BTP Italia Sì, scudo anti-inflazione in arrivo a giugno: parola agli esperti
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I Btp people si preparano a rispondere alla nuova chiamata del Tesoro capitanato dal ministro Giorgetti. Tra qualche settimana arriva il BTP Italia Sì, il nuovo titolo di stato indicizzato all’inflazione nazionale, riservato esclusivamente ai risparmiatori individuali e affini, che verrà collocato da lunedì 15 giugno a venerdì 19 giugno 2026 alle ore 13, salvo chiusura anticipata.
Durata 5 anni, cedole semestrali legate al tasso di inflazione nazionale del periodo. Per conoscere il tasso fisso minimo garantito bisognerà attendere venerdì 12 giugno (potrà essere rivisto, ma solo al rialzo, alla chiusura del collocamento, in base alle condizioni di mercato). Inoltre, è previsto un premio finale extra dello 0,6% del capitale investito per coloro che avranno acquistato il titolo nei giorni di emissione e lo avranno detenuto sino a scadenza.
Proprio ieri il Mef ha pubblicato la scheda informativa e le FAQ relative all’emissione BTP Italia Sì. “Sarà possibile approfondire le modalità di calcolo della cedola e tutte le altre caratteristiche di BTP Italia Sì, i requisiti necessari per poter partecipare al collocamento, le relative tempistiche, nonché gli aspetti fiscali sulla tassazione agevolata e il calcolo Isee”.
In vista del collocamento, abbiamo approfondito con Marco Olivi, portfolio analyst di Intermonte, e Michele Morra, senior portfolio manager di Moneyfarm, le tempistiche dell’emissione e le novità introdotte sul fronte delle cedole.
L’inflazione si scalda, in arrivo il BTP Italia Sì
L’ultima emissione indicizzata all’inflazione era arrivata sul mercato un anno fa. A distanza di un anno lo scenario è completamente cambiato con le tensioni geopolitiche che si sono intensificate in scia allo scoppio del conflitto tra Usa e Iran, lo scorso 28 febbraio. Tensioni che hanno acceso le quotazioni del petrolio e del gas, portando a un aumento delle materie prime che hanno generato un significativo impatto inflazionistico sia per la zona euro (oggi i numeri preliminari sul Cpi di Francia, Spagna e Germania di maggio) sia per l’Italia.
La nuova emissione in rampa di lancio prenderà il via a distanza di qualche giorno dalla riunione della Banca centrale europea (Bce) nel corso della quale, come anticipato da Christine Lagarde, verranno riviste al rialzo le stime sull’inflazione.
“La conseguenza naturale di questo contesto è la crescente pressione sui titoli di Stato italiani: il BTP decennale, ad esempio, è passato da un rendimento del 3,35% prima del conflitto a un picco superiore al 4% – sottolinea Marco Olivi, portfolio analyst di Intermonte -. L’evoluzione del conflitto e del mercato energetico resta incerta, mentre Christine Lagarde ha già anticipato una probabile revisione al rialzo delle aspettative di inflazione per l’anno nell’Eurozona. In questo contesto così incerto, il collocamento di un BTP indicizzato all’inflazione si configura come una scelta sensata“.
Per Michele Morra, senior portfolio manager di Moneyfarm, “le tempistiche sono molto interessanti”. “I tassi definitivi dell’emissione devono ancora essere fissati, ma oggi il mercato sconta un’inflazione a 5 anni superiore al 2,2% annuo, complici le recenti tensioni geopolitiche in Iran – spiega ancora -. In termini di costo del debito, se l’inflazione effettiva dovesse superare quella implicita, al Tesoro sarebbe convenuto emettere un bond tradizionale per pagare meno interessi. Tuttavia, emettere obbligazioni nominali in questa fase avrebbe significato bloccare il tasso fisso a livelli sensibilmente più alti rispetto allo scorso anno”.
Uno sguardo alle novità 2026: si alleggerisce la struttura cedolare
Nell’edizione 2026, le cedole semestrali saranno determinate con un meccanismo semplificato, basato su due componenti: tasso fisso – garantito anche in caso di deflazione – più tasso di inflazione nazionale rilevato dall’Istat nel semestre di riferimento. Dal Mef spiegano che l’importo delle cedole sarà, quindi, calcolato applicando la somma dei due tassi al capitale nominale inizialmente investito.
