Rubriche e analisi Dividend yield, la classifica del Ftse Mib: chi rende di più e chi meno (12/02/26)

Dividend yield, la classifica del Ftse Mib: chi rende di più e chi meno (12/02/26)

12 Febbraio 2026 15:59

Gli investitori ricercano titoli che pagano dividendi elevati per ottenere una fonte di rendimento stabile e  tendenzialmente sicura, da affiancare ai guadagni che si possono realizzare tramite l’apprezzamento delle azioni (capital gain). Inserire in portafoglio società con dividend yield significativi consente di generare flussi regolari, ottimizzare la pianificazione finanziaria ed essere meno soggetti alla volatilità dei mercati.

Ecco un’analisi delle società del Ftse Mib sulla base dei rendimenti attuali, le stime su quelli futuri e il calendario dei prossimi stacchi di cedola a Piazza Affari.

Perché le società pagano dividendi

Le aziende scelgono di remunerare i propri soci con i dividendi per diverse finalità strategiche:

  • Fiducia e reputazione: Restituire una quota degli utili è il modo principale per premiare l’azionariato. Una politica di dividendi stabili o crescenti comunica trasparenza e solidità nella gestione aziendale.

  • Attrarre investitori strategici: Offrire rendimenti interessanti permette di attirare capitali “pazienti” (come i fondi pensione o i cassettisti), garantendo una base azionaria meno speculativa e più fedele nel tempo.

  • Ottimizzazione della cassa: Una volta finanziati i costi operativi e i progetti di espansione, il dividendo diventa lo strumento più efficiente per restituire ai soci la liquidità in eccesso.

Perché investire in dividendi

Per l’investitore, il dividendo è assimilabile ad una rendita passiva, utile sia per integrare le entrate personali sia per alimentare nuove operazioni attraverso il reinvestimento delle cedole.

Inoltre, il loro valore non dipende direttamente dalle fluttuazioni quotidiane dei prezzi, quindi i dividendi possono aiutare a controbilanciare eventuali fasi ribassiste del mercato azionario e stabilizzare il rendimento complessivo e il rischio del portafoglio.

Approvazione e pagamento del dividendo

L’iter che porta all’erogazione del dividendo prevede:

  • Delibera: Il CdA (Consiglio di Amministrazione) formula la proposta su entità e tempi del dividendo, che deve poi essere ratificata ufficialmente dall’Assemblea dei Soci.

  • Stacco: In questa data, il prezzo del titolo cala di un valore corrispondente alla cedola.

  • Pagamento: L’accredito effettivo avviene solitamente due giorni lavorativi dopo lo stacco. Per averne diritto, è necessario possedere l’azione prima del giorno di stacco.

È possibile distinguere tra dividendi ordinari (ricorrenti e basati sui profitti annuali) e straordinari (legati a eventi una tantum). Infine, sebbene il pagamento avvenga di norma in contanti, esiste anche lo scrip dividend, che prevede l’assegnazione di nuove azioni anziché liquidità.

Cos’è il dividend yield e come si calcola

L’ammontare della cedola, di per sé, non è confrontabile tra diversi titoli. Per poter analizzare e comparare i dividendi tra varie società è necessario calcolare il dividend yield, un indicatore espresso in percentuale che mette in relazione il dividendo annuale per azione con il prezzo di mercato del titolo. La formula di calcolo è:

La formula di riferimento è:

(Dividendo annuale per azione / Prezzo corrente dell’azione) × 100

Il dividend yield permette di stabilire un paragone tra diverse società in termini di remunerazione sul capitale investito tramite i dividendi. Tendenzialmente, uno yield più elevato rende un titolo più attraente per chi cerca entrate stabili dalle cedole.

Si tratta in ogni caso di un parametro statico, che non tiene conto dei rischi specifici dell’azienda né di eventuali variazioni future nella politica di distribuzione dei dividendi. Inoltre, un rendimento da dividendo molto elevato potrebbe indicare che il prezzo dell’azione è crollato a causa di problemi sottostanti nell’azienda o far presagire un taglio della cedola in futuro.

Ftse Mib, la classifica dei dividend yield

La maggior parte delle banche a Piazza Affari ha diffuso i conti e comunicato la policy dividend per il 2026. Intesa Sanpaolo ha proposto un dividendo complessivo da 0,376 euro per azione, con un saldo di 0,19 euro da staccare il 18 maggio dopo l’acconto di novembre (dividend yield al 6,1%).

Unicredit pagherà un saldo di 1,7205 euro, con stacco il 20 aprile, che sommato all’acconto di novembre totalizza un dividendo da 3,1487 euro.

Mps e Banco Bpm hanno confermato i rispettivi dividendi a 0,86 euro e 1,0 euro (per Bpm saldo di 0,54 euro dopo l’acconto già corrisposto).

Mediobanca, che chiude l’esercizio al 30 giugno, ha annunciato un acconto da 0,63 euro, in attesa del nuovo piano di Mps – il 27 febbraio – e della decisione sull’integrazione di Piazzetta Cuccia.

Banca Mediolanum ha alzato la remunerazione da 1,0 a 1,25 euro (yield del 6,2%), Fineco da 49 a 79 centesimi, Bper ha annunciato una dividendo 2026 da 0,65 euro (vs 0,60 del 2025, acconto da 0,1 euro già pagato a novembre e rendimento del 5,1% su base complessiva).

