Notizie Notizie Mondo Ferrari crolla con target finanziari cauti. I dettagli sulla prima elettrica di Maranello

Ferrari crolla con target finanziari cauti. I dettagli sulla prima elettrica di Maranello

Pubblicato 9 Ottobre 2025 Aggiornato 8 Maggio 2026 15:05

4 nuovi lanci per anno pianificati fra il 2026 e il 2030 e modifiche sul versante elettrico. Questi i punti principali del nuovo piano strategico presentato oggi da Ferrari davanti a media e investitori in occasione del proprio Capital Markets Day 2025.

La storica casa automobilistica di Maranello conta oggi una base di 90 mila clienti attivi, con un incremento di 32.300 nuovi clienti dal 2022 a oggi. Di questi, il 45% è diventato collezionista a partire dal 2022, registrando un aumento del 20% nel numero di Ferrari possedute. Inoltre, sono previste nuove aperture di centri Tailor Made a Tokyo e Los Angeles.

Da Maranello sono arrivati anche gli annunci relativi ai nuovi target al 2030 e la revisione al rialzo della guidance 2025. Numeri che hanno innescato la spirale ribassista per il titolo che è arrivato a cedere oltre il 14%.

Vediamo nel dettaglio gli annunci di oggi al CMD 2025.

I cauti target finanziari

Il mercato sembra non aver apprezzato particolarmente i target finanziari dell’azienda, giudicandoli cauti. Subito dopo averli annunciati, infatti, il titolo è crollato bruscamente arrivando a perdere oltre 10 punti percentuali, segnando il maggior calo giornaliero dal 2016.

La società (che si avvicina alla conclusione del piano strategico 2022-2026 nel pieno rispetto degli impegni assunti) nel Piano Strategico al 2030 si prefigge di raggiungere ricavi netti pari a circa 9 miliardi di euro, con un tasso di crescita annuo composto del 5% circa. Questo obiettivo sarà guidato principalmente dalle vendite delle Sports Cars e dalle attività correlate, supportate dalla solidità del portafoglio ordini. L’incremento dei ricavi sarà favorito dall’evoluzione del mix di prodotti e dalle soluzioni di personalizzazione. Anche i ricavi generati dalle divisioni Racing e Lifestyle daranno un contributo significativo alla performance complessiva dell’azienda, si legge nel comunicato ufficiale.

Entro il 2030, l’EBIT (il risultato aziendale prima degli oneri finanziari e imposte) dovrebbe raggiungere almeno 2,75 miliardi di euro, con un margine minimo del 30%. Questo risultato sarà trainato da un mix di prodotti premium, che include modelli in edizione esclusiva, dall’ampliamento dell’offerta e dalle opzioni di personalizzazione. Anche l’aumento dei volumi di vendita darà un contributo, sebbene più contenuto.

I costi industriali e quelli legati a ricerca e sviluppo sono destinati a crescere, principalmente a causa degli ammortamenti connessi ai nuovi prodotti e alle infrastrutture, nonché agli investimenti nelle attività di racing e nelle spese di ricerca sulle auto sportive. Anche le spese generali e amministrative (SG&A) subiranno un incremento, in linea con la crescita del fatturato, per sostenere le iniziative di comunicazione, marketing, lifestyle e lo sviluppo organizzativo.

In questa prospettiva, Ferrari si prefigge di conseguire, entro il 2030, un EBITDA di almeno 3,6 miliardi di euro. Secondo Maranello, questa solida redditività si tradurrà in una cospicua generazione di free cash flow industriale e in un miglioramento del tasso di conversione dell’EBITDA in flussi di cassa, superando il 50%.

In particolare, l’azienda punta a produrre un free cash flow industriale cumulato di circa 8 miliardi di euro nel quinquennio 2026-2030, sostenuto principalmente dalla crescente profittabilità, bilanciata parzialmente da investimenti cumulati per circa 4,7 miliardi di euro e da altre dinamiche operative.

