuano a sostenere i prezzi – hanno scritto gli analisti di BMO Capital Markets – Allo stesso tempo, le dinamiche positive di crescita globale nel medio termine continueranno a sostenere l’interesse dei mercati finanziari nelle commodities, considerate nel loro complesso”.
C’è poi l’effetto delle politiche di sostenibilità che, con l’amministrazione americana di Joe Biden, hanno ripreso sicuramente smalto.
Mike McGlone, strategist senior della divisione di materie prime di Bloomberg Intelligence, ha scritto in un report che il futuro appare luminoso per il mercato del rame, facendo riferimento all’interesse sempre più acceso, da parte delle economie di tutto il mondo, di avviare una transizione energetica, riducendo le emissioni di carbonio, a favore dell’utilizzo sempre più diffuso delle energie rinnovabili e di materiali non inquinanti.
“I trend attuali di decarbonizzazione e di elettrificazione stanno beneficiando della spinta che arriva dalla nuova amministrazione Usa, con implicazioni negative per i prezzi dei combustibili fossili e conseguenze positive per i metalli. Questa volta non si tornerà indietro, visto che l’innovazione accelererà il passo: crediamo così in un futuro in cui il mondo seguirà gli Stati Uniti puntando su un surplus di energie rinnovabili”, ha detto McGlone.
In più, da un sondaggio di Bloomberg, è emerso inoltre che gli investitori ritengono che il rame sia il metallo che performerà meglio nel 2021: il 40% degli investitori si è detto bullish sul metallo, prima che sull’argento.
“Il sentiment sul mercato del rame e i prezzi potrebbero beneficiare degli stimoli economici globali che hanno seguito la pandemia Covid-19 nel 2020, specialmente se si considerano le notizie positive che riguardano lo sviluppo dei vaccini”, si legge nel sondaggio.