Commodity della settimana: rame, tra ottimismo sul commercio e politica monetaria i futures continuano a spingere al rialzo
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Dopo un rally che lo ha portato a livelli record, il rame torna sotto i riflettori in un contesto che intreccia aspettative sul commercio globale, decisioni in tema di politica economica e monetaria e persistenti criticità dal lato dell’offerta. Il metallo rosso resta una delle commodity più sensibili alle dinamiche macro e geopolitiche, riflettendo tanto i segnali di crescita quanto i timori di freno all’industria globale. Di seguito il commento tecnico al grafico del future quotato al LME.
Mercato del rame: incroci su commercio, politica monetaria ed offerta
Riprende l’interesse sul mercato del metallo rosso, tornato al centro dell’attenzione dopo una breve fase di accumulazione sul future quotato nei principali listini. Le motivazioni di questa nuova fase di pressione rialzista sono da ricondursi a numerosi trigger di natura macroeconomica, geopolitica e produttiva.
La decisione della Federal Reserve di procedere con un nuovo taglio dei tassi ha inizialmente sostenuto l’interesse per i metalli industriali, che beneficiano storicamente di un contesto monetario più accomodante. Ad ogni modo, la comunicazione dell’istituto centrale della fine del quantitative tightening ha lasciato tuttavia intendere che potrebbero non esserci ulteriori interventi nel breve, raffreddando in parte l’entusiasmo degli operatori e riportando il rame su livelli più cauti nella seduta di metà settimana.
Sul fronte macroeconomico, a pesare in modo strutturale sull’equilibrio tra domanda e offerta sono le prolungate interruzioni operative in alcuni dei principali siti di estrazione mondiale. In particolare, persiste la chiusura della miniera di Grasberg in Indonesia, gestita da Freeport-McMoRan, a seguito di una frana mortale, continuando a rappresentare un fattore di pressione rialzista. L’azienda ha rinviato gli aggiornamenti operativi al prossimo mese, lasciando gli operatori in attesa. Problemi tecnici e ritardi produttivi permangono anche nelle miniere di El Teniente in Cile, nonché in impianti chiave nella Repubblica Dominicana e nella Repubblica Democratica del Congo, aggravando le preoccupazioni per la tenuta della supply chain globale. Lato domanda, inoltre, il contesto di ripresa della domanda asiatica e la prospettiva di un rallentamento nelle strette monetarie nelle principali economie occidentali mantengono solido il supporto fondamentale al mercato. Gli analisti sottolineano che il rame sta tornando a svolgere il suo ruolo di “termometro” dell’economia globale, attirando l’interesse degli investitori anche in ottica difensiva contro i rischi inflattivi e di rallentamento produttivo, accrescendo la pressione sul metallo rosso.
Infine, a tenere alta l’attenzione sul rame è stato l’atteso summit tra i presidenti Trump e Xi Jinping, che arriva dopo segnali incoraggianti sul fronte negoziale. Secondo quanto riferito da fonti diplomatiche, i due leader hanno annunciato una serie di accordi simbolici in ambito commerciale, con l’obiettivo di alleggerire le tensioni e favorire la ripresa del commercio globale, fungendo come uno dei principali motori dell’attuale fase di forza del metallo.
Punto tecnico sul grafico del future
Il future sul rame quotato al LME prosegue la sua corsa con un guadagno di circa +27% da inizio anno, sostenuto da un quadro tecnico solidamente impostato al rialzo. L’asset ha mostrato una notevole capacità di recupero dopo la fase di consolidamento estiva, confermando una progressiva ripresa della domanda industriale e un sentiment più costruttivo sul comparto dei metalli.
Sul grafico daily si osserva la conferma della rottura rialzista del triangolo (in arancione), figura che ha spinto le quotazioni verso il primo target tecnico individuato sulla proiezione tratteggiata (in verde). Il movimento ha inoltre validato il pattern V-shape, già evidenziato nella precedente analisi, a testimonianza di una progressiva crescita della struttura tecnica di medio periodo. L’attuale rally trova sostegno nella trendline di breve periodo (in blu), che nonostante la configurazione di un falling wedge di continuazione rialzista a rallentarne lo sprint, continua a spingere mettendo nel mirino il target price in area $ 12.000/tonnellata, coerente con l’obiettivo della figura V-shape.
Il quadro tecnico è supportato anche dall’RSI a 14 periodi, il quale ha anticipato i due sprint rialzisti attraverso la rottura delle resistenze dinamiche (in verde) e statica (in viola).
Nel breve, il monitor per scongiurare eventuali ritracciamenti è focalizzato sulla trendline di breve periodo come principale riferimento tecnico, sebbene si sottolinei che la forza del trend in atto faccia propendere per uno scenario ancora rialzista.
