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Atlantia pronta a sacrificare Telepass, ecco tutti i dossier sul tavolo

QUOTAZIONI Atlantia
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Dopo una partenza incolore, il titolo Atlantia accelera al rialzo con un guadagno di oltre l’1% a 21,3 euro. A sostenere le quotazioni sono gli ultimi rumors riportati dal Corriere. Sul tavolo del presidente Fabio Cerchiai, del consigliere espressione dei Benetton Carlo Bertazzo e del nuovo direttore generale Giancarlo Guenzi ci sarebbero tre dossier delicatissimi. “C’è da valorizzare sul mercato il 40% della controllata Telepass che vale circa 800 milioni”, secondo quanto riporta Il Correre. La società è nel mirino della cordata tricolore Fondo Strategico-Sia-Generali che però sembra in ritardo rispetto alle altre tre pretendenti: i fondi Apax, Warburg Pincus e Partners Group. “La vendita porterà risorse importanti per digerire serenamente l’operazione Alitalia”, altro dossier importate citato dal giornale di via Solferino. Il governo ha concesso la proroga di un mese, fino al 15 ottobre, per la presentazione dell’offerta vincolante e definitiva delle Ferrovie dello Stato per l’acquisto delle attività della compagnia ma le dimissioni di Giovanni Castellucci, ceo di Autostrade per l’Italia e di Atlantia per 15 anni, potrebbe complicare le trattative in corso. Atlantia era entrata ufficialmente in campo l’11 luglio scorso come quarto socio della cordata Fs, quando il cda della società dei Benetton aveva dato mandato all’ormai ex ad Castellucci ad approfondire la sostenibilità ed efficacia del piano industriale della Nuova Alitalia, considerato l’interesse industriale di Aeroporti di Roma, controllata da Atlantia.

Integrazione con Abertis in standby

Ma il tema più delicato riguarda l’integrazione con Abertis. Il piano di integrazione tra la stessa Atlantia e il gruppo spagnolo non è ancora stato avviato a causa del diritto di veto concesso agli spagnoli di Acs-Hochtief e spesso utilizzato per bloccare operazioni volte alla riorganizzazione di attività come quelle in Sud America e i sistemi di pagamento. Secondo il Corriere, “potrebbe prendere corpo la spartizione degli asset del gestore spagnolo, che Castellucci voleva evitare”. Il Sole 24 Ore invece suggerisce che per superare le tensioni “Acs e Atlantia hanno trovato un accordo per nominare la partecipata Abertis capo consorzio per i progetti di investimenti futuri. La newco vedrà il 60% in capo ad Abertis e il 20% in capo a ciascuno dei due azionisti”.

Capitolo autostrade e rischio revoca

“Secondo la Stampa starebbero emergendo delle novità dagli interrogatori sui rapporti truccati dei viadotti autostradali, che hanno portato agli arresti di dirigenti e ingegneri di Aspi (Autostrade per l’Italia) e Spea Engineering (controllata di Atlantia che si occupa di monitoraggio e controlli della rete autostradale), con prassi diffuse pressioni sui funzionari”. Lo si legge nel report quotidiano di Equita.
Il Fatto Quotidiano scrive invece “di un piano del governo per la revoca parziale di una parte delle tratte autostradali gestite da Aspi e cioè oltre la A10 anche le altre tratte autostradali attorno a Genova per circa 200 km, che contano per circa il 10% della rete in gestione”. Equita stima che circa il 15% dei km percorsi subirebbero uno revoca parziale. “Anche il progetto di costruzione del Passante di Genova”, opera da 4,3 miliardi, “verrebbe separato ed il tutto dato in gestione ad un nuovo operatore. In cambio Aspi conserverebbe il resto della rete e dovrebbe accettare il nuovo meccanismo Rab based, proposto dall’Art”, riporta il quotidiano”.
Equita precisa che “Quanto emergerà dalle indagini è molto importante per capire quali rischi emergeranno dal fronte legale e quale sarà il coinvolgimento della società. Il tema dello spin-off di parte della concessione è stato un tema portato avanti in passato da esponenti del M5S e che da questo articolo del Fatto si allargherebbe oltre alla A10 (circa 2-3% del traffico di gruppo) e coinvolgerebbero il Passante di Genova”.
Concludono gli esperti della Sim (rating Buy su Atlantia con target price a 25,8 euro): “riteniamo che questo piano sia necessario un approccio negoziale in quanto la concessione di Aspi è unica ed in passato la società ha sempre sottolineato che la revoca parziale non era prevista contrattualmente”.