Notizie Notizie Mondo Bce: tassi e dibattito su future mosse, nuove proiezioni e parole Lagarde

Bce: tassi e dibattito su future mosse, nuove proiezioni e parole Lagarde

18 Dicembre 2025 11:39

Tassi fermi per la quarta riunione consecutiva e nuove proiezioni macroeconomiche al centro dell’ultimo atto del 2025 della Banca centrale europea (Bce). Gli annunci di oggi dovrebbero confermate i tassi sui depositi al 2%, sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,15% e sulle operazioni di rifinanziamento marginale al 2,40%.

Attesa  per le nuove proiezioni macroeconomiche. Il mercato corre e guarda già alle prossime potenziali mosse, con uno scenario che resta incerto.

Bce day: tassi fermi, ma quale sarà la traiettoria nel 2026?

Si alza il sipario sull’ultima riunione della Bce, con gli annunci ufficiali sui tassi alle 14:15 e la consueta conferenza stampa della presidente Christine Lagarde che prenderà il via alle 14:45. I mercati si attendono una conferma dei tassi alla luce degli ultimi dati macro che dipingono un’economia europea stabile con un’inflazione a ridosso dei livelli target e una disoccupazione ai minimi. L’attenzione andrà alle nuove stime su crescita e inflazione (ci saranno anche le previsioni al 2028) ma anche alla conferenza stampa della Lagarde per le indicazioni che potrà dare sulle prossime mosse. “Sarà interessante vedere se ci sarà un cambiamento nel tono di Lagarde”, ha dichiarato Jari Stehn, capo economista europeo di Goldman Sachs, sottolineando che “le possibilità di un altro taglio nel 2026 si sono ulteriormente ridotte”.

Secondo un sondaggio Bloomberg gli analisti si attendono che i tassi rimarranno fermi fino al 2027, con la maggioranza che ora sembra prevedere un aumento, piuttosto che una riduzione, come lo scenario più probabile in futuro. Determinanti le parole di Isabel Schnabel, membro tedesco del board Bce, secondo la quale la prossima mossa in materia di tassi sarà un rialzo.

“I tassi di interesse sono in una buona posizione e, in assenza di shock, mi aspetto che rimangano in questa posizione per qualche tempo tempo – ha dichiarato a Bloomberg – La distribuzione dei rischi di inflazione si è spostata verso l’alto e, di conseguenza, sia i mercati che i partecipanti al sondaggio prevedono che la prossima mossa sui tassi sarà un rialzo, anche se non nell’immediato”. Lato inflazione, per  Schnabel si colloca su un livello positivo, ma mostra una staticità superiore alle attese per quanto riguarda i servizi.

La discussione sulle strategie future resta uno degli elementi che alimenterà il dibattito. Come spiega Gabriel Debanch di eToro “l’Eurotower oggi non decide solo sui tassi, decide se confermare o meno la narrativa di questo ultimo anno. Un anno in cui Francoforte ha iniziato prima della FED a tagliare, ha tagliato di più, e ora si ritrova ferma, con un mercato che si domanda se le prossime mosse saranno davvero ancora di stand by o se il pendolo non stia iniziando a oscillare dall’altra parte”.

Attesa per le nuove stime

Ma come verrà orientata la politica monetaria della Bce nei prossimi mesi? Le nuove stime macro sono molto attese e potrebbero rappresentare un elemento che potrebbe tracciare la strada per le mosse future. È probabile che le nuove proiezioni mostrino una crescita economica più solida, come indicato da Christine Lagarde la scorsa settimana nel corso di un evento del “Finacial Times”. Il  Pil del terzo trimestre ha battuto le aspettative della Bce e sta mostrando una certa resilenza e cmntrastando i venti contrari derivanti dall’aumento dei dazi statunitensi. “La maggior parte degli analisti si aspetta che la Bce descriva i rischi come sostanzialmente bilanciati”, indicano da Bloomberg.

Le ultime proiezioni di settembre degli esperti della Bce tracciavano un quadro dell’inflazione simile a quello dell’esercizio previsivo di giugno. Con un’inflazione complessiva che si collocava in media al 2,1% nel 2025, all’1,7% nel 2026 e all’1,9% nel 2027; e un Cpi core, uindi al netto della componente energetica e alimentare, in media al 2,4% nel 2025, all’1,9% nel 2026 e all’1,8% nel 2027. L’economia era, invece, vista crescere dell’1,2% nel 2025, con una correzione al rialzo rispetto allo 0,9% atteso a giugno. La crescita prevista per il 2026 risulta ora lievemente inferiore, all’1,0%, mentre per il 2027 resta invariata, all’1,3%.

Mercati nervosi, occhi su euro/dollaro

Intanto, sui mercati non si respira ancora aria di festa, al contrario c’è un certo nervosismo in attesa della Bce ma anche della riunione della Bank of England (BoE) e il dato sull’inflazione Usa. I listini europei si muovono in territorio positivo, ma con rialzi contenuti.

La riunione odierna della Bce sarà al centro dell’attenzione sui mercati valutari. Occhi puntati anche sul cross euro/dollaro che al momento in area 1,1722 (0,15%).
“Dopo la svolta hawkish della scorsa settimana, gli investitori cercheranno di vedere se questa tendenza verrà supportata da cambiamenti nelle previsioni e nella retorica odierna. Esaminando queste previsioni, il profilo dell’inflazione rappresenta probabilmente il rischio maggiore per l’euro”, segnalano gli esperti di ING.