Notizie Auto Stellantis, il cash flow resta osservato speciale. Tutti gli ostacoli dei prossimi mesi

Stellantis, il cash flow resta osservato speciale. Tutti gli ostacoli dei prossimi mesi

9 Febbraio 2026 10:27

Che succederà a Stellantis? Il 6 febbraio ha segnato una data spartiacque per il mercato. Il gruppo automobilistico ha annunciato a sorpresa un completo riassetto del piano di produzione e della supply chain dei veicoli elettrici per riflettere la domanda dei clienti e le normative in evoluzione, a seguito di una precedente sovrastima del ritmo della transizione energetica. Un boomerang che ha affossato il titolo, in calo di oltre 25 punti percentuali, aprendo molti interrogativi tra gli investitori.

In sintesi, i risultati operativi preliminari del 2H25 sono stati peggiori delle attese; il cash-out per oneri non ricorrenti ben superiore al consensus e la guidance 2026 ha evidenziato una ripresa a livello operativo più lenta del previsto.

Tutti gli ostacoli

Alla luce dei numeri rilasciati venerdì, Equita ha ridotto le stime 2026-27 (in media il fatturato del -3%, l’ebit adjusted del -33%, il net profit del -34% e il FCF del -1,8 miliardi) e di conseguenza il target del 17%.

Equita ritiene che il peggio in termini di news flow sia alle spalle, ma  “che il free cash flow resti l’elemento più importante da monitorare attentamente”.

Al momento un aumento di capitale è escluso.

Nonostante il potenziale upside, gli analisti -prima di diventare più costruttivi sul titolo – ritengono sia necessario superare alcuni check point.
Il primo ostacolo riguarda i volumi: miglioreranno sicuramente nei prossimi mesi, ma il trend sarà più evidente dopo marzo, poiché per i due prodotti di punta per il mercato US (Jeep Cherokee prodotta in Messico/ Dodge Charger prodotta in Canada), saranno disponibili presso i concessionari solo da marzo.
Il nodo geografico. L’Europa resta sotto pressione. Nella call è stato confermato che i prezzi sono visti in calo per la forte concorrenza
I dazi: continueranno a pesare (1.6 miliardi nel 2026 a livello di adj. EBIT) e riteniamo potrebbero esserci ulteriori effetti indiretti anche andando avanti.
Altri Cash-out: non escludiamo che possano essercene altri (riduzione capacità? Negoziazione con fornitori per cancellazione piattaforme BEV ancora in corso?…)
Il forex: resta volatile e la recente debolezza del dollaro potrebbe depotenziare il recupero della performance nord americana.
Il cash-out resta in bilico: 2 miliardi verranno spesati nel 2026 e il saldo si assume che venga distribuito equamente nel triennio successivo; ma Equita non esclude “possano essere ulteriori esborsi derivanti dalla ristrutturazione della forza lavoro in Europa e alcune rinegoziazioni con fornitori che sono ancora in corso”.

Il free cash flow è appeso poi alla “performance dell’ebit adjusted” i cui driver sono volumi e mix in miglioramento, mentre i prezzi sono attesi stabili (positivi in Nord America, ma negativi in Europa dove è menzionata la forte concorrenza

Akros resta ottimista: buy

Sebbene l’entità del riassetto abbia sorpreso negativamente, Akros “sottolinea una domanda positiva da parte dei clienti per i nuovi prodotti, con una crescita a due cifre del portafoglio ordini NA del 4° trimestre 2025 (+150%) e degli ordini EE (+13%). Prevediamo che l’azienda riprenderà un percorso di crescita redditizio a partire dal 2026, che il management delineerà nel suo piano il 21 maggio. Alla luce di questa analisti, Akros conferma il buy con obiettivo di 11 euro (da 12 euro) basato su un P/E  di 5volte sulle stima 2027.

Addio gigafactory a Termoli

Intanto oggi è stato ufficializzato il fatto che  la gigafactory di Termoli non si farà più. Mancava solamente l’ufficialità che adesso è arrivata: Automotive Cells Company (ACC), joint venture tra Stellantis, Mercedes e Total, ha deciso di abbandonare non solo il progetto della fabbrica delle batterie di Termoli in Italia ma pure quello della fabbrica a Kaiserslautern, in Germania.

Insomma, i sindacati chiedono una pronta risposta da parte di Stellantis in modo da poter garantire il futuro dell’impianto di Termoli e soprattutto salvaguardare i lavoratori. Il Gruppo automobilistico ha immediatamente reagito alla decisione di Automotive Cells Company, affermando di essere impegnato a garantire il futuro di questo impianto produttivo.

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