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ENI: dividendo scenderà fino a -50%, ma per analisti taglio è già prezzato e c’è spazio per risalire

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ENI segue a fatica il rally odierno delle Borse. Dopo una prima parte di giornata in buon rialzo, il titolo al momento viaggia in timido rialzo (+0,20% a 8,27 euro) complice anche la debolezza dei prezzi del petrolio. Intanto gli analisti rivedono al ribasso le valutazioni sul titolo del gruppo del Cane a sei Zampe dopo i riscontri trimestrali arrivati venerdì scorso.
Credit Suisse oggi ha abbassato il prezzo obiettivo da 13 a 12 euro in seguito ai risultati per il 1° trimestre 2020 e la guidance 2020 più deboli del previsto. La casa d’affari elvetica, che ha rating neutral su ENI, ritiene che il gruppo guidato da Claudio Descalzi annuncerà in estate un taglio del 30% del dividendo in corrispondenza con i conti del secondo trimestre.

Valutazione rivista al ribasso, ma analisti vedono spazio per risalire

Taglio della valutazione anche da parte di Equita che dopo i conti trimestrali ha dato una sforbiciata dell’8% del target price che ora è di 11 euro, con ebit 2020 rivisto al ribasso del 39% e quello 2021 dell’11%. La sim milanese ipotizza un taglio del dividendo del 42% con il taglio di cedola di Equinor del 67% che potrebbe aver aperto la strada alle altre compagnie oil in Europa.

Sulla stessa lunghezza d’onda Mediobanca Securities che taglia il prezzo obiettivo anch’essa dell’8% a 11 euro con raccomandazione neutral confermata. “Le nuove indicazioni fornite da ENI nel primo trimestre 20 mostrano un impatto maggiore del previsto sul flusso di cassa del gruppo e sugli utili dovuti a COVID-19 – argomentano gli esperti di piazzetta Cuccia – e si prevede che la produzione diminuirà del 5-6% annuo nel 2020.
Mediobanca ritiene che con flussi di cassa inferiori del 40% circa rispetto alla sua guidance iniziale, ENI potrebbe non essere in grado di coprire dividendi di € 8,5 miliardi, anche dopo il taglio del capex del 30%. “La speculazione ora abbonda sul fatto che il gruppo debba ridurre il suo dividendo. Poiché il mercato implica già a riduzione del 40-50%, riteniamo che un potenziale taglio del dividendo del 30% debba essere considerato un’azione positiva per resistere in un contesto di mercato più debole””, asserisce Mediobanca.
Considerando i livelli attuali a cui quota ENI, le valutazioni date da Equita e Mediobanca sono oltre oltre il 33% più in alto, mentre quella di Credit Suisse implica  addirittura +45%.