Quanto al capitolo “dividendi”, Maranello punta a una remunerazione complessiva di circa 7 miliardi di euro entro la fine del decennio, ugualmente suddivisa tra dividendi e un nuovo programma di riacquisto di azioni proprie. Con un aumento del dividend pay-out dal 35% al 40% dell’utile netto rettificato.

Ferrari ha rimesso mano, rivedendola al rialzo, alla guidance per il 2025. Ora la società di Maranello si attende una crescita dei ricavi netti oltre i 7,1 miliardi di euro (dalla precedente stima di 7 miliardi) e l’Ebitda rettificato dovrebbe salire ad almeno 2,72 miliardi, rispetto agli almeno 2,68 miliardi di euro precedenti.

Il nuovo piano strategico e l’attenzione ai motori termici

Nel complesso, Ferrari ha rivisto i propri obiettivi sulle vetture elettriche, allineandosi ad altre case automobilistiche che hanno abbandonato questo settore ad alto costo, non riuscendo a conquistare una clientela sufficientemente ampia. Secondo quanto comunicato oggi in Italia, solo il 20% della gamma Ferrari sarà interamente elettrico entro il 2030, una percentuale significativamente inferiore rispetto al 40% inizialmente previsto nel 2022. 

Accanto alla quota elettrica, la gamma di auto sportive al 2030 sarà composta per circa il 40% da un’offerta di modelli con motore a combustione interna (ICE), mentre per il restante per il 40% da modelli ibridi. 

Questa rinnovata focalizzazione sui motori termici rafforza la tradizionale dipendenza di Ferrari dai modelli più ad alto margine, che da sempre ne hanno definito il successo nel segmento delle supercar. Negli ultimi tempi, gli analisti hanno mostrato un crescente ottimismo verso il marchio, con alcuni che ipotizzano una revisione al ribasso degli obiettivi relativi alle vetture elettriche. Una scelta del genere, secondo gli esperti di Deutsche Bank in una recente analisi di settembre, sarebbe probabilmente ben accolta dagli investitori, data la maggiore redditività dei veicoli a combustione interna nel portafoglio Ferrari.

Tuttavia, il colosso di Maranello ha annunciato comunque ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione, pianificando di ridurre le emissioni di gas serra di Scope 1 e 2 di almeno il 90% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2021. Sempre entro quell’anno le emissioni di Scope 3 saranno ridotte di almeno il 25% in termini assoluti rispetto al 2024.

Le novità sulla Ferrari elettrica

La Ferrari Elettrica – le cui consegne inizieranno alla fine del 2026 – sarà “un’aggiunta all’offerta dei modelli di gamma”, fanno sapere da Maranello, frutto di un lungo percorso tecnologico che parte dalle prime soluzioni ibride del 2009, passando per il prototipo 599 HY-KERS del 2010 e la LaFerrari del 2013, fino alla 849 Testarossa recentemente presentata. 

La presentazione della vettura avverrà in tre fasi. Oggi è stato svelato solo il cuore tecnologico, poi all’inizio del 2026 verrà svelata un’anticipazione degli interni, mentre nella primavera dello stesso anno il percorso di scoperta della Ferrari Elettrica troverà il suo apice con la presentazione mondiale. 

Il progetto ha ormai completato la fase di sviluppo ed è pronto per la produzione, incorporando oltre 60 innovazioni brevettate. Per la prima volta, telaio e carrozzeria utilizzano il 75% di alluminio riciclato, consentendo una riduzione di 6,7 tonnellate di emissioni di CO₂ per ogni auto prodotta.

La batteria, interamente progettata e assemblata a Maranello, raggiunge una densità energetica record di quasi 195 Wh/kg — la più elevata nel settore delle vetture elettriche — e integra un avanzato sistema di raffreddamento che migliora la gestione termica e le prestazioni complessive.

Per i più affezionati al classico rombo del Cavallino rampante, Ferrari ha assicurato che il sound della vettura non nascerà da generatori digitali, ma da un sensore ad alta precisione capace di catturare le frequenze emesse, amplificarle e restituirle all’ambiente “come accade in una chitarra elettrica”.