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Bce: Super Mario spiazza tutti, annuncia fine QE rimanendo ‘colomba’. Su BTP rassicura Italia: “qui nessun complotto”

“L’euro è irreversibile”, e questo “perchè è forte, perchè la gente lo desidera e perchè non è nell’interesse di nessuno discutere della sua esistenza”.

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Mario Draghi indossa le vesti del Super Mario della Bce e sorprende di nuovo tutti, riuscendo ad annunciare la fine del piano QE di stimoli straordinari senza trasformarsi in falco: anzi, rimanendo addirittura colomba. Non solo: rispondendo alla carrellata di domande con cui i giornalisti  insistono sul rischio Italia, sul populismo, sul futuro dell’euro e dei tassi, il numero uno della Bce riesce a evitare che sui mercati prevalga la paura, nonostante la fine annunciata del piano di Quantitative easing. E dà anche filo da torcere ai complottisti, rispondendo seraficamente alle accuse secondo cui la Banca centrale europea avrebbe acquistato nel mese di maggio una quantità inferiore di bond italiani per motivi di natura politica: sospetto-accusa che aveva visto sotto i riflettori la 5 stelle Laura Castelli che, in un’intervista all’Huffington Post si era così espressa:

“I dati delle ultime settimane confermano che la Bce e le banche italiane hanno rallentato se non sospeso l’acquisto di Btp sul mercato italiano, contribuendo all’aumento dello spread”.

Nel rispondere a una domanda sul vero motivo dei minori acquisti di BTP nel mese di maggio, Draghi non si scompone e adduce motivazioni di natura tecnica. Intanto, tiene a precisare, a maggio sono stati inferiori anche gli acquisti di bond sovrani di altri paesi, come Austria, Francia e Belgio. Inoltre, l’ammontare è stato comunque superiore al mese di marzo. Nessuna ragione di natura politica, insomma. “Qui non ci sono complotti”, afferma Super Mario.

In ogni caso, il numero uno della Bce consiglia di non lasciarsi ossessionare dai dati relativi ai flussi di acquisti di bond “settimanali e/o mensili”.

Sempre in merito all’Italia, Draghi sdrammatizza il recente panico sui mercati:  “Non abbiamo assistito ad alcun rischio di ridenominazione dell’euro, e il contagio (della tempesta finanziaria che ha travolto l’Italia nei giorni della grave crisi istituzionale precedente alla formazione del governo M5S-Lega) non è stato affatto significativo“. Si è trattato -aggiunge – di “un episodio abbastanza locale”.

Nel rispondere alle varie domande sulla vera forza dell’euro, Draghi non perde poi l’occasione di ribadire quanto aveva già detto in passato: “l’euro è irreversibile”, e questo “perchè è forte, perchè la gente lo desidera e perchè non è nell’interesse di nessuno discutere della sua esistenza”.  Incalzato sulla questione, il banchiere insiste: discutere di qualcosa di irreversibile è inutile e anzi crea solo danni.

Super Mario annuncia: fine QE a dicembre

L’annuncio sulla fine del piano di Quantitative easing c’è stato, come da attese, prima con il comunicato con cui la Bce ha motivato la decisione di lasciare invariati i tassi, poi per bocca dello stesso Draghi.

Precisamente, il piano, che nel caso dell’Italia è stato battezzato scudo BTP per il ruolo salvifico che tuttora continua a ricoprire nel proteggere i bond italiani dagli attacchi speculativi, proseguirà al ritmo di 30 miliardi di euro di acquisti mensili, fino a settembre di quest’anno.

Successivamente, l’ammontare sarà dimezzato a 15 miliardi di euro fino a dicembre.

Dopo il mese di settembre, si legge infatti nel comunicato, “a seconda dei dati che arriveranno e che confermeranno (o meno) l’outlook sull’inflazione di medio termine, il ritmo mensile degli acquisti netti degli asset sarà ridotto a 15 miliardi di euro, fino alla fine di dicembre 2018, quando gli acquisti termineranno”.

Riguardo ai tassi di interesse, questi probabilmente rimarranno ai livelli attuali fino all’estate del 2019 “e in ogni caso per tutto il tempo necessario ad assicurare che l’evoluzione dell’inflazione rimanga allineata alle aspettative correnti di un percorso di aggiustamento sostenuto”.

Il motivo per cui Super Mario ha deciso di dire basta al QE è il progresso notevole che l’Eurozona ha compiuto sul fronte dell’inflazione, tanto che la Bce ha rivisto al rialzo le stime sul trend dei prezzi sia per quest’anno che per il prossimo. L’outlook sul Pil di quest’anno è stato però tagliato.

Non per niente Draghi ha lasciato ogni opzione aperta, laddove ha tenuto a precisare che un ampio grado di liquidità continuerà a essere garantito attraverso i reinvestimenti dei proventi che la Bce incasserà con la scadenza dei bond acquistati.

La crescita dell’economia dell’Eurozona, d’altronde, pur se solida e diffusa, ha rallentato il passo, a causa di fattori temporanei, come la maggiore debolezza del commercio internazionale dovuta ai timori sul protezionismo e l’incertezza politica globale, che è aumentata in modo innegabile.

Per questo, la Bce non vuole certo drenare di colpo la liquidità che ha iniettato in questi anni nei mercati.

La filosofia di Mario Draghi viene ben spiegata da Carsten Brzeski di ING, che in un tweet fa notare come la decisione che la Bce ha preso oggi è “un compromesso davvero salomonico tra falchi e colombe. I falchi sono stati infatti finalmente accontentati con la data di scadenza del QE. Le colombe invece sanno che ci sarà ancora una porta aperta in caso di necessità. Ben fatto“.

E ben fatto lo hanno detto anche i mercati: acquisti sui BTP ma soprattutto sui Bund tedeschi, che hanno così assistito a un tonfo dei rendimenti decennali superiore a -8%, allo 0,43%. I tassi sui BTP decennali sono scesi anch’essi, di oltre -2%, al 2,76%.

Piazza Affari ha brindato a Super Mario con il Ftse Mib in rialzo fin oltre un punto percentuale, mentre l’euro ha scontato la sopravvivenza delle colombe crollando di oltre -1% a $1,1635 circa. Non  proprio una reazione che ci si aspetta in caso di politica monetaria che diventa meno accomodante.