Azimut tira dritto sul progetto Tnb e avvia il buyback. Il titolo ritrova fiducia
Fonte immagine: Getty
All’indomani degli annunci e dei chiarimenti sui rilievi di Bankitalia sulla controllata Azimut Capital Management Sgr, il titolo Azimut rialza la testa a Piazza Affari con la conferma del progetto Tnb e l’avvio il piano di buyback. Il mercato ritrova fiducia e il titolo sale di oltre il 2% sopra i 33 euro.
La roadmap del ceo Medda
Il ceo di Azimut Holding ha chiarito in una nota che l’ispezione “rientra nel normale processo di vigilanza cui sono regolarmente sottoposti tutti i principali asset manager e l’accogliamo con spirito di piena trasparenza e costruttiva collaborazione. I rilievi emersi sono pienamente gestibili e coerenti con la cultura del miglioramento continuo che da sempre caratterizza il nostro gruppo”.
Il gruppo ha già iniziato a lavorare e ad attuare una serie di miglioramenti mirati principalmente alla governance e al risk management della controllata, “che rafforzeranno ulteriormente la solidità e la scalabilità della nostra piattaforma italiana. Il piano d’azione di Acm sarà presentato entro il 30 novembre e completato entro e non oltre il 30 aprile 2026″, aggiunge Medda, spiegando che “ciò consentirà al gruppo di operare con maggiore chiarezza e visibilità sui prossimi passi normativi relativi al progetto Tnb, la cui autorizzazione prevediamo di ricevere entro il secondo trimestre del 2026, nei limiti del buon senso in un processo articolato ma ben gestibile da un’istituzione finanziaria globale come il nostro gruppo”.
Insomma, il gruppo tira dritto: “La nostra visione strategica rimane immutata. Tnb è un progetto trasformativo per Azimut che porteremo avanti con determinazione, poiché non vediamo alternative a quanto ci siamo impegnati a realizzare sin dall’annuncio del progetto nel marzo 2024. Allo stesso tempo, il nostro impegno nella gestione strategica del capitale è concreto e immediato”.
Il buyback
Nell’ambito del piano di riacquisto di azioni proprie, l’intenzione è quella di proporre la loro cancellazione fino a un massimo di 500 milioni di euro. Ieri Azimut ha già riacquistato 350.000 azioni a un prezzo medio di 31,95 euro e “continueremo nei prossimi giorni”, spiega una nota.
“Il management inizierà anche ad acquistare azioni a titolo personale, un chiaro segnale di fiducia nella nostra strategia, nella qualità dei nostri risultati e nel potenziale a lungo termine del gruppo. Prevediamo di generare un valore significativo per il futuro, sostenuto da fondamentali solidi e dal contributo rilevante di Elevate 2030″, conclude il ceo.
Il progetto Tnb
Il progetto Tnb, acronimo di The Next Bank, riguarda una fintech dedicata alla consulenza patrimoniale partecipata da Fsi che, dopo due anni di lavoro, avrebbe dovuto nascere in primavera. In gioco ci sono quasi mille consulenti e 25 miliardi di masse amministrate. Bankitalia ha fermato qualsiasi operazione straordinaria e chiesto dei rimedi dopo un’ispezione (tra marzo e giugno) che ha fatto emergere “un quadro connotato da rilevanti carenze di governance e organizzative”.
“Nella mia vita professionale, insieme ai colleghi, ho realizzato cose molto più difficili che collaborare all’ottenimento di una licenza bancaria. Non chiedo al mercato rispetto ma almeno l’utilizzo del buon senso nel pensare che il gruppo Azimut possa essere costretto a desistere dalla realizzazione di Tnb”, ha commentato ieri il presidente Pietro Giuliani che ha aggiunto: “preferiremmo che ci fosse consentito in tempi ragionevoli di ottenere la licenza in Italia, ma se ciò non fosse possibile, esistono altri Paesi, ad esempio la Svizzera (dove già operiamo)”, ha aggiunto.
Le richieste
Bankitalia ha chiesto ad Azimut di “definire un assetto di governo e di controllo compatibile con la complessità operativa dell’intermediario e del gruppo”. Entro il 30 novembre dovranno essere annunciate le misure correttive e presentato un nuovo piano industriale 2026-2028, entro aprile 2026 le remedies andranno implementate ma, precisa l’Autorità, “l’effettivo superamento di tali criticità non è un presupposto sufficiente per determinare un esito positivo degli eventuali procedimenti connessi al citato progetto, che saranno valutati nei tempi e nei modi previsti dalla vigente normativa”.
Le principali carenze di governance identificate dalle autorità riguardavano la necessità di nominare un direttore generale in ACM e la necessità di modificare la composizione del consiglio di ACM, poiché alcuni membri indipendenti siedono sia nei consigli di ACM che in quelli delle holding Azimut.
Gli analisti
Secondo Barclays,”i principali rischi da monitorare in futuro sono possibili ritardi nell’esecuzione del progetto TNB e il potenziale impatto di queste preoccupazioni relative all’autorizzazione sul franchise”.