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Apple e Tesla titoli più shortati dagli hedge fund. Boom posizioni short dopo record titoli

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Apple e Tesla: titoli cari agli investitori di tutto il mondo, costantemente monitorati, spesso amati e titoli, anche, tra i più shortati dagli hedge fund. E’ quanto emerge da un articolo della Cnbc: “Apple and Tesla may be market darlings, but hedge funds are betting big they’ll collapse” ovvero, tradotto: “Apple e Tesla potranno essere cari al mercato, ma gli hedge fund stanno scommettendo in modo forte che collasseranno (i titoli)”. Addirittura che collasseranno? Sembra proprio di sì.
D’altronde, il rally +100% che Tesla ha messo a segno negli ultimi sei mesi non è passato inosservato, raccogliendo l’attenzione soprattutto dei fondi più critici del gruppo di Elon Musk. Fondi che hanno più che raddoppiato le loro scommesse ribassiste sull’azione.

Nella giornata di mercoledì 15 gennaio, in particolare, i ribassisti hanno aumentato le puntate short prendendo a prestito azioni Tesla per un valore di $14,5 miliardi, rendendo così il titolo il più shortato della borsa Usa, secondo i dati raccolti dalla società S3 Partners. Così facendo Tesla ha rubato lo scettro ad Apple, fino a quel giorno il titolo più shortato, con puntate ribassiste per un ammontare di $14,3 miliardi. Apple, a sua volta, aveva superato Tesla a settembre, quando era balzata al primo posto della classifica dei titoli più shortati a Wall Street.
Il primato di Tesla è durato tuttavia poco, visto che ieri giovedì 16 gennaio, Apple è tornata prima della lista, con scommesse short per $14,3 miliardi, a fronte di quelle su Tesla scese a $13,7 miliardi.


I più bearish su Apple e Tesla sono soprattutto gli hedge fund, che cercano di battere il mercato con portafogli di investimento concentrati su alcune azioni, a cui affiancano le scommesse short sui titoli che non li convincono. Il mercato cosiddetto tradizionale continua però ad amare i titoli Apple e Tesla, anche se il timore che entrambe le azioni possano essere esempi perfetti di bolle speculative non manca.
Il titolo Apple ha iniziato il 2020 in grande stile, testando un nuovo record grazie alla notizia delle vendite di iPhone in Cina. Dal canto suo, Tesla ha ammaliato gli investitori due settimane fa circa, quando ha reso noto di aver consegnato 112.000 auto elettriche a livello globale nel quarto trimestre del 2019 –con una produzione record – e 367.500 nell’intero 2019, in crescita del 50% su base annua.
Il titolo ha sfondato quota $500, con alcuni analisti che hanno definito il gruppo anche una minaccia esistenziale per chi non innova. C’è poi chi è arrivato a dire che Tesla potrebbe valere 10 volte tanto in cinque anni.
Nella giornata di ieri, Morgan Stanley ha rivisto però al ribasso il rating su Tesla da “equal-weight” a “underweight”, emettendo un sell sull’azione Tesla per la prima volta dal 2012.
Alle valutazioni correnti, Morgan Stanley ritiene che ci siano più rischi al ribasso che al rialzo. Il giudizio ha pesato sul trend dell’azione, che a Wall Street ha perso fino a -4%, per poi chiudere al di sopra di 513 dollari, in calo dell’1% circa.
“Il momentum e il sentiment verso l’azione è indubbiamente molto forte, ma la domanda di fondo riguarda la sostenibilità del momentum“, ha scritto Adam Jonas di Morgan Stanley. In realtà Jonas ha rivisto contestualmente il target price al rialzo del 30%, da $250 a $360. Il valore rimane tuttavia decisamente inferiore a quello attuale.