Dividend yield, la classifica del Ftse Mib: chi rende di più e chi meno (26/02/26)
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Gli investitori ricercano titoli che pagano dividendi elevati per assicurarsi una fonte di rendimento stabile e tendenzialmente sicura, da affiancare ai guadagni realizzabili tramite l’apprezzamento delle azioni (capital gain). Inserire in portafoglio società con dividend yield significativi consente di generare flussi regolari, ottimizzare la pianificazione finanziaria ed essere meno soggetti alla volatilità dei mercati.
Ecco un’analisi delle società del Ftse Mib sulla base dei rendimenti attuali, le stime su quelli futuri e le date dei prossimi stacchi di cedola a Piazza Affari.
Perché le società pagano dividendi
Le aziende scelgono di remunerare i propri soci con i dividendi per diverse finalità strategiche:
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Fiducia e reputazione: redistribuire una quota degli utili agli azionisti è il modo principale per ricompensarli. Una politica di dividendi stabili o crescenti trasmette un senso di trasparenza e solidità della gestione aziendale.
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Attrarre investitori strategici: solitamente i dividendi sono più apprezzati da cassettisti o comunque investitori di lungo termine, che rappresentano una base azionaria più stabile e duratura rispetto agli speculatori.
- Ottimizzazione della cassa: Una volta finanziati i costi operativi e i progetti di espansione, il dividendo può essere uno strumento efficiente per impiegare la liquidità in eccesso.
Perché investire in dividendi
Per l’investitore, la cedola rappresenta una sorta di rendita passiva, utile sia per integrare le entrate personali sia per alimentare nuove operazioni attraverso il reinvestimento.
Inoltre, poiché il loro valore non dipende direttamente dalle oscillazioni quotidiane dei prezzi, i dividendi possono aiutare a controbilanciare eventuali fasi ribassiste del mercato azionario.
Approvazione e pagamento del dividendo
L’iter che porta all’erogazione del dividendo prevede:
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Delibera: Il Consiglio di Amministrazione formula la proposta su importo e tempistiche del dividendo, che deve poi essere ratificata ufficialmente dall’Assemblea dei Soci.
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Stacco: In questa data, il prezzo del titolo viene ridotto di un valore corrispondente a quello della cedola.
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Pagamento: L’accredito effettivo avviene solitamente due giorni lavorativi dopo lo stacco. Per averne diritto, è necessario possedere l’azione prima del giorno di stacco.
È possibile distinguere tra dividendi ordinari (ricorrenti e basati sui profitti annuali) e straordinari (legati a eventi una tantum). Infine, sebbene il pagamento avvenga di norma in contanti, può capitare che la società opti per uno scrip dividend, ovvero l’assegnazione di nuove azioni anziché liquidità.
Cos’è il dividend yield e come si calcola
L’ammontare della cedola, di per sé, non è confrontabile tra diversi titoli. Per poter analizzare e comparare i dividendi tra varie società è necessario calcolare il dividend yield, un indicatore espresso in percentuale che mette in relazione il dividendo annuale per azione con il prezzo di mercato del titolo. La formula di calcolo è:
La formula di riferimento è:
(Dividendo annuale per azione / Prezzo corrente dell’azione) × 100
Il dividend yield permette di stabilire un paragone tra diverse società in termini di remunerazione sul capitale investito tramite i dividendi. Tendenzialmente, uno yield più elevato rende un titolo più attraente per chi cerca entrate stabili dalle cedole.
Si tratta in ogni caso di un parametro statico, che non tiene conto dei rischi specifici dell’azienda né di eventuali variazioni future nella politica di distribuzione dei dividendi. Inoltre, un rendimento da dividendo molto elevato potrebbe indicare che il prezzo dell’azione è crollato a causa di problemi sottostanti nell’azienda o far presagire un taglio della cedola in futuro.
Ftse Mib, la classifica dei dividend yield
Di seguito le società che hanno già approvato i conti e annunciato il dividendo per il 2026. Tra queste le banche Intesa Sanpaolo (saldo da 0,19 euro e dividendo complessivo da 0,376 euro), Unicredit (saldo di 1,7205€ e dividendo da 3,1487 euro), Mps e Banco Bpm (che hanno confermato le rispettive cedole a 0,86 euro e 1,0 euro), Banca Mediolanum (che ha alzato la remunerazione da 1,0 a 1,25 euro), Fineco (da 74 a 79 centesimi) e Bper (dividendo 2026 da 0,65 euro).
