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Bazooka anti-virus: Centeno non esclude eurobond, mentre Salvini lancia idea Bot

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La risposta alla crisi da coronavirus è l’emissione di eurobond? “Non necessariamente, ma non lo escludo”. Così Mario Centeno, presidente dell’Eurogruppo e ministro delle Finanze portoghese, in un’intervista che ha rilasciato a un gruppo ristretto di giornali europei, tra cui il Corriere della Sera.
Centeno mostra dunque un’apertura all’opzione eurobond coronabond tanto auspicata da alcuni paesi, come Italia, Francia, Spagna. E precisa: “C’è una proposta di usare il Quadro finanziario pluriannuale, cioè il bilancio europeo, e un’altra di emettere debito comune. Le due non si escludono necessariamente. L’importante, lo ripeto, è spalmare nel tempo il costo della risposta”.

In attesa del prossimo vertice europeo del 23 aprile -all’ordine del giorno anche una possibile decisione sul Recovery Fund proposto dalla Francia – Mario Centeno parla anche del MES:
“Il Mes lo vedo come un’assicurazione: la compri per non usarla, ma ti dà una copertura in più”. E, riguardo al fatto che il premier Giuseppe Conte ha detto che il Mes non gli interessa, no problem: “È l’approccio abituale quando si negozia”.

Certo, se in occasione del prossimo vertice europeo, i capi di Stato e di governo non dovessero trovare un accordo “sarebbe un fallimento”.
Centeno avverte che “l’economia europea sta subendo uno choc, senza precedenti. Tutti i nostri Paesi in questo trimestre sono vicini a una recessione del 20% in ritmo annuale e questa non è una crisi indotta da problemi dell’economia. Nell’area euro veniamo da 25 trimestri di crescita di seguito e 14 Paesi su diciannove l’anno scorso avevano conti vicini al pareggio o in surplus. Ora ci sarà un’enorme accumulo di debito e, come ha detto l’Eurogruppo, ora dobbiamo decidere come distribuire nel tempo i costi di questa crisi. Non un solo Paese può sentirsi fuori”.
Sulle somme per far fronte agli effetti disastrosi di quello che l’Fmi ha definito il Great Lockdown, paventando per quest’anno la recessione mondiale peggiore dalla Grande Depressione, Mario Centeno riporta che “qualche istituzione ha stimato una risposta da 700-1.000 miliardi di euro, forse 1.500“.
Si tratta, precisa, di “cifre a dodici zeri” e noi “non siamo abituati a pensare a questo tipo di cifre, ma non dobbiamo definirle nelle prossime settimane. Prima ci sarà da capire come e quando si torna indietro dal lockdown. Siamo economie aperte, non ha molto senso per un Paese aprire se gli altri in Europa o nel mondo restano chiusi. Ci vorrà moltissimo coordinamento”.
Sul MES intanto i sovranisti guidati da Matteo Salvini e Giorgia Meloni non arretrano, anche se emerge che proprio la nuova versione potrebbe far fare alla Bce quello che il leader della Lega e di Fratelli d’Italia invocano da sempre.
E se il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi apre allo strumento del Fondo salva-stati in versione light, Salvini lancia la sua idea Bot a Radio Anch’Io:
“Potremmo emettere buoni del Tesoro per una cifra tre volte superiore a quella prevista dal Mes. La ricostruzione passerebbe così attraverso l’intervento italiano e non quello di banche straniere e multinazionali”. Per incentivarne l’acquisto, il leader del Carroccio propone che questi Bot siano i “esentasse”. E sulla versione light del MES Salvini non ci crede:
Non esiste il Mes senza condizioni. E’ un fondo istituito da un Trattato, Berlusconi e Prodi possono dire quello che vogliono ma i trattati si leggono. L’accordo non può andare sopra al Trattato a cui risponde il fondo” ha aggiunto “e quindi il Mes ha delle condizioni, chi dice il contrario dice il falso”.