LVMH affonda in Borsa: la trimestrale delude, si riaccedono timori su lusso
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Il gruppo LVMH ha riportato un risultato trimestrale deludente, rinfocolando il timore che il settore del lusso fatichi ancora a riprendersi dalla crisi degli ultimi anni.
Il dato nel mirino è quello delle vendite organiche, che non considera i nuovi punti vendita e marchi acquisiti, della divisione moda e pelletteria (Fashion & Leather Goods), attestatosi ad un -3% nell’ultimo trimestre del 2025, peggio del -2,94% previsto dagli analisti.
La reazione del mercato è ampiamente negativa per la conglomerata del lusso guidata da Bernard Arnault, a cui appartiene tra gli altri il marchio Luis Vuitton. Sulla borsa di Parigi LVMH Moet Hennessy Louis Vuitton sta perdendo ora quasi il 7%.
I dati: vendite bene in Usa e Cina, forte calo in Europa e Giappone
Nella seconda metà dell’anno scorso LVMH ha investito un miliardo di euro per portare la sua quota in Loro Piana dall’85% al 94%, come riporta Bloomberg citando un rappresentante della società.
Scomponendo il dato delle vendite organiche, esse sono cresciute dell’1% negli Stati Uniti e nella regione che include la Cina, andando meglio delle stime, ma ciò è stato controbilanciato da cali superiori al previsto in Europa e Giappone, pari al -2% -5% rispettivamente.
Per quanto riguarda gli utili da operazioni ricorrenti, essi sono stati pari a 17,8 miliardi di dollari su base annua, in calo tuttavia del 9,3% rispetto all’anno precedente, anche se meglio delle previsioni.
Non bene la divisione liquori (Wines and Spirits), che per il terzo anno consecutivo ha visto un calo del fatturato, in particolare dovuto all’affievolirsi della domanda di Cognac Hennessy.
Il ceo Arnault ha detto agli investitori che il gruppo sta fronteggiando un ambiente operativo difficile e ha detto che anche il 2026 potrebbe avere alti e bassi. Come conseguenza, ha detto, la società tenderà a limitare le spese quest’anno. Sempre nel 2026, ha aggiunto il miliardario, la quota di partecipazione della sua famiglia in LVMH sorpasserà la soglia del 50%.
Il commento di Barclays: risultati potrebbero indurre un po’ più di prudenza nel settore
Analizzando il margine EBIT a livello di gruppo ha raggiunto il 22,0%, ovvero 20 punti base al di sopra del consenso di Bloomberg del 21,8%. Nella divisione moda e pelletteria (FLG), il margine EBIT dell’intero esercizio ha toccato il 35,0%, circa 80 punti base sopra il consenso del 34,2%. “Dopo i dati sulle vendite di Richemont e Burberry che hanno sorpreso positivamente, in particolare per quanto riguarda la performance del consumatore cinese, riteniamo che i risultati di LVMH potrebbero indurre un po’ più di prudenza nel settore”, si legge in un’analisi di Barclays.
Tornando sul segmento FLG e i ricavi del quarto trimestre 2025 attestatisi al -3%, Barclays tuttavia ritiene “che le aspettative degli investitori fossero probabilmente più elevate”, mentre sul fronte della redditività, “il margine EBIT della divisione FLG si è mostrato piuttosto resiliente nell’esercizio 2025, raggiungendo il 35,0%; ciò implica una decelerazione su base annua di circa -200 punti base, ma un risultato superiore di circa 80 punti base rispetto al consenso Bloomberg.”
Per quanto riguarda le altre divisioni, si segnala il segmento Orologi e Gioielleria che ha riportato una crescita robusta nel quarto trimestre, pari al +8%, ben al di sopra del consenso (1%), “confermando la continua migliore performance dell’ hard luxury rispetto al soft luxury,” si legge nel rapporto. Anche il margine EBIT delle divisione per l’esercizio 2025 ha sorpreso al rialzo, attestandosi a circa 100 punti base sopra il consenso Bloomberg e in calo di soli ~20 punti su base annua.
Il settore Selective Retailing ha continuato a registrare buone performance nell 2025, in crescita del +4% a cambi costanti e superando il consenso di circa 90 punti base.