Ferrari torna a ridosso di quota 300 e tenta il recupero post-Luce. Barclays, Bofa e Akros credono nel titolo
Fonte immagine: Getty Images
Prove di recupero in casa Ferrari dopo il tonfo causato dal lancio della Ferrari elettrica “Luce” accolta con molta freddezza dal mercato e dagli amanti del Cavallino. Il titolo mette a segno un +1,8 a 299,40 anche sull’onda delle parole dell’ad Benedetto Vigna che ieri ha rispedito al mittente le critiche affermando che Luce è piaciuta ai clienti e che comunque Ferrari non è solo questo modello. In parallelo, anche alcuni analisti giudicano la reazione negativa del prezzo delle azioni al lancio di Luce come esagerata: il prezzo delle azioni Ferrari è calato di circa l’8% da quando è stata presentata.
Le parole di Vigna
“Voglio essere chiaro: Ferrari non è solo, ma anche Luce, poiché Maranello continuerà a realizzare auto con tutte le motorizzazioni e nel 2026 saremo in produzione con una Testarossa che è ibrida, l’Amalfi che è termica turbo, una Purosangue V12 Handling speciale ancora più sportiva, l’elettrica Luce e qualcos’altro che verrà fuori nell’anno, fermo restando che il punto fisso e la risposta ultima è sempre quella che arriva dai clienti”.
Non a caso Barclays interpreta il progetto in questo senso: “la Luce sarebbe volutamente un modello piccolo e separato rispetto al cuore della gamma Ferrari, proprio per sperimentare nuove opportunità senza compromettere il business principale. Ferrari sta cercando di evitare questo errore introducendo l’elettrico da una posizione di forza, invece di subirlo in ritardo”.
Benedetto Vigna ha replicato poi alle polemiche sul nuovo modello elettrico in merito al prezzo della vettura e alle critiche ricevute da esponenti politici e dall’ex presidente Montezemolo: “Se considero eccessivo il listino di 550mila euro per Luce? Non far pagare l’innovazione significa fare tre torti: alle persone che lavorano dentro Ferrari, a tutti gli operatori della filiera e alla tecnologia stessa”.
Aspettando gli ordini
Rivelando i primi dettagli commerciali, l’amministratore delegato spiega che “abbiamo aperto gli ordini il 27 maggio e dai vari Continenti abbiamo ricevuto manifestazioni di interesse con le relative caparre, raccogliendo commenti scritti in cui i clienti dicono che la comprano perché piace, fanno i complimenti a Ferrari per il coraggio e la determinazione dimostrati nel definire l’auto del futuro evidenziando che abbiamo rivisto il concetto dell’auto elettrica integralmente e che non capiscono le critiche poiché l’unica ragione è che chi le fa non ha visto questa vettura dal vivo, ma una prima quantificazione degli ordini la daremo alla prossima conference call”.
Luce e il prezzo
Secondo Bofa, Ferrari ha posizionato la Luce in un “nuovo capitolo” storico per Maranello.
Mentre Barclays ritiene che “Ferrari stia scegliendo deliberatamente di innovare senza rinnegare la propria identità storica. Invece di raddoppiare sul passato, come spesso fanno molti costruttori europei”.
“Con le personalizzazioni, riteniamo – spiega Bofa – che il prezzo finale potrebbe facilmente raggiungere i 650.000 euro . Si tratta di una cifra elevata, anche per una sportiva di lusso elettrica, considerando che concorrenti dirette come la AMG GT 4-Door Coupé e la Porsche Taycan Turbo GT partono da circa 200.000-240.000 euro . Detto questo, non è una grande sorpresa: Ferrari è sempre stata in grado di applicare prezzi significativamente più alti rispetto alla concorrenza, come ad esempio per la Purosangue , grazie alla forza del suo marchio. In definitiva, il prezzo della Luce si colloca in linea con il prezzo medio di vendita globale di Ferrari , pur includendo un sovrapprezzo significativo per gli optional”.
Produzione e domanda
Ferrari non ha fornito indicazioni precise sui volumi di produzione della Luce, ma “prevediamo – spiega Bofa – che la produzione sarà strettamente allineata alla domanda. Le consegne inizieranno nel quarto trimestre del 2026, periodo in cui prevediamo volumi limitati di circa 100 unità, seguiti da circa 900 unità all’anno nel 2027/28. Ferrari probabilmente spera in vendite più elevate, ma se il modello dovesse deludere, crediamo che potrebbe anticipare altri lanci per compensare il divario, come una versione speciale 296 ICE, una 12 Cilindri con cambio manuale o una Purosangue Hybrid.
La domanda del primo anno dovrebbe essere relativamente sostenuta, soprattutto dai collezionisti. Il rischio maggiore è che un clamoroso insuccesso possa pesare sulla domanda di veicoli ibridi plug-in in generale, o esercitare pressione sul valore residuo dei modelli elettrificati di Ferrari”.
Barclays, che apprezza il “coraggio” di Ferrari spiegando che è meglio rischiare un piccolo fallimento oggi che non provare mai a innovare, stima le vendite in circa 500 unità annue, pari a circa il 3,5% delle vendite Ferrari.
Il titolo Ferrari
Secondo Bofa e Barclays, la reazione negativa del prezzo delle azioni al lancio di Luce è esagerata. “Il portafoglio ordini di Ferrari offre un livello di visibilità che la maggior parte dei concorrenti del settore automobilistico e del lusso può solo sognare. Inoltre , la previsione per il 2030 di un margine EBIT uguale o maggiore del 30% ci sembra ancora prudente, visti i vantaggi in termini di modelli in fase di sviluppo e mix di prodotti. Su questa base, riteniamo che il titolo sia ancora interessante anche a circa 25 volte il rapporto prezzo/utili. Ribadiamo il nostro rating buy”.
Anche Akros conferma il buy spiegando che “nonostante sia controversa e diversa da qualsiasi altra Ferrari mai presentata, Luce possiede molte caratteristiche interessanti, soprattutto in termini di qualità degli interni, unicità, innovazione tecnologica e qualità dei materiali. Riteniamo che la Luce potrebbe attrarre una nuova clientela, alla quale Ferrari potrebbe poi vendere altri modelli”.