Rubriche e analisi Commodity della settimana: rame, sotto pressione tra incidenti e rallentamenti produttivi

Commodity della settimana: rame, sotto pressione tra incidenti e rallentamenti produttivi

25 Settembre 2025 09:27

Il mercato del rame torna sotto i riflettori, sospinto da una combinazione di eventi imprevisti sul fronte dell’offerta e da una domanda che, almeno in Cina, sembra mostrare segnali di resilienza.

Il metallo rosso, considerato un barometro dell’attività economica globale, si trova oggi in una fase di tensione crescente per effetto di shock produttivi e ritardi nelle ripartenze di alcuni siti chiave a livello mondiale. Ad incidere sul prezzo del rame c’è anche la correlazione con gli altri metalli preziosi, dove l’oro sta tracciando un percorso fortemente volto verso l’alto. Di seguito l’analisi tecnica all grafico del future quotato al LME.

Rame: tra domanda e offerta

Il mercato del rame torna sotto pressione dopo un anno contraddistinto da numerosi shock sul fronte macroeconomico, principalmente dovuti dall’imposizione dei dazi voluti dall’amministrazione Trump che hanno scosso i listini globali.

Nuova pressione giunge a seguito della notizia riportata da Freeport-McMoRan, che ha dichiarato la chiusura per causa di forza maggiore della miniera di Grasberg, in Indonesia, dopo una frana. Il gruppo ha comunicato che un’eventuale ripartenza graduale dell’attività potrebbe avvenire solo nella prima metà del 2026, segnando uno stop produttivo prolungato per una delle miniere più importanti al mondo.

La situazione non è più stabile nemmeno in Cile, primo produttore globale di rame. Codelco, colosso statale del settore, ha avvertito che il ritorno a pieno regime della miniera El Teniente sarà più lento del previsto. Il crollo di un tunnel avvenuto a luglio ha compromesso la tabella di marcia originaria e, secondo fonti interne, il gruppo starebbe anche affrontando criticità nel reperire fondi sufficienti per sostenere i piani di investimento e ammodernamento. Considerando che molte miniere cilene sono ormai datate, i ritardi nei lavori di revamping rischiano di ridurre la capacità produttiva strutturalmente nel medio termine.

Se sul fronte dell’offerta i segnali non mancano, anche la domanda sta contribuendo al ribilanciamento del mercato. In particolare, dalla Cina – principale consumatore mondiale di rame – emergono segnali di solidità, con un incremento delle importazioni di rame raffinato che potrebbe compensare parzialmente le tensioni sugli stock. Secondo gli analisti di ANZ Research, la combinazione di shock produttivi e una domanda cinese sostenuta potrebbe generare un contesto di crescente “market tightness”, soprattutto se i ritardi nelle miniere cilene dovessero protrarsi oltre le attese. L’aumento delle importazioni cinesi, inoltre, avviene in un momento in cui i margini di raffinazione sono tornati interessanti, favorendo il ricorso al mercato estero da parte dei trasformatori industriali locali.

In questo contesto, l’attenzione degli operatori resta puntata sulla capacità dei produttori globali di garantire continuità operativa, mentre ogni nuovo ritardo potrebbe spingere ulteriormente il mercato verso una condizione di deficit.

Punto tecnico sul grafico del future

Il future del rame quotato al LME segna una performance da inizio anno superiore al +16%, ma contraddistinta da un andamento molto volatile e incerto a causa di una condizione macroeconomica instabile. Le ampie oscillazioni di prezzo ed un trend di fondo privo di una direzionalità chiara riflettono sia i dubbi sul ciclo economico globale, sia l’incertezza legata alle mosse delle banche centrali, che incidono sulla domanda di materie prime industriali.

Dal punto di vista grafico, il rame aveva dato segnali di forza con la configurazione di un testa e spalle rovesciato (in nero), pattern rialzista che aveva proiettato i prezzi fino alla resistenza in area $ 10.040/tonnellata. Il target tecnico è stato effettivamente raggiunto, ma subito dopo il future ha virato al ribasso, segnalando la difficoltà del mercato nel consolidare la spinta rialzista in un contesto di instabilità.

Successivamente, le quotazioni hanno disegnato una V-shape con retest sulla neckline (in arancione), che ha portato alla formazione di un triangolo di continuazione. La figura ha proiettato i prezzi al raggiungimento di un primo target (indicato dalla proiezione tratteggiata in verde), confermando la validità del movimento di breve.

Sul fronte degli indicatori, l’RSI a 14 periodi riflette bene l’andamento incerto del rame nel lungo periodo, oscillando senza trend definiti. Tuttavia, nel breve, l’oscillatore ha dato segnali incoraggianti, rompendo sia una resistenza dinamica (in verde) sia una resistenza statica (in viola). Questo movimento conferma la possibilità di ulteriore forza nel breve termine, anche se serviranno conferme sul fronte dei volumi e sulla capacità di consolidare sopra i livelli chiave.

La volatilità resta elevata e la mancanza di una chiara direzionalità di fondo rende difficile delineare uno scenario netto. Un eventuale consolidamento sopra i $ 10.040/tonnellata aprirebbe la strada a nuovi massimi relativi, con proiezioni verso aree più ambiziose in lnea con la V-shape attiva. Al contrario, una perdita dei supporti chiave riporterebbe il mercato verso un contesto correttivo, coerente con la fase volatile che domina ormai da mesi.