Notizie Notizie Italia Inflazione e Pil Italia: cosa cambia nelle aspettative delle imprese

Inflazione e Pil Italia: cosa cambia nelle aspettative delle imprese

9 Ottobre 2025 10:57

Tra fine agosto e metà settembre 2025, le imprese italiane dell’industria e dei servizi — con almeno 50 addetti —  vedono un quadro complesso e sfavorevole per l’economia nazionale. L’indagine di Bankitalia, condotta su scala nazionale, fotografa un contesto in cui il pessimismo resta, ma con toni più sfumati rispetto all’inizio dell’anno.

Le imprese italiane in sostanza si preparano ad affrontare l’autunno 2025 con un atteggiamento di prudente realismo. La domanda interna rimane debole e il contesto internazionale incerto, ma il quadro complessivo non appare più deteriorato come nei mesi scorsi.

Bankitalia: economia tricolore fatica a ripartire

Nel terzo trimestre, nel complesso, il saldo tra giudizi positivi e negativi sulla situazione economica generale resta negativo, ma con un lieve miglioramento rispetto a inizio anno. La maggioranza delle imprese segnala condizioni stabili, segno di un mercato che, pur non crescendo, mostra una certa resistenza.

Nell’industria, il saldo tra chi segnala un aumento e chi un calo delle vendite è sceso a -5 punti percentuali (da +3), riflettendo una contrazione della domanda, soprattutto tra le imprese esportatrici. Nei servizi, il saldo è sceso da +12 a +4, mentre nelle costruzioni resta positivo, pur in leggera frenata (da +24 a +19). A sostenere il comparto edilizio restano i progetti legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR): circa il 60% delle imprese del settore prevede di beneficiare dei provvedimenti connessi al piano nel secondo semestre dell’anno, una spinta che continua a rappresentare un importante volano per gli investimenti.

Prospettive per il quarto trimestre: aspettative più caute

Guardando ai prossimi mesi, le imprese mantengono aspettative di ripresa, ma con toni più prudenti. Il saldo tra chi prevede un aumento e chi un calo delle vendite scende a 18 punti percentuali (da 25), segnalando un rallentamento dell’ottimismo.

Il peggioramento è più evidente nei servizi, dove il saldo sulle esportazioni si riduce di 15 punti, pur restando in territorio positivo (+4). Nell’industria, invece, le previsioni rimangono stabili (+18), mentre le costruzioni continuano a mostrare dinamismo (+38, da +33).

Occupazione e investimenti: segnali misti

Le attese sull’occupazione si fanno meno favorevoli: cresce la quota di imprese che prevede stabilità o riduzioni nel personale. Il saldo tra chi prevede aumenti e chi prevede cali scende a +6 punti nell’industria, +7 nei servizi e +14 nelle costruzioni — tutti valori in netto calo rispetto alla precedente rilevazione.

Sul fronte degli investimenti, invece, prevale l’ottimismo. Le imprese si attendono un aumento della spesa nel 2025, sostenuta da condizioni di credito stabili e da livelli di liquidità giudicati adeguati.

Prezzi e inflazione: verso una normalizzazione

Infine, sul fronte inflazione, i listini aziendali sono cresciuti nell’ultimo anno a un ritmo simile a quello della precedente indagine, segno di una fase di stabilizzazione dopo mesi di forti rincari. Per i prossimi 12 mesi, le imprese dell’industria e dei servizi si attendono aumenti moderati dei prezzi, mentre nel settore delle costruzioni la crescita sarebbe più marcata.