La fusione per incorporazione di Banca Popolare di Sondrio in Bper Banca è prevista per aprile.

Stellantis ha reso noto che non ci sarà alcun dividendo nel 2026.

Titolo Ultimo prezzo (€) Dividendo per azione (€) Dividend yield
Banca MPS 8,65 0,8600 9,9%
Banco BPM 12,54 1,0000 8,0%
Banca Mediolanum 20,14 1,2500 6,2%
Intesa Sanpaolo 6,13 0,3760 6,1%
BPER Banca 12,68 0,6500 5,1%
UniCredit 75,81 3,1487 4,2%
FinecoBank 20,01 0,7900 3,9%
Stellantis 6,60

La tabella seguente ordina gli altri titoli del Ftse Mib sulla base del dividend yield stimato, calcolato attraverso i dividendi stimati (a valere sugli utili 2025) e le attuali quotazioni di mercato. Per ogni azione è indicato anche il dividendo complessivo distribuito del 2025 (riferito all’esercizio 2024) e i relativi rendimenti. Sono esclusi dividendi straordinari.

Alcune società, come Ferrari e Stm, hanno già pubblicato la trimestrale ma non hanno definito il dividendo 2026, anche se Ferrari ha reso noto che aumenterà il payout dal 35% al 40% dell’utile.

Tim e Fincantieri non hanno distribuito cedole nel 2025 (le ultime risalgono rispettivamente al 2021 e al 2019), ma dovrebbero tornare a pagare il dividendo quest’anno.

Titolo Ultimo prezzo (€) Dividendo per azione (€) Dividend yield Prossimo dividendo stimato (€) Dividend yield stimato
Nexi 3,32 0,2500 7,5% 0,2480 7,5%
Inwit 8,13 0,5156 6,4% 0,5710 7,0%
Eni 18,31 1,0000 5,5% 1,0460 5,7%
Poste italiane 23,04 1,0800 4,7% 1,1980 5,2%
Unipol Gruppo 19,30 0,8500 4,4% 0,9910 5,1%
Azimut 35,17 1,7500 5,0% 1,7900 5,1%
Enel 9,51 0,4700 4,9% 0,4820 5,1%
Snam 6,09 0,2905 4,8% 0,3000 4,9%
Saipem 3,32 0,1700 5,1% 0,1580 4,8%
Generali Assicurazioni 34,60 1,4300 4,1% 1,5830 4,6%
Tenaris (*) 20,31 0,8300 4,1% 0,9140 4,5%
Terna 9,68 0,3962 4,1% 0,3990 4,1%
Italgas 10,62 0,4060 3,6% 0,4340 4,1%
A2A 2,50 0,1000 4,0% 0,1000 4,0%
Hera 4,20 0,1500 3,6% 0,1600 3,8%
Recordati 47,58 1,2700 2,7% 1,4180 3,0%
Iveco Group 18,94 0,3300 1,7% 0,5260 2,8%
Moncler 51,38 1,3000 2,5% 1,1970 2,3%
Lottomatica 20,32 0,3000 1,5% 0,3990 2,0%
Amplifon 14,06 0,2900 2,1% 0,2510 1,8%
Telecom Italia 0,63 0,0110 1,8%
Diasorin 74,08 1,2000 1,6% 1,2090 1,6%
Buzzi 50,60 0,7000 1,4% 0,7560 1,5%
STMicroelectronics (*) 28,97 0,3600 0,0% 0,3720 1,3%
Brunello Cucinelli 85,08 0,9400 1,1% 1,0410 1,2%
Ferrari 326,90 2,9860 0,9% 3,7010 1,1%
Campari 6,62 0,0650 1,0% 0,0700 1,1%
Leonardo 54,04 0,5200 1,0% 0,5470 1,0%
Prysmian 103,45 0,8000 0,8% 0,9060 0,9%
Fincantieri 16,78 0,0120 0,1%

(*) Dividendo in dollari

(**) Il dividendo è riferito all’esercizio chiuso il 30 giugno 2025

Fonte: Bloomberg, elaborazione Ufficio Studi FOL, dati alle ore 12:00 del 12 febbraio 2026. 

Le prossime cedole a Piazza Affari

Il 23 febbraio Banca Generali (Mid Cap) stacca la seconda tranche (0,65 euro) del dividendo (complessivamente pari a 2,80 euro) riferito all’esercizio chiuso il 31 dicembre 2024.

Il 23 marzo da Stmicroelectronics è in arrivo la quarta e ultima tranche – pari a 0,09 dollari – del dividendo cash da 0,36 dollari distribuito sugli utili del 2025. L’azienda di chip ha già pubblicato i conti dell’ultimo esercizio ma non ha fornito comunicazioni su un dividendo nel 2026.

Il 20 aprile sono in programma i dividendi di Unicredit, Banco Bpm e di Mediobanca.

Il 18 maggio sarà una data importante: per il momento, tra le società che hanno già annunciato lo stacco del dividendo per quel giorno figurano Intesa SanpaoloFinecobank e Mps (oltre a Banca Generali).