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Banche e FCA con una marcia in più, Piazza affari chiude a +3%. Azimut la migliore a +9%

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Incipit di settimana a spron battuto per Piazza Affari. Il Ftse Mib ha guadagnato il 3,09 a 17.380 punti. Gli investitori guardano fiduciosi ai prossimi giorni per quella che sarà la settimana delle banche centrali (Fed il 29 e la Bce il 30 aprile) e che si è aperta con la BoJ che ha seguito le orme della Fed togliendo limiti agli acquisti possibili nell’ambito del suo programma di Quantitative easing (il tetto precedente era fissato a 80 trilioni di yen annui).
Una sponda è arrivata anche dal calo del ritmo di decessi per coronavirus e dall’avvicinarsi della fine delle misure di lockdown in molti paesi. Inoltre, per l’Italia è sceso oggi con decisione lo spread Btp-Bund in scia alla conferma del merito di credito sull’Italia da parte di S&P.

Banche e risparmio gestito in spolvero

Tra le big di Piazza Affari si giovano dell’effetto spread e delle attese di mossa ultra-espansive delle banche centrali i titoli del settore bancario con +3,82% e +4,2% rispettivamente per Intesa Sanpaolo e Unicredit. Molto bene anche UBI con +2,78%. In un’intervista nel weekend il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, ha confermato il commitment sul deal verso UBI ritenendo che la strategicità dell’operazione viene ulteriormente rafforzata dalla necessità di dar vita a realtà ancora più resilienti a shock esterni. Messina ha anche detto che l’obiettivo della banca è di procedere alla distribuzione del dividendo nel 2020 nel caso in cui la Bce dovesse sospendere il vincolo al pagamento al momento valido fino al 1 ottobre.

Sprint oggi anche per il settore del risparmio gestito con +9,47% per Azimut, molto bene anche Banca Generali (+7,77%) e Poste Italiane (+6,54%). Sostegno dal risk-on sui mercati ma anche dal rumor di un possibile interesse di Amundi verso Anima Holding.
Tra gli altri titoli bene DiaSorin (+2,64%) che ha annunciato di avere ricevuto l’Emergency Use Authorization (EUA) dalla Food and Drug Administration (FDA) americana per il test Liaison Sars-CoV-2 S1/S2 IgG.
Molto bene anche FCA con +4,73% accodandosi al rally del settore auto Ue con Renault in spolvero sull’imminente arrivo di aiuti da parte dello stato francese con 5 miliardi di euro di crediti bancari garantiti.

Seduta altalenante per ENI e Atlantia

ENI segue il rally odierno delle Borse con +1,87% a 8,4 euro nonostante gli analisti abbiano rivisto al ribasso le valutazioni sul titolo del gruppo del Cane a sei Zampe dopo i riscontri trimestrali arrivati venerdì scorso. Credit Suisse oggi ha abbassato il prezzo obiettivo da 13 a 12 euro in seguito ai risultati per il 1° trimestre 2020 e la guidance 2020 più deboli del previsto. La casa d’affari elvetica, che ha rating neutral su ENI, ritiene che il gruppo guidato da Claudio Descalzi annuncerà in estate un taglio del 30% del dividendo in corrispondenza con i conti del secondo trimestre. Taglio della valutazione anche da parte di Equita che dopo i conti trimestrali ha dato una sforbiciata dell’8% del target price che ora è di 11 euro, con ebit 2020 rivisto al ribasso del 39% e quello 2021 dell’11%. La sim milanese ipotizza un taglio del dividendo del 42% con il taglio di cedola di Equinor del 67% che potrebbe aver aperto la strada alle altre compagnie oil in Europa.
E’ rimasta indietro oggi Atlantia (0,5%). Secondo quanto riportato da “Il Sole 24 Ore”, a causa del degrado della rete di Aspi sarebbero necessari circa 20 miliardi di euro di interventi, prevalentemente in manutenzioni straordinarie, che andrebbero spesi in tempi relativamente brevi. Sul tavolo del governo ci sarebbe questo dossier e su come finanziare questi interventi. Il piano presentato da Aspi al governo prevede invece 5,4 miliardi di investimenti al 2023 oltre ad 1,6 miliardi di manutenzioni. Per quanto riguarda il cambio di controllo di Aspi, dopo le indiscrezioni circolate la scorsa settimana, il quotidiano di Confindustria rimarca che F2i avrebbe avviato la ‘data room’ I tempi di un eventuale accordo sarebbero legati all’intesa con il governo (giugno o autunno), mentre la valutazione di 8-10 miliardi di euro riportata dalla stampa, andrebbe analizzata alla luce degli impatti del Covid-19 sulle valutazioni nel settore.