Notizie Notizie Italia Annus horribilis per Ferrari: nel 2026 la riscossa? Ecco di quanto può risalire la Rossa dopo il grande crollo

Annus horribilis per Ferrari: nel 2026 la riscossa? Ecco di quanto può risalire la Rossa dopo il grande crollo

18 Dicembre 2025 08:50

Si avvia alla conclusione un anno decisamente travagliato in Borsa per Ferrari. Il titolo della casa di Maranello, in passato costantemente tra i migliori performer del listino, quest’anno sta lasciando sul terreno circa un quarto del proprio valore, in netta controtendenza rispetto al Ftse Mib salito con vigore negli ultimi 12 mesi.

La Rossa perde il tocco magico

Rispetto ai picchi storici intraday del 18 febbraio in area 492 euro, Ferrari oggi viaggia a 311 euro (chiusura di ieri), ossia oltre il 36% sotto con circa 27 miliardi di euro di valore bruciato nell’arco di 10 mesi.
A innescare la crisi della Rossa sono state in primo luogo le deboli previsioni a lungo termine arrivate nel corso del Capital Market Day di ottobre, ma già nelle ultime tornate di trimestrali il mercato aveva reagito negativamente.

Per l’ad Benedetto Vigna si profila quindi un 2026 decisamente sfidante con la necessità di andare a smentire le deboli attese.

La doccia fredda del CMD

Lo scorso ottobre è arrivato il momento dell’anno più difficile con gli investitori che hanno sonoramente storto il naso davanti ai nuovi target a lungo termine della Rossa, ritenuti eccessivamente conservativi. Il titolo è crollato del 16% nella seduta successiva al Capital Markets Day del 9 ottobre, peggior calo giornaliero dalla quotazione nel 2016.

I target al 2030 prevedono di raggiungere ricavi netti pari a circa 9 miliardi di euro, con un tasso di crescita annuo composto del 5% circa sotto la spinta delle vendite delle Sports Cars. L’ebit è visto arrivare a fine piano ad almeno 2,75 miliardi, con un margine del 30%, mentre l’ebitda è visto ad almeno 3,6 miliardi. La casa di Maranello ha messo mano anche alla guidance 2025, ritoccandola leggermente al rialzo (ricavi netti oltre i 7,1 miliardi dalla precedente stima di 7 miliardi ed Ebitda rettificato ad almeno 2,72 miliardi, rispetto agli almeno 2,68 miliardi precedenti).

La Rossa ha fatto anche una repentina marcia indietro sull’elettrico annunciando che solo il 20% della gamma sarà elettrificata entro il 2030, contro il 40–50% del consensus.

Da analisti coro di bocciature

Nelle ultime settimane a peggiorare la situazione è stata una sfilza di bocciature da parte degli analisti che hanno ridimensionato le aspettative sul titolo. Jefferies ha portato il il prezzo obiettivo da 345 a 310 euro per azione con rating “hold” ritenendo che il titolo non ha margini di apprezzamento ulteriori ai livelli attuali alla luce del fatto che le prospettive per il triennio 2026-2028 per volumi, prezzi e margini risultano meno brillanti rispetto alle precedenti attese.

Oddo ha invece abbassato la raccomandazione da outperform a neutral con una cospicua sforbiciata al prezzo obiettivo, passato da 430 a 340 euro prevedendo un lancio più lento dell’F80 (stima di consegne per il 2026 ridotte da 250 a 200 unità). Oddo ha anche ridotto la stima EBIT 2026 del 3,4%, portando la previsione del 2,7% sotto il consenso.

In precedenza anche Morgan Stanley aveva tagliato Ferrari da overweight a equaleeight con prezzo obiettivo spostato da 520 a 425 dollari citando sempre il nuovo piano al 20230 che limita la crescita dei volumi fino al 2030.

Ma c’è spazio per la risalita

In generale tra gli analisti monitorati da Bloomberg prevale ancora l’ottimismo con 22 raccomanda raccomandazioni di acquisto (73,3% del totale), 6 analisti dicono invece hold (20%) e solo 1 (6,7%) indica sell. Il prezzo obiettivo medio indicato dagli analisi è di 393 euro, oltre il 25% sopra i prezzi attuali.