Stellantis batte in ritirata anche sulla jv delle batterie con Samsung
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Shock elettrico parte seconda. Dopo la revisione dei programmi sull’elettrico che ha mandato al tappeto Stellantis, emerge l’ipotesi che il gruppo automobilistico guidato da Antonio Filosa stia valutando l’uscita dalla joint venture americana con Samsung Sdi per le batterie. Il tutto, nel tentativo di ridimensionare l’esposizione sull’elettrico e preservare liquidità dopo le svalutazioni per oltre 22 miliardi di euro annunciate la scorsa settimana. Ieri è arrivata anche la doppia bocciatura delle agenzie di rating. Il titolo cede quasi mezzo punto percentuale.
Le ipotesi
Il gruppo automobilistico starebbe esplorando diverse opzioni per dismettere la partecipazione anche se – precisano le fonti a Bloomberg – non è stata presa alcuna decisione definitiva e lo scenario resta in divenire. Anche perché un’eventuale uscita dalla joint venture potrebbe rivelarsi costosa per Stellantis e richiedere tempi lunghi.
I giudizi sul rating
Dopo le svalutazioni record annunciate venerdì, Stellantis ha ricevuto una doppia bocciatura dalle agenzie di rating. Moody’s ha bocciato Stellantis, facendo scendere il rating da Baa2 a Baa3 con outlook stabile. S&P ha invece tagliato il rating da BBB a BBB- con outlook negativo. “L’outlook negativo riflette il rischio che la forte concorrenza, l’aumento della quota di veicoli elettrici a batteria in Europa, che riducono i margini, e una ripresa dei volumi più lenta del previsto o costi più elevati in Nord America possano impedire a Stellantis di raggiungere un margine di Ebitda rettificato intorno al 7% e un rapporto Free Operating Cash Flow/vendite ben superiore all’1% entro la fine del 2027″, ha detto S&P. Dello stesso avviso, anche se più ottimista, Moody’s: “L’azione riflette l’aspettativa che l’azienda continuerà a generare un flusso di cassa libero negativo, secondo gli standard di Moody’s, nel 2026 e che il recupero dei margini richiederà più tempo del previsto. Inoltre, permane l’incertezza sulla traiettoria di recupero dei margini EBIT rettificati da Moody’s, anche nel contesto di una profonda revisione strategica che la società sta attualmente effettuando”. In conclusione Moody’s, “date le prospettive incerte relative ai tempi e all’entità del ritorno a una generazione di FCF positiva e al miglioramento della redditività, il rating Baa3 di Stellantis è attualmente in una posizione debole”.
L’agenzia di rating, però, tiene a specificare che “questi sviluppi negativi e l’incertezza circa l’entità dei miglioramenti operativi sono in qualche misura mitigati dal fatto che la società non distribuirà dividendi nel 2026 e dalla sua intenzione di emettere fino a 5 miliardi di euro di titoli ibridi. Secondo Banca Akros “la notizia non è stata una sorpresa, poiché il declassamento delle agenzie di rating era stato previsto nei giorni scorsi, in seguito all’annuncio della cancellazione di Stellantis. Ricordiamo inoltre che Stellantis ha annunciato l’emissione di un’obbligazione ibrida da 5 miliardi di euro per sostenere la solidità finanziaria e il suo rating investment grade”
Il cortocircuito in Usa
Il ritiro elettrico di Filosa si tradurrà per Stellantis in un minor bisogno di fabbriche di batterie negli Stati Uniti e in Europa rispetto a quanto inizialmente previsto.
Stellantis, General Motors, Ford Motor e i loro partner hanno rivalutato miliardi di dollari di investimenti in batterie effettuati durante l’era Biden dopo che la domanda di veicoli elettrici non è riuscita a materializzarsi il più velocemente possibile come previsto. E dopo che Trump ha ritirato le sue politiche favorevoli ai veicoli elettrici del predecessore. Le aziende stanno cercando di spostare la produzione dalle batterie dei veicoli elettrici alle celle per la rete e all’utilizzo dei data center, la cui domanda è in aumento.