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Bitcoin rialza la testa dopo bagno di sangue, merito della scommessa ‘tripla’ di Square. Che ora con sì Draghi entra anche nell’APP italiana Satispay

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Il Bitcoin risolleva la testa grazie all‘effetto Square, dopo il bagno di sangue che ha travolto ieri tutto il cripto universo, portando la moneta digitale numero uno al mondo ad affondare fino a -17% e a bucare anche la soglia di $46.000.
Nell’arco di poche ore, la perdita è stata di ben 12.000 dollari, rispetto alla soglia di $58.000 – quest’ultimo valore in rialzo del 100% dall’inizio dell’anno -che il Bitcoin era riuscito a superare per la prima volta nella sua storia, testando un nuovo livello record. Tutta ‘colpa’ dell’effetto Yellen: il segretario Usa aveva infatti lanciato due giorni fa un warning sulla criptovaluta numero uno al mondo, puntando il dito anche contro i i consumi monstre di energia di cui è responsabile.

“Altamente speculativa”, “inefficiente” per le transazioni monetarie, utilizzata spesso per compiere “illeciti”: la reputazione del Bitcoin, riabilitata nei mesi scorsi dal mondo degli investitori istituzionali, e di recente anche dal mondo corporate Usa, con Tesla che ha annunciato il suo investimento da $1,5 miliardi, è stata affossata in pochi secondi dall’ex presidente della Federal Reserve, Janet Yellen.
Nelle ultime ore i prezzi sono tornati poi a salire, riagguantando anche la soglia psicologica dei $50.000, stando alle rilevazioni pubblicate sul sito Coindesk.
Guardando in avanti, secondo quanto ha riferito alla stessa Coindesk Denis Vinokourov, responsabile della divisione di ricerca del gruppo prime brokerage Bequant, il Bitcoin dovrebbe ricevere un assist dal calo dei rendimenti dei bond che, se sostenuto, potrebbe riportarlo anche a valori record. “Il focus rimane sui rendimenti dei bond e sui mercati azionari“, ha spiegato l’esperto, sottolineando che la migliore strategia, a suo avviso, rimane il Buying the Dip.

Square punta di nuovo sul Bitcoin. E con ok Draghi anche sull’App italiana Satispay

Motivo della fiducia nel Bitcoin? La risposta è sempre quella: l’interesse incrollabile degli investitori istituzionali, come dimostrato per l’ennesima volta e confermato nelle ultime ore dal colosso dei pagamenti Square, che ha annunciato un ulteriore investimento nel Bitcoin del valore di $170 milioni.

Square, società del ceo di Twitter, triplica scommessa su Bitcoin e si appresta ad entrare nel capitale dell'App italiana Satispay
The Square Inc. website on a laptop computer arranged in Saint Thomas, Virgin Islands, U.S., on Friday, Feb. 19, 2021. Square shed as much as 3.1% on Monday ahead of reporting results on Tuesday postmarket, when investors will be watching for progress on the firms Bitcoin and retail trading initiatives. Photographer: Gabby Jones/Bloomberg via Getty Images

Square si è messa sotto i riflettori fin da subito per la forte fiducia che ha riposto nei confronti del Bitcoin, insieme alla rivale Paypal: entrambe sono state tra le prime a permettere ai propri clienti di fare incetta di Bitcoin.
“Riteniamo che il Bitcoin abbia il potenziale di essere una valuta diffusa nel futuro. Per una società che costruisce i suoi prodotti sulla base di un futuro più inclusivo, questo investimento è un passo” nella direzione voluta, aveva detto qualche mese fa Square, società guidata da Jack Dorsey, ceo di Twitter.
Nelle ultime ore recisione, il gruppo ha annunciato di aver investito $170 milioni nella moneta digitale, più che triplicando il suo ultimo investimento, acquistando una quantità pari di 3.318 bitcoins al prezzo medio di $51.236.
La società di Jack Dorsey si è messa in evidenza nelle ultime ore anche in Italia, visto che, stando a quanto riporta Reuters, il governo Draghi ha dato l’ok al gruppo e alla cinese Tencent per investire sulla start-up italiana Satispay.
Con il via libera di Draghi, Square e Tencent investiranno ciascuna 15 milioni di euro nell’APP italiana dei pagamenti digitali. Dell’autorizzazione concessa dall’esecutivo italiano parla anche un articolo de La Stampa, che cita il ruolo, anche, di Tim:
“Ognuno investirà 15 milioni di euro, e saranno affiancati da Tim Ventures, ovvero il gruppo Telecom Italia, e LGT Lightstone, con 20 milioni ciascuno. Secondo i dettagli che emergono da fonti governative, hanno trovato risposta le questioni riguardo il trattamenti dei dati personali e la gestione societaria”.

