I grandi gestori in modalità super bullish, tre i settori preferiti. Ecco quanto sono esposti su cripto e oro
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I livelli record di Wall Street non spaventano i grandi gestori, anzi. Dall’ultimo Global Fund Manager Survey di Bank of America emerge che l’allocazione azionaria è schizzata ai massimi degli ultimi 7 mesi, con un grande balzo nell’ottimismo sulla crescita globale. Rimane invece una grande diffidenza sulle criptovalute, schivate dalla larga maggioranza dei gestori globali.
Sentiment positivo sulle azioni con assist Fed
Dal survey di settembre, condotto tra 196 gestori di fondi globali con in gestione un patrimonio complessivo di 490 miliardi di dollari, emerge che le aspettative di crescita globale sono aumentate di 25 punti percentuali al 16%, il più grande balzo mensile dall’ottobre 2024. Si tratta del livello di ottimismo più alto degli ultimi sette mesi, trainato dalle aspettative di taglio dei tassi della Fed e dal calo dei timori per la guerra commerciale.
Il rischio che la guerra commerciale porti a una recessione diminuisce (12% contro l’80% di aprile) e il 47% dei gestori prevede almeno 4 tagli dei tassi della Fed; proprio stasera è atteso il responso della Federal Reserve, che è attesa apportare il primo taglio dei tassi dell’anno.
Circa due terzi degli intervistati prevedono un cosiddetto “atterraggio morbido” per l’economia statunitense, in cui la Fed riesce a contenere con successo l’inflazione senza innescare una recessione.
Balzo dei long su tech e banche
L’impronta bullish sull’azionario fa in parte a pugni con la segnalazione da parte del 58% dei fund manager che le azioni siano “sopravvalutate”. Dal survey emerge una riduzione delle posizioni lunghe sulle azioni dei mercati emergenti ed europee, mentre aumentano i long in settori come la tecnologia (massimo da luglio 2024), le banche (massimo da 6 mesi) e sanità (il balzo più grande da dicembre 2021); di contro aumentano le posizioni corte nel settore energetico.
Sull’Europa scema l’entusiasmo, Francia in coda alle preferenze
Contestualmente Bofa ha diffuso il sondaggio mensile “European Fund Manager Survey” condotto tra i gestori di fondi a livello europeo. A emergere è una maggiore indecisione sulla possibilità che la sottoperformance strutturale dell’Europa possa finire, dopo aver creduto fino a poco tempo fa che ciò potesse accadere, data la politica fiscale tedesca, la spesa per la difesa dell’UE e i progressi nell’integrazione.
Nonostante la positività del mercato azionario UE, la fiducia nei titoli ciclici è scesa, con la quota di intervistati preoccupati di non avere un’esposizione difensiva sufficiente a fronte del rallentamento della crescita (19%) che supera la quota preoccupata di non avere un’esposizione ciclica sufficiente in caso di ulteriore rialzo (4%). La preferenza per i titoli finanziari continua, sebbene tra i singoli settori i titoli finanziari siano scesi al secondo posto in termini di performance attesa, dietro al settore sanitario. La Germania rimane il Paese preferito, mentre la Francia ha preso il posto della Svizzera come Paese meno amato a causa dell’incertezza politica.
Cripto e oro ‘dimenticate’ dai grandi gestori globali
Gli investitori non risultano strutturalmente allocati in criptovalute. Addirittura il 67% dei gestori di fondi risulta avere il proprio portafoglio completamente sprovvisto di criptovalute. E tra quelli che ne hanno le allocazioni sono minime: solo il 3% dichiara di avere un’allocazione del 2%, circa il 3% ha un’allocazione del 4% e solo l’1% ha un’allocazione dell’8% o più.
Dal survey emerge che l’allocazione media ponderata in Bitcoin & co. è dello 0,4%, ovvero del 3,7% tra gli investitori che sono allocati in criptovalute. Inoltre, alla domanda sull’allocazione in criptovalute, l’84% degli investitori ha dichiarato di non aver iniziato ad allocare strutturalmente in criptovalute e solo l’8% ha affermato di averlo fatto.
Rimane marginale anche l’allocazione all’oro, anch’esso sui massimi storici con un corposo +40% Ytd, che risulta ancora bassa al 2,4% degli AUM.