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Bank of England contatta banche UK su tassi negativi. Analisti scettici: neanche in caso di Hard Brexit

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Nel club delle banche centrali che hanno inaugurato l’era dei tassi negativi, potrebbe entrare anche la Bank of England.
Dopo aver già reso nota a settembre l’intenzione di valutare l’opzione dei tassi sotto zero, la banca centrale del Regno Unito ha contattato le banche per vagliare la loro reazione e per capire fino a che punto gli istituti siano pronti ad affrontare uno scenario del genere.

Bank of England valuta opzione tassi negativi in UK contattando le banche
A waiter serves drinks in the sunshine by the Bank of England in central London on September 21, 2020. – England is on track for about 50,000 coronavirus cases a day by mid-October and a surging death toll unless the public gets serious about preventive action, top UK advisers warned today. (Photo by Ben STANSALL / AFP) (Photo by BEN STANSALL/AFP via Getty Images)

L’obiettivo è lo stesso di altre istituzioni pioniere di questo strumento di politica monetaria, come la Bce, La Bank of Japan e la Swiss National Bank: indurre le banche a erogare prestiti all’economia reale invece di depositare la loro liquidità.
“Stiamo chiedendo informazioni specifiche sulla preparazione attuale della sua banca a gestire un tasso bancario pari a zero, un tasso bancario negativo, o un sistema di remunerazione delle riserve a più livelli”, ha scritto il vicegovernatore della Bank of England Sam Woods, nella lettera inviata alle banche.
La BoE ha fissato al prossimo 12 novembre – una settimana dopo il prossimo annuncio di politica monetaria, in calendario il prossimo 5 novembre- la scadenza entro cui le banche dovranno rispondere.
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I tassi UK di riferomento sono stati tagliati al minimo record dello 0,1% nel mese di marzo, al fine di sostenere l’economia del Regno Unito nel periodo dell’emergenza sanitaria ed economica scatenata dalla pandemia del coronavirus.
Il punto è che il paese sta fronteggiando ora una seconda ondata di contagi, come diversi altri paesi nel mondo. E’ dunque possibile che, nel prossimo meeting del Consiglio previsto per l’inizio di novembre, la BoE estenda il proprio programma di acquisti di bond, al momento pari a 745 miliardi di sterline. Il mercato scommette inoltre sull’adozione della politica dei tassi di interesse negativi per il prossimo maggio del 2021.
Woods ha precisato che la lettera non deve essere considerata come un’anticipazione di ciò che deciderà di fare la MPS (Commissione di Politica monetaria), se “deciderà di lanciare una politica a tassi a zero o  negativi”. Ancora, dalla missiva emerge che la richiesta di informazioni non significa che la banca centrale stia chiedendo agli istituti di iniziare a prendere provvedimenti per assicurarsi di essere pronte a operare in un contesto di tassi negativi. Insomma, nessun diktat, nessuna prescrizione.
C’è da dire che la Bank of England è stata criticata da quando, alla fine di settembre, il numero uno Andrew Bailey ha detto che l’istituto non aveva ancora raggiunto un accordo sulla questione: una indecisione che alcuni economisti hanno interpretato come segnale del fatto che la BoE non avrebbe ancora una chiara posizione in merito, come riporta il Financial Times.
Ovviamente, così come accaduto in Eurozona, la politica di tassi di interesse negativi, oltre ad alimentare i timori su un calo della redditività delle banche, sta scatenando nel Regno Unito, alle prese come sempre con la Brexit, anche la preoccupazione che alla fine siano anche i depositanti, i clienti delle banche, a dover pagare per tenere i soldi in banca.
In realtà, scettica sulla possibilità che i tassi sotto zero diventino una realtà anche nel Regno Unito, è Morgan Stanley. Qualche giorno fa gli analisti del colosso bancario Usa hanno scritto in una nota che una tale politica non verrebbe a loro avviso adottata neanche in caso di Hard Brexit. Una “elevata barriera” è rappresentata dal fatto che già il responsabile economista della BoE Andy Haldane, così come il vicegovernatore Dave Ramsden, esponenti della Commissione di politica monetaria della Bank of England, hanno manifestato pubblicamente la loro opposizione.
Da segnalare che, nel mese di maggio, i bond UK emessi durante un’asta di titoli di stato hanno presentato per la prima volta tassi di interesse negativi. Nonostante i mercati abbiano scommesso il lancio di tassi negativi anche negli Stati Uniti, tanto più in un contesto caratterizzato dagli effetti negativi sull’economia, il presidente della Federal Reserve Jerome Powell ha sempre glissato sulla questione, mostrandosi scettico sulla validità di questo strumento, prima di sorprendere i mercati con una vera e propria svolta storica.