Bitcoin, quali le ragioni del crollo? Gli analisti di 21Shares rispondono

Riguardo ai motivi che hanno portato il Bitcoin a cendere in maniera così importante nelle ultime ore, un commento è stato rilasciato da 21Shares, società leader mondiale negli ETP sulle criptovalute, nell’analisi “Cosa ha causato la flessione del mercato delle criptovalute?”
“Negli ultimi giorni, la questione più impellente per gli investitori in Bitcoin e nel mercato delle criptovalute in generale è stata una sola: cosa ha causato la recente flessione? Il grafico sottostante mostra le performance dei cinque maggiori asset digitali per valore di mercato e un indice di token soggetti a finanza decentralizzata (DeFi). Si può osservare che l’asset dalle performance migliori di tutto il gruppo selezionato, ovvero il Bitcoin, negli ultimi giorni ha perso oltre il 15% del suo valore – mentre altre criptovalute come il BNB hanno perso anche oltre il 21% del loro valore dopo la rapidissima ascesa registrata nelle settimane scorse. La causa alla base di questa flessione non è dovuta a dei cambiamenti nei fondamentali delle criptovalute, ma piuttosto a una correzione inevitabile a seguito delle dimensioni insostenibilmente grandi che il mercato ha raggiunto e da altre problematiche nelle microstrutture delle piattaforme per gli scambi di asset digitali”.
“Questa correzione – si legge nel commento di 21Shares – non è stata indotta semplicemente da un’ondata di vendite a scopo speculativo, ma piuttosto da una decrescita degli di acquisti iniziali, contrastati da un’ondata di vendite da parte di investitori eccessivamente indebitati – che spesso, sulle piattaforme meno regolamentate, hanno possibilità di leverage superiore anche a 101 su una asset class nella quale il prodotto più maturo, il Bitcoin, ha ancora una volatilità giornaliera media del 3%. Negli ultimi giorni ci sono state ondate di liquidazioni per un ammontare di 5 miliardi di dollari perché ai trader è stato imposto un limite sugli scambi a causa del crash di mercato, portando a introdurre una tecnologia di auto-deleveraging sulle piattaforme di scambio di criptovalute”. E “i limiti imposti e le conseguenti liquidazioni delle posizioni dei trader possono portare a flessioni di mercato – proprio come accaduto in questi ultimi giorni. Lo scorso anno, situazioni simili si sono verificate in altre circostanze, la più nota delle quali è quella del 12 marzo 2020, in cui il prezzo del Bitcoin si è praticamente dimezzato a seguito di problemi di liquidità e di deleveraging sulla piattaforma BitMEX. In quei giorni, tuttavia, altre piattaforme come Binance Futures hanno superato BitMEX come leader del mercato, nei volumi scambiati e in interesse mostrato”.
“Queste problematiche- si legge ancora nel commento- unite con le questioni legate all’indebitamento, probabilmente persisteranno, ma si affievoliranno nel tempo, quando sempre più nuove infrastrutture istituzionali entreranno sul mercato, il che porterà a una riduzione sull’ammontare di indebitamento consentito agli utenti, riducendo l’impatto delle piattaforme non regolamentate sul mercato – che saranno rimpiazzate con prodotti istituzionalizzati come gli ETP di 21Shares e con nuove piattaforme come CME. Durante eventi del genere, i limiti di piattaforme di rilievo come Coinbase e Kraken, che spesso chiudono durante periodi di volatilità particolarmente alta, vengono alla luce. Con il mercato che continua a svilupparsi, le ricadute causate da un eccessivo indebitamento diminuiranno”.
“Nel frattempo – viene fatto notare – ci sono due dati chiave che gli investitori devono sempre tenere d’occhio per predire eventi futuri come quello che stiamo attraversando: i tassi di finanziamento e gli open interest“.
In particolare, “la forte decrescita degli open interest in tutto il mercato negli ultimi giorni indica quanto l’indebitamento sia stato eliminato dal sistema. Senza i forti acquisti di investitori istituzionali, marzo sarà probabilmente un periodo di consolidamento per il Bitcoin, dato che il crash ha ridotto la fiducia nel mercato e la sua capacità di aumentare rapidamente le sue dimensioni. Dati i forti acquisti che hanno portato il Bitcoin a valere 45mila dollari, è improbabile che questo genere di eventi da solo porta portare a un crollo totale. Infatti, la recente notizia dell‘entrata di Bitfinex e Tether nell’ufficio della NYAG rimuoverà il peggior potenziale rischio di mercato di azioni legali contro la stablecoin più importante in circolazione e probabilmente porterà un riassorbimento di alcuni dei recenti eventi negativi”.