Si tratta di alcune variazioni che facilitano la comprensione del calcolo della cedola per il cliente retail, trattandosi di un BTP per il quale non è prevista la partecipazione degli investitori istituzionali. “Un BTP Italia standard prevede sia cedole sia capitale rivalutati semestralmente in base all’inflazione italiana FOI al netto dei tabacchi – ricorda Olivi -. La novità del BTP Italia risiede nella sua semplicità: sarà sufficiente effettuare la somma tra un tasso minimo fisso garantito, anche in caso di deflazione, e il tasso dell’inflazione nazionale rilevato dall’Istat nel semestre di riferimento, rendendo il calcolo molto più immediato per l’investitore comune”.
Il Tesoro ha rimosso complessità storiche come l’effetto watermark e l’indicizzazione della cedola fissa reale. “Questo semplifica il calcolo del rendimento per i risparmiatori, sebbene questa maggiore tutela si potrebbe tradurre in cedole minime inferiori rispetto al passato”, chiarisce anche Morra che poi si sofferma sul premio fedeltà. “Averlo mantenuto conferma la volontà di fidelizzare il mercato retail che porta il titolo a scadenza. Lo scopo è chiaro: ridurre la quota in mano ai fondi attivi e speculativi per stabilizzare i rendimenti dei titoli italiani. Dal 2021 a oggi, la porzione di debito detenuta dai piccoli risparmiatori è quasi raddoppiata, sfiorando il 14%”.
Investitore tipo? “Disegnato su misura per cassettista”
Secondo Michele Morra di Moneyfarm, “si tratta di uno strumento disegnato su misura per il ‘cassettista‘, il piccolo risparmiatore che investe per proteggere il capitale nel tempo senza intenti speculativi. È l’approdo ideale per chi, pur di blindare i risparmi contro l’incertezza del carovita, accetta di rinunciare a una frazione di rendimento nominale certo in partenza”.
Olivi enfatizza, invece, questa questione:
“Uno shock energetico è una notizia negativa per il comparto obbligazionario; quindi, avere in portafoglio il BTP Italia Sì è un modo per coprirsi dal rischio inflattivo, abbassando il grado di volatilità del portafoglio” e ” la maggiore semplicità nel calcolo della cedola lo rende anche particolarmente adatto a coloro che hanno meno dimestichezza con i classici BTP Italia”.
BTP Italia Sì: le caratteristiche chiave in 5 punti
- Le cedole semestrali saranno determinate con un meccanismo semplificato, basato su due sole componenti: tasso fisso – garantito anche in caso di deflazione – più tasso di inflazione nazionale rilevato dall’Istat nel semestre di riferimento. L’importo delle cedole sarà, quindi, calcolato applicando la somma dei due tassi al capitale nominale inizialmente investito.
- I risparmiatori potranno sottoscrivere il nuovo titolo attraverso il proprio home banking, se abilitato alle funzioni di trading online, o rivolgendosi al proprio referente in banca o all’ufficio postale presso cui si possiede un conto corrente associato ad un conto deposito titoli.
- L’investimento potrà partire da un minimo di 1.000 euro, avendo sempre la certezza di veder sottoscritto l’ammontare richiesto. Il titolo viene acquistato alla pari e senza commissioni durante i giorni di collocamento, fermi restando i costi di gestione del conto titoli o del trading online richiesti e concordati con la propria banca laddove presenti.
- Il collocamento avrà luogo sulla piattaforma MOT (il mercato telematico delle obbligazioni e titoli di Stato di Borsa Italiana) tramite due banche dealer, Intesa Sanpaolo e UniCredit e due banche co-dealer, Banca Monte dei Paschi di Siena e Banco BPM.
- Prevista la consueta tassazione agevolata per tutti i Titoli di Stato al 12,5% su cedole e premio finale extra, l’esenzione dalle imposte di successione, nonché l’esclusione dal calcolo Isee fino a 50.000 euro complessivamente investiti in titoli di Stato.