Notizie Notizie Italia Stellantis sotto assedio, finita luna di miele di Filosa. Ma analisti credono in remuntada 2026

Stellantis sotto assedio, finita luna di miele di Filosa. Ma analisti credono in remuntada 2026

15 Gennaio 2026 11:57

Le nubi sono tornate a circondare Stellantis. L’effetto Filosa e la risalita autunnale del titolo appaiono già un ricordo lontano con il titolo sceso di oltre il 15% in un mese. L’incipit del 2026 ha complicato ulteriormente l’assunto per Stellantis, nelle retrovie di Piazza Affari complice il newsflow ancora non positivo per il settore.

Nuovo dietrofront

Da inizio anno il titolo Stellantis segna un saldo di oltre -8%, tra i titoli più in affanno del Ftse Mib, dando così seguito al 2025 zoppicante che ha visto il titolo nelle retrovie del listino. Il saldo a 12 mesi è di -29% e risulta aver dilapidato circa due terzi del proprio valore rispetto ai massimi del marzo 2024 in area 26 euro.

Filosa nei mesi scorsi aveva contribuito alla parziale risalita del titolo indicando la prospettiva di volumi in crescita nel quarto trimestre dell’anno e soprattutto nel 2026. Le priorità indicate da Filosa per i prossimi anni sono la crescita del business, partendo dal Nord America e poi passando per l’Europa e attraverso il lancio di nuovi prodotti, un’esecuzione impeccabile e l’aumento dei profitti.

Il gruppo, che ha deciso di posticipare a cavallo di metà 2026 la presentazione del nuovo piano strategico, inizialmente fissata entro il primo trimestre del 2026, ha anche annunciato un piano di investimenti da 13 miliardi di dollari in 4 anni negli Stati Uniti. Proprio da oltreoceano sono arrivate notizie non rosee per i player del settore. A seguito delle modifiche alle normative sui veicoli a nuova energia negli Stati Uniti e del rallentamento del mercato dei veicoli elettrici.

Filosa, parlando da Detroit, ha affermato che il gruppo spingerà negli Usa su nuovi modelli con prezzi modelli sotto i 30 mila dollari e ha fatto capire che la presenza negli States sarà più selettiva, sacrificando alcuni brand, con Fiat e Alfa Romeo tra i sacrificabili.

Sfide oltreoceano

Oltreoceano si gioca anche la partita del nuovo corso senza più gli incentivi EV, azzerati dall’amministrazione Trump. Banca Akros stima che Stellantis sosterrà circa 8,6 miliardi di euro di oneri una tantum per la cancellazione dei programmi relativi ai veicoli elettrici nell’anno fiscale 2025, di cui 2,6 miliardi di euro saranno oneri cash. Un salasso non da poco come dimostrano i dati di GM (7,6 miliardi di dollari) e Ford (12,5 miliardi di dollari nell’anno fiscale 2025 e 19,5 miliardi di dollari negli anni fiscali 2025-2027) annunciato gli oneri che andranno a sostenere, pari rispettivamente al 4,1% dei ricavi di Gm e il 7,1% di quelli di Ford.

Nel primo semestre del 2025 Stellantis ha già sostenuto oneri di svalutazione/ammortamento pari a circa 2,1 miliardi di euro, il che implica che gli oneri una tantum dell’EV del secondo semestre del 2025 saranno pari a ulteriori 6,5 miliardi di euro, di cui 1,3 miliardi di euro che prevediamo saranno oneri in contanti.

Preview risultati 2025

In attesa di conti in arrivo il prossimo 26 febbraio, il consensus degli analisti vede il gruppo guidato da Antonio Filosa riportare ricavi 2025 a 152,8 miliardi, in calo del 2,7% su base annua, utile operativo rettificato a 2,85 miliardi, con margine dell’1,9% e utile netto per azione di 0,42 euro. Le consegne sono viste poco sotto i 5,5 milioni di veicoli, mentre il free cash flow dovrebbe risultare negativo per circa 5,5 miliardi tenendo conto dell’impatto di cassa previsto per il secondo semestre del 2025 pari a circa 1,3 miliardi.

“Sebbene prevediamo che gli oneri una tantum relativi all’EV avranno un impatto negativo nel breve termine, riteniamo che ciò contribuirà a rendere più sano il portafoglio prodotti nel medio termine”, afferma Banca Akros che conferma rating buy sul titolo e prezzo obiettivo a 12 euro, ossia il 38% sopra l’attuale quotazione di Stellantis, prevedendo un momentum positivo nelle spedizioni/mix del primo trimestre 2026, poiché i modelli recentemente reintrodotti (Dodge Charge ICE, Jeep Compass, RAM HEMI V8) dovrebbero aumentare le consegne.

In generale sul mercato si punta a un’ulteriore ripresa dei volumi nel quarto trimestre del 2025 anche grazie al lancio di nuovi modelli. Barclays recentemente ha invitato alla cautela rimarcando come la visibilità dell’utile operativo rettificato e del free cash flow rimane limitata con il nuovo team di gestione sta attuando un significativo cambiamento strategico.

Analisti vedono spazio per risalita

Tra gli analisti prevale la prudenza anche se sono aumentati i giudizi positivi rispetto a 4 mesi fa. Il consensus degli analisti raccolto da Bloomberg indica infatti ad oggi per Stellantis solo 15 raccomandazioni ‘buy’ (comprare), pari al 40,5% del totale mentre a settembre i buy erano solo il 20%. Sono invece 17 i giudizi ‘hold’ (45,9%) e 5 i sell. Il prezzo obiettivo medio staziona a 10,1 euro (a metà settembre era di circa 9 euro), con un potenziale rialzista di oltre il 14% rispetto ai livelli attuali.

Tra i più bullish spicca Nomura che indica un target price a 12,5 euro, mentre Mediobanca è neutral con target a 9,9 euro. Gli analisti di Piper Sandler hanno alzato il rating su Stellantis da neutral a buy con target price da 9 a 15 dollari, ossia un potenziale di rialzo di circa il 50%.