Fuori dal settore bancario, Tenaris proporrà un saldo da 60 centesimi di dollaro dopo l’acconto da 0,29 dollari pagato a novembre, mentre Brunello Cucinelli ha alzato il dividendo a 1,04 euro (da 0,94€). Eni ha deliberato la terza di quattro tranche del dividendo 2026, da 0,26 euro per azione (dividendo complessivo 1,05 euro), Moncler ha aumentato la cedola da 1,3 a 1,4 euro e Prysmian da 0,8 a 0,9 euro per azione. Stellantis ha reso noto che non ci sarà alcun dividendo nel 2026.
| Titolo | Ultimo prezzo (€) | Dividendo per azione (€) | Dividend yield |
| Banca MPS | 8,79 | 0,8600 | 9,8% |
| Banco BPM | 12,92 | 1,0000 | 7,7% |
| Banca Mediolanum | 18,25 | 1,2500 | 6,8% |
| Intesa Sanpaolo | 5,82 | 0,3760 | 6,5% |
| Eni | 19,13 | 1,0500 | 5,5% |
| Unipol Gruppo | 20,98 | 1,1200 | 5,3% |
| BPER Banca | 12,26 | 0,6500 | 5,3% |
| Saipem | 3,44 | 0,1700 | 4,9% |
| UniCredit | 73,80 | 3,1487 | 4,3% |
| FinecoBank | 20,28 | 0,7900 | 3,9% |
| Tenaris (*) | 22,96 | 0,8900 | 3,9% |
| Moncler | 58,28 | 1,4000 | 2,4% |
| Brunello Cucinelli | 83,58 | 1,0400 | 1,2% |
| Ferrari | 318,30 | 3,6150 | 1,1% |
| Prysmian | 101,80 | 0,9000 | 0,9% |
| Stellantis | 6,52 | – | – |
(*) Dividendo in dollari
La tabella seguente ordina gli altri titoli del Ftse Mib sulla base del dividend yield stimato, calcolato attraverso i dividendi stimati (a valere sugli utili 2025) e le attuali quotazioni di mercato. Per ogni azione è indicato anche il dividendo complessivo distribuito del 2025 (riferito all’esercizio 2024) e i relativi rendimenti. Sono esclusi dividendi straordinari.
Alcune società, come Stm, hanno pubblicato la trimestrale ma non hanno definito il dividendo 2026.
Tim e Fincantieri non hanno distribuito cedole nel 2025 (le ultime risalgono rispettivamente al 2021 e al 2019), ma dovrebbero tornare a pagare il dividendo quest’anno.
| Titolo | Ultimo prezzo (€) | Dividendo per azione (€) | Dividend yield | Prossimo dividendo stimato (€) | Dividend yield stimato |
| Nexi | 3,37 | 0,2500 | 7,4% | 0,2660 | 7,9% |
| Inwit | 9,04 | 0,5156 | 5,8% | 0,5600 | 6,2% |
| Poste italiane | 23,23 | 1,0800 | 4,6% | 1,2830 | 5,5% |
| Azimut | 34,87 | 1,7500 | 5,0% | 1,7900 | 5,1% |
| Enel | 10,14 | 0,4700 | 4,6% | 0,4840 | 4,8% |
| Snam | 6,48 | 0,2905 | 4,5% | 0,3000 | 4,6% |
| Generali Assicurazioni | 36,01 | 1,4300 | 4,0% | 1,5850 | 4,4% |
| A2A | 2,42 | 0,1000 | 4,1% | 0,1000 | 4,1% |
| Terna | 10,08 | 0,3962 | 3,9% | 0,3990 | 4,0% |
| Italgas | 11,15 | 0,4060 | 3,4% | 0,4350 | 3,9% |
| Hera | 4,37 | 0,1500 | 3,4% | 0,1600 | 3,7% |
| Recordati | 48,74 | 1,2700 | 2,6% | 1,5690 | 3,2% |
| Iveco Group | 19,14 | 0,3300 | 1,7% | 0,5340 | 2,8% |
| Lottomatica | 20,62 | 0,3000 | 1,5% | 0,4040 | 2,0% |
| Amplifon | 13,02 | 0,2900 | 2,2% | 0,2510 | 1,9% |
| Diasorin | 70,48 | 1,2000 | 1,7% | 1,2090 | 1,7% |
| Telecom Italia | 0,64 | – | – | 0,0110 | 1,7% |
| Buzzi | 47,60 | 0,7000 | 1,5% | 0,7600 | 1,6% |
| STMicroelectronics (*) | 29,48 | 0,0000 | 0,0% | 0,3710 | 1,3% |
| Campari | 6,28 | 0,0650 | 1,0% | 0,0700 | 1,1% |
| Leonardo | 55,98 | 0,5200 | 0,9% | 0,5660 | 1,0% |
| Fincantieri | 14,41 | – | – | 0,0050 | 0,0% |
(*) Dividendo in dollari
Fonte: Bloomberg, elaborazione Ufficio Studi FOL, dati al 26 febbraio 2026.
Le prossime cedole a Piazza Affari
Il 23 marzo Eni stacca la terza tranche (da 0,26 euro per azione) del dividendo. Da Stmicroelectronics è in arrivo la quarta e ultima tranche – pari a 0,09 dollari – del dividendo cash da 0,36 dollari distribuito sugli utili del 2025. L’azienda di chip ha già pubblicato i conti dell’ultimo esercizio ma non ha fornito comunicazioni su un dividendo nel 2026.
Il 20 aprile sono in programma i dividendi di Ferrari, Unicredit, Banco Bpm, Mediobanca e Prysmian.
Il 18 maggio sarà una data importante: per il momento, tra le società che hanno già annunciato lo stacco del dividendo per quel giorno figurano Intesa Sanpaolo, Bper, Finecobank, Mps, Tenaris, Brunello Cucinelli e Moncler (previa approvazione delle assemblee), oltre a Banca Generali.