Notizie Notizie Mondo AI, SoftBank incrementa gli investimenti. Nuovo round per OpenAi

AI, SoftBank incrementa gli investimenti. Nuovo round per OpenAi

28 Gennaio 2026 12:43

Negli ultimi tre anni i titoli dei cosiddetti Magnificent Seven hanno trainato i listini azionari globali, diventandone il principale motore di crescita. Una leadership fondata sull’espansione del cloud, sul ruolo centrale delle piattaforme digitali e, più recentemente, sulle aspettative legate allo sviluppo dell’intelligenza artificiale. La nuova stagione delle trimestrali rappresenta infatti un passaggio cruciale per capire le future implicazioni e i rischi del settore. Ad aprire il calendario delle big tech saranno oggi Microsoft, Meta Platforms e Tesla, seguite giovedì da Apple, Alphabet, miglior titolo del gruppo nel 2025, Amazon il giorno successivo e Nvidia, seconda per performance, chiuderà il ciclo il 25 febbraio.

In questo contesto continuano i grossi investimenti in AI e i rumors sulle nuove trattative tra SoftBank e OpenAI. La banca giapponese e lo sviluppatore di ChatGPT, infatti, sono in trattative per un investimento di oltre 30 miliardi di dollari, un aumento significativo dell’impegno finanziario che riflette l’ambizione del fondatore, Masayoshi Son, di assumere un ruolo centrale nello sviluppo dell’intelligenza artificiale.

SoftBank stringe il legame con OpenAI

Il gruppo giapponese, già tra i principali finanziatori di OpenAI, sta valutando un ulteriore rafforzamento dell’impegno nella società che ha sviluppato ChatGPT. Secondo fonti vicine al dossier, SoftBank starebbe considerando un investimento aggiuntivo fino a 30 miliardi di dollari, anche se le discussioni restano in corso e l’ammontare finale potrebbe subire modifiche. Le stesse fonti sottolineano la natura ancora fluida dei colloqui, condotti in un contesto di forte crescita della startup e di crescente competizione nel settore dell’intelligenza artificiale.

La notizia ha avuto un impatto immediato sul mercato: il titolo SoftBank ha registrato un rialzo fino all’8,8%, per poi ridimensionare i guadagni e attestarsi intorno a un +3,7% nel pomeriggio di mercoledì alla Borsa di Tokyo. Parallelamente, Masayoshi Son ha avviato negli ultimi mesi una serie di dismissioni mirate a incrementare la partecipazione in OpenAI e a liberare capitale per investimenti strategici su larga scala. In questo quadro rientrano la cessione della quota in Nvidia e la sospensione delle trattative per l’acquisizione dell’operatore statunitense di data center Switch Inc. Secondo le stime, SoftBank avrebbe ormai raggiunto una partecipazione pari all’11% in OpenAI, dopo aver investito 22,5 miliardi di dollari nel solo ultimo mese. Il gruppo ha tuttavia declinato ogni commento sull’operazione, già anticipata dal Wall Street Journal.

Il nuovo round di OpenAI e il ruolo dei capitali mediorientali

Le trattative sono ancora in una fase preliminare e l’ammontare finale potrebbe variare, ma la direzione è chiara: OpenAI si avvia a diventare uno dei poli di attrazione principali dei capitali globali sull’intelligenza artificiale. Per SoftBank, questo significa rafforzare una scommessa strategica ad altissimo potenziale, ma anche aumentare l’esposizione a un modello di crescita che richiede continui apporti di capitale e che si riflette in modo crescente sulla leva finanziaria.

Intanto OpenAI sta preparando il terreno per un nuovo e ambizioso round di finanziamento. Secondo fonti vicine al dossier, l’amministratore delegato Sam Altman ha avviato una serie di incontri con alcuni dei principali investitori del Medio Oriente, un’area sempre più centrale nelle grandi operazioni legate all’intelligenza artificiale. L’obiettivo è raccogliere risorse per un aumento di capitale che potrebbe raggiungere almeno 50 miliardi di dollari.

La società che sviluppa ChatGPT starebbe puntando a una raccolta pari o superiore a tale soglia, a fronte di una valutazione stimata tra 750 e 830 miliardi di dollari, livelli che collocherebbero OpenAI tra le aziende private più valutate al mondo. Le discussioni restano tuttavia in una fase preliminare: struttura, importi e valutazione finale non sono ancora definiti e potrebbero subire variazioni significative nel corso delle trattative.