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Aste Bot e Btp arrivano nel bel mezzo della tempesta per l’Italia

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Arrivano in un momento decisamente delicato le prime aste di Titoli di Stato di marzo. Con i mercati in fibrillazione per l’emergenza coronavirus, il Tesoro italiano nel giro di due giorni intende collocare massimi 13,5 miliardi tra Bot e BTP. Dopo i record dei mesi scorsi, si prospetta un’ascesa dei rendimenti e gli operatori guarderanno soprattutto alla tenuta della domanda sulla carta italiana dopo che nelle ultime settimane i tassi sono risaliti e lo spread Btp-Bund si è allargato tornando ai livelli della scorsa estate. Il rendimento del  Btp decennale è risalito all’1,38% rispetto ai minimi in area 0,9% del mese scorso (il minimo storico risale a settembre 2019 a 0,805%). Si profila quindi una risalita dei tassi di assegnazione su tutta la curva dei tassi.

Tassi in netta risalita

L’asta Bot di oggi vedrà l’emissione di titoli a 12 mesi per 6,5 miliardi di euro. Il mese scorso titoli ad analoga scadenza erano stati allocati a un tasso di -0,319%. Il rapporto di copertura (bid to cover) era stato di 1,75.
In circolazione al 28 febbraio risultano 39,8 mld di Bot a 6 mesi e 78,8 mld di Btp a 12 mesi per un totale di 118,6 miliardi. I BOT sono posti all’asta con il sistema di collocamento dell’asta competitiva, con richieste degli operatori espresse in termini di rendimento. Ciascuno degli operatori partecipanti alle aste può presentare fino ad un massimo di cinque richieste di acquisto. I buoni possono essere sottoscritti per un importo minimo di mille euro.

Giovedì il test più probante prima della Bce

Domani, stesso giorno dell’importantissimo meeting Bce, toccherà all’asta di BTP a 3 anni per massimi 3,5 miliardi (range 3-3,5 mld) e di BTP a 20 anni per massimi 1,5 mld (range 1-1,5 mld). Lo scorso mese il titolo a tre anni era stato allocato al tasso minimo storico di -0,10%. Prevista sempre giovedì l’offerta di Btp a 7 e 10 anni per complessivi massimi 2 mld (1,5-2 mld); questi due titoli vengono emessi per un quantitativo all’interno di un intervallo di offerta congiunto. Pertanto l’importo offerto – sia minimo che massimo – è da intendersi come complessivo per i due titoli. In totale l’offerta di Btp il 12 marzo sarà quindi di massimi 7 miliardi.