Azimut: richieste Bankitalia dopo ispezione su Sgr. I messaggi di Giuliani su dividendo, buyback e Tnb
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Azimut ha diffuso una comunicazione ufficiale, su richiesta della Consob, per fornire chiarimenti riguardo all’ispezione effettuata dalla Banca d’Italia tra il 10 marzo e il 13 giugno di quest’anno, nei confronti della società controllata Azimut Capital Management Sgr.
A Piazza Affari, il titolo è sotto massima osservazione: dopo le 15:30 cede circa l’11% ma torna sopra quota 32 euro.
Azimut: i chiarimenti dopo l’ispezione di Bankitalia
Dalla verifica, l’autorità di Vigilanza – come riporta la stessa Azimut – ha evidenziato “gravi carenze nella governance e nell’organizzazione” del gruppo. “Risulta quindi necessario che l’intermediario avvii con tempestività un’incisiva azione di rimedio volta a rimuovere le carenze riscontrate e a definire un assetto di governo e di controllo compatibile con la complessità operativa dell’intermediario e del gruppo”. L’obiettivo è riorganizzare la struttura di governo e di controllo in modo da renderla adeguata alla complessità operativa di Azimut e del suo gruppo societario.
Nel documento, la Banca d’Italia ha inoltre espresso dubbi sulla capacità attuale della società di partecipare a operazioni di grande rilievo, come fusioni, acquisizioni o scissioni, che rientrano nel regolamento sulla gestione collettiva del risparmio. “Allo stato – si legge nella nota diffusa da Azimut – la situazione aziendale appare inidonea a sostenere la partecipazione della società ad operazioni rilevanti quali quelle previste dal regolamento sulla gestione collettiva del risparmio e segnatamente fusioni, scissioni, acquisti di partecipazioni, acquisti e cessioni di aziende o rami d’azienda che attengano ai servizi e attività di investimento e di gestione collettiva del risparmio”.
Tempistiche su Tnb
La nota infine fa anche riferimento al progetto Tnb, la nuova banca digitale promossa da Azimut. In proposito, la società ha spiegato che il piano di intervento avviato in seguito all’ispezione mira a superare tutte le debolezze evidenziate e sarà sottoposto alla valutazione della Banca d’Italia. Tuttavia, il completamento del piano non garantirà automaticamente un via libera al progetto, che verrà comunque esaminato secondo le procedure previste dalla normativa vigente.
Gli analisti di Banca Akros, che confermano la raccomandazione buy e il target price di 40 euro su Azimut, post comunicato sottolineano che “sebbene la società non preveda alcun impatto sull’operazione Tnb e nemmeno sul conto economico dopo l’ispezione, riteniamo che questa possa essere una notizia negativa, aggiungendo incertezza sui tempi di chiusura di Tnb”.
Pietro Giuliani: “dividendo e buyback non sono in discussione”
“Alla luce di voci incontrollate che si stanno rincorrendo sul mercato, confermo la mia proposta al Consiglio di Amministrazione di quanto già comunicato al mercato. Azimut Holding, non essendo sotto vigilanza prudenziale, non può essere sottoposta a cambi di politiche di dividendi e buyback. La maggioranza dei suoi azionisti in sede assembleare è l’unico organismo titolato a tale decisione”, ha sostenuto Pietro Giuliani, presidente di Azimut Holding.
In merito all’andamento del titolo in Borsa, Giuliani ha aggiunto: “Ritengo che quanto sta accadendo sul titolo Azimut sia inaspettato e irrazionale. Le attuali quotazioni di Azimut Holding rappresentano per gli investitori un’ottima opportunità di acquisto e/o di rafforzamento delle proprie posizioni. Per questo a titolo personale, ho già dato disposizioni di incrementare il mio investimento in azioni Azimut per alcuni milioni di euro da qui ai prossimi giorni. Lo anticipo al mercato poiché non vorrei che in questo clima di “caccia alle streghe” qualcuno pensasse che in qualche modo sia coinvolto nel “sali e scendi” di borsa per trarne profitto personale”.
Infine sul progetto TNB, il presidente del gruppo ha confermato che non è in discussione. “Nella mia vita professionale, insieme ai colleghi, ho realizzato cose molto più difficili che collaborare all’ottenimento di una licenza bancaria. Non chiedo al mercato rispetto, ma almeno l’utilizzo del buon senso nel pensare che il Gruppo Azimut possa essere costretto a desistere dalla realizzazione di TNB. Preferiremmo che ci fosse consentito in tempi ragionevoli di ottenere la licenza in Italia, ma se ciò non fosse possibile, esistono altri Paesi, ad esempio la Svizzera (dove già operiamo)”, ha concluso Giuliani.