Dove investire nel 2026? State Street IM ottimista su equity, preferenza per Wall Street
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View ottimista sui mercati finanziari, con una “leggera preferenza” per i titoli Usa, pur riconoscendo che le valutazioni sono elevate e che la concentrazione del mercato rimane una preoccupazione. Nel reddito fisso le preferenze vanno verso i titoli di Stato rispetto al credito. Queste alcune indicazioni d’investimento per il nuovo anno presentate da State Street Investment Management che ha pubblicato il suo global market outlook 2026, dal titolo “Forward With Focus”, che delinea le prospettive macroeconomiche e i temi chiave per il prossimo anno.
L’economia globale e quella statunitense sono destinate a registrare un incremento continuo durante il prossimo anno. Secondo le previsioni, gli investitori dovrebbero relazionarsi al nuovo anno con “cauto ottimismo” tenendo in considerazione due fattori: l’incertezza legata ai dazi e la spinta che l’AI e le politiche fiscali sempre più favorevoli hanno dato ai mercati quest’anno.
Azionario, AI fondamentale per gli investitori
L’intelligenza artificiale è diventata il motore dell’allocation capital, della leadership settoriale e dello slancio macroeconomico, per questo sarà al centro dell’attenzione nel 2026. Secondo Il Global Market Outlook di State Street, il potenziale trasformativo dell’AI verso l’economia, l’ha resa un punto focale per gli investitori. “Rimaniamo ottimisti sui titoli azionari, pur riconoscendo che le valutazioni di mercato sono costose, e non solo negli Stati Uniti. È probabile che a un certo punto torni una maggiore volatilità, insieme alla possibilità di aggiustamenti di mercato, ma questi dovrebbero essere di breve durata e nel complesso rimaniamo ottimisti per il 2026”, si legge nell’outlook.
Secondo il Global Market Outlook “la spesa in conto capitale delle Magnifiche 7 crescerà fino a circa 520 miliardi di dollari nel 2026, con un aumento superiore al 30% su base annua“, e questo vuol dire che il capex dell’intelligenza artificiale sta stimolando il PIL e gli utili, non solo nel settore tecnologico, con il potenziale di sbloccare ampi guadagni in termini di produttività.
Preferenza per le US Equity
Buone previsioni anche per i titoli azionari statunitensi, i quali rappresentano oltre il 60% della capitalizzazione di mercato globale. “Sostenute da investimenti trasformativi nell’intelligenza artificiale, da una solida spesa in conto capitale e da politiche fiscali favorevoli, le azioni statunitensi rimangono in prima linea sui mercati globali, ma è necessario prestare attenzione ai rischi di valutazione”, si legge nell’outlook.
Le azioni europee hanno ridotto il divario di performance con gli Stati Uniti, grazie a nuovi stimoli fiscali incentrati sulla spesa per la difesa, sia militare che per la sicurezza informatica. Tuttavia, secondo le previsioni la portata degli investimenti nell’intelligenza artificiale negli Stati Uniti supera di gran lunga gli sforzi europei. “Per essere competitivi, è essenziale che l’Europa superi gli ostacoli normativi e promuova gli ecosistemi tecnologici”, viene indicato nel Global Market Outlook.
Procedere con cautela
Due avvertenze. In primo luogo, la spesa per l’intelligenza artificiale comporta dei rischi. Si prevede, infatti, che un rallentamento inaspettato, soprattutto tra i grandi fornitori di servizi cloud (come Amazon Web Services, Microsoft Azure e Google Cloud Platform), potrebbe interrompere la ripresa del mercato che ha trovato le sue radici nella crescita degli utili.
Ma non si tratta solo delle large cap tecnologiche statunitensi: stanno emergendo segnali di una svolta nella fortuna delle società a bassa capitalizzazione, che storicamente hanno sovraperformato quando l’economia è in miglioramento e la politica monetaria è accomodante. La narrativa dell’IA è particolarmente vulnerabile a qualsiasi crepa nei pilastri che ne sostengono la crescita, in particolare l’esaurimento del flusso di cassa libero.
La seconda avvertenza riguarda la corsa del mercato verso nuovi massimi, che è stata accompagnata da valutazioni troppo elevate. I portafogli devono essere costruiti in modo da resistere non solo alla volatilità, ma anche ai cambiamenti di regime. Il private equity e il private credit, l’oro e alcune strategie di hedge fund sono nella posizione migliore per il prossimo anno per offrire una diversificazione strutturale a un portafoglio 60/40.