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Settore auto ostaggio della trade war, niente Ipo per Volvo. Cattivi presagi per la quotazione di Aston Martin

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Volvo rinuncia alla quotazione in Borsa. La casa automobilistica svedese, controllata dalla cinese Geely, ha motivato la decisione con le crescenti tensioni commerciali e la contrazione delle valutazioni delle azioni automobilistiche.

La decisione arriva nello stesso giorno in cui Aston Martin ha confermato l’intenzione di quotarsi a ottobre e sta inducendo gli investitori a una maggiore cautela circa le valutazioni che il costruttore britannico riuscirà a strappare alla luce del difficile contesto di mercato.

Settore auto in panne in Borsa

L’indice Stoxx 600 Autos & Parts è scivolato indietro del 15% quest’anno. Il settore paga le potenziali perturbazioni della sua attività in virtù dell’escalation della guerra commerciale globale che vede gli Stati Uniti minacciare di aumentare le tariffe sulle importazioni automobilistiche dall’Europa e dalla Cina.

L’amministratore delegato di Volvo, Hakan Samuelsson, ha affermato che i risultati delle discussioni commerciali tra i tre blocchi sono “davvero difficili da prevedere”.

Volvo ha detto che i piani per una quotazione a Stoccolma sono stati rinviati a tempo indeterminato. “Siamo arrivati ​​alla conclusione che il momento non è ottimale per una Ipo”, ha riferito Samuelsson, che non esclude comunque un’Ipo in futuro (“Non abbiamo tempistiche fisse e non abbiamo fretta”) e ha augurato “buona fortuna” a Aston Martin in vista dell’Ipo.

La valutazione della casa automobilistica svedese, passata da Ford in mani cinesi nel 2010, sarebbe dovuta essere tra 16 e 30 miliardi di dollari.

 

Aston Martin avanti con Ipo

Aston Martin ha invece fatto un altro passo verso la quotazione alla City. La società britannica, controllata da un gruppo di investitori tra cui spicca Investindustrial con il 37,5% del capitale e il 50% dei diritti di voto, ha fatto richiesta per la quotazione che avrà luogo a ottobre di quest’anno; la forchetta di prezzo sarà pubblicata attorno al 20 settembre, con il mercato che vede una valutazione in area 5,5 mld di euro. Investindustrial di Andrea Bonomi cederà parte della propria quota in sede di Ipo.