Notizie Notizie Mondo Wall Street inarrestabile, ma monta l’incubo bolla AI. Le tesi contrapposte di Fmi e Goldman

Wall Street inarrestabile, ma monta l’incubo bolla AI. Le tesi contrapposte di Fmi e Goldman

9 Ottobre 2025 09:49

Ennesimo record ieri per il Nasdaq. L’indice tech continua a cavalcare l’ondata di investimenti incrociati legati all’intelligenza artificiale e culminati lunedì nel mega-accordo pluriennale che vedrà Amd fornire i propri chip a OpenAI, che in base all’intesa potrebbe finire per acquisire una partecipazione del 10% nel produttore di chip.

Nasdaq inarrestabile

Il mercato rialzista azionario e la continua ascesa delle principali società tech hanno spinto molti a temere che ci troviamo in una bolla.

La narrativa dell’intelligenza artificiale continua a guadagnare slancio con OpenAI di Sam Altman al centro di ogni operazione. L’indice tecnologico Nasdaq, arrivato ieri alla 31esima chiusura record, segna un sensazionale +50% circa dai minimi di aprile, eclissando ogni tipo di preoccupazione per gli effetti sull’economia dei dazi o dello shutdown del governo degli Stati Uniti.

Bolla AI, l’alert del Fmi

Un’euforia che spinge analisti e non solo a porsi la domanda se siamo davanti a una bolla AI pronta a scoppiare. “I rischi di presa di profitto sono aumentati rapidamente in tutti i mercati e sono particolarmente elevati per il Nasdaq, ostacolando potenzialmente un ulteriore rialzo”, rimarcano gli esperti di Citi. Anche la direttrice del Fondo monetario internazionale, Kristalina Georgieva, solleva qualche preoccupazione: “Le valutazioni odierne si stanno dirigendo verso livelli che abbiamo visto durante il rialzo di Internet 25 anni fa“, aggiungendo che il sentiment sul potenziale miglioramento della produttività generato dall’AI potrebbe cambiare bruscamente. Anche la Bank of England ha sottolineato ieri che i multipli tra valutazione e utili delle imprese si stanno avvicinando ai livelli del 2000.

Davanti a chi intravede il rischio di una bolla AI stile inizio millennio il ceo di Nvidia Jensen Huang replica che la solidità delle attuali Big Tech è ben diversa da quella di Pet.com, portale di cibo per animali che con una vertiginosa ascesa, e successivo tracollo, è stato il simbolo della prima bolla web.

Goldman Sachs tranquillizza, ecco perchè

La storia suggerisce che le bolle sono spesso alimentate da un entusiasmo crescente attorno a una tecnologia trasformativa, che attrae investitori, capitali e nuovi operatori. Gli strategist di Goldman Sachs in un report focalizzato proprio sul rischio Bolla AI spiegano come in genere le bolle sono caratterizzate da un rapido aumento dei prezzi degli asset, valutazioni estreme e
significativi rischi sistemici determinati da un aumento della leva finanziaria.

“Attualmente – si legge nel report – alcuni elementi del comportamento degli investitori e dei prezzi di mercato ricordano le bolle precedenti, tra cui l’aumento delle valutazioni assolute, l’elevata concentrazione del mercato, l’aumento dell’intensità di capitale delle aziende leader e l’emergere del vendor financing”.

Le differenze con bolle del passato

Tuttavia la casa d’affari Usa vede alcune differenze fondamentali: in primo luogo, l’apprezzamento del settore tecnologico è stato finora guidato da una crescita fondamentale piuttosto che da speculazioni irrazionali sulla crescita futura. In secondo luogo, le aziende leader che hanno registrato i rendimenti più elevati hanno bilanci insolitamente solidi. In terzo luogo, il settore dell’intelligenza artificiale è stato finora dominato da pochi operatori storici; la maggior parte delle bolle si forma in un periodo di forte concorrenza, quando sia gli investitori che i nuovi operatori affollano il settore.

“È importante sottolineare che le bolle tendono a svilupparsi quando si verifica un aumento combinato dei prezzi delle azioni e delle valutazioni, al punto che il valore aggregato delle aziende associate all’innovazione supera i potenziali flussi di cassa futuri che essa potrebbe generare. Le valutazioni del settore tecnologico stanno diventando eccessive, ma non hanno ancora raggiunto livelli coerenti con le bolle storiche”, prosegue Goldman che invita comunque alla prudenza: “Anche se sembra che non siamo ancora in una bolla, gli elevati livelli di concentrazione del mercato e l’aumento della concorrenza nel settore dell’intelligenza artificiale suggeriscono agli investitori di continuare a concentrarsi sulla diversificazione”.