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Amazon, titolo ai massimi insieme ai tecnologici: cresceranno ancora?

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Nonostante il duro colpo subito dalle Borse mondiali a metà marzo, durante quello che sarà ricordato anche in futuro come il giovedì nero del 2020, le multinazionali della rivoluzione digitale hanno recuperato in fretta le perdite e raggiunto nuovi record storici di valore. Il caso di Amazon Inc. (AMZN) è emblematico: il titolo ha toccato lunedì 13 luglio i 3.200 USD di valore, guadagnando il +73% dal giorno del tonfo. Tutto ciò avviene mentre le economie mondiali arrancano, società di altri comparti, come gli energetici, non ottengono gli stessi risultati e il prezzo di scambio della coppia di valute EUR/USD subisce forti oscillazioni. I tecnologici appaiono quindi come i traghettatori dell’economia fuori dalla crisi, mentre il dollaro resta in una condizione di debolezza.

L’impatto della pandemia sul dollaro Usa

L’economia statunitense ha reagito in modi diversi alla pandemia: la mancanza di omogeneità nell’applicazione di determinati vincoli alla libertà delle persone ha permesso alle industrie di proseguire l’attività e la produzione scongiurando il blocco completo. L’intervento del Federal Reserve System si è reso comunque necessario con un doppio taglio dei tassi d’interesse e con l’immissione imponente di liquidità al fine di scongiurare conseguenze all’economia reale ben più gravi. Il taglio dei tassi e il quantitative easing illimitato della FED hanno di contro svalutato il dollaro statunitense nei confronti dell’euro, tanto che nel forex, ovvero nel mercato internazionale delle valute dove avvengono gli scambi tra acquirente e venditore, la valuta ha raggiunto il minimo da ottobre 2018. In termini numerici, un dollaro USA vale ora circa 0,8646 euro, una condizione che favorisce l’export delle imprese statunitensi verso l’Europa. Ed è appunto quello che serve all’economia USA per ripartire.

Amazon e i tecnologici i veri vincitori

Mentre il dollaro USA perde valore per favorire le esportazioni, le grandi aziende tecnologiche e quelle figlie della rivoluzione digitale come Amazon Inc., Facebook Inc., Microsoft, e ancora Apple e Alphabet Inc. (Google), hanno dimostrato una eccezionale resilienza alla crisi. Anzi, i loro servizi si sono dimostrati fondamentali per garantire la comunicazione e l’approvvigionamento di beni e servizi nei mesi più difficili della pandemia. La piattaforma Azure di Microsoft, ad esempio, è risultata essenziale per la digitalizzazione di molte imprese che altrimenti non avrebbero potuto svolgere regolarmente determinati processi aziendali. Ancora, in molti Paesi, Amazon ha garantito che le famiglie potessero continuare ad approvvigionarsi di beni alimentari e di altri beni essenziali. Il valore della azioni delle multinazionali appena citate lo dimostra: il prezzo dei rispettivi titoli ha in tutti i casi raggiunto o superato i record storici, facendo la fortuna dei loro azionisti. Ne sanno qualcosa Jeff Bezos e Mark Zuckerberg, le cui ricchezze sono enormemente cresciute nei primi sette mesi dell’anno. Il primo, Bezos, lo scorso 21 luglio ha guadagnato 13 miliardi di dollari in un solo giorno grazie al titolo AMZN, apprezzatosi di quasi il +8%. Il secondo, Zuckerberg, ha guadagnato 15 miliardi di USD da inizio 2020.
Come ha dimostrato durante la pandemia, la presenza di servizi digitali supporta le persone anche in condizioni di vita critiche e tutte quelle imprese che lavorano o che sono la colonna vertebrale dell’infrastruttura hanno da un lato aiutato miliardi di persone, dall’altra reso più ricchi i propri azionisti.