Notizie Notizie Mondo Preview Fed: un taglio a settembre e poi? Non solo tassi: nel radar Powell, stime e dot plot

Preview Fed: un taglio a settembre e poi? Non solo tassi: nel radar Powell, stime e dot plot

16 Settembre 2025 11:15

Prenderà ufficialmente il via oggi la due giorni di riunioni del Fomc, il braccio operativo della Federal Reserve (Fed), con gli annunci di politica monetaria attesi per domani sera. La banca centrale Usa si appresta a tagliare i tassi per la prima volta dal dicembre 2024. Con tutta probabilità il taglio sarà di 25 punti base, ma c’è qualcuno (pochi a dir la verità) che scommette su un taglio “jumbo” di 50 punti base. Di fatto, però la Fed si prepara a una nuova fase di tagli.

Se una sforbiciata del costo del denaro è giudicata dal mercato come “un affare fatto”, l’attenzione verrà catturata dalle parole del presidente Jerome Powell con la conferenza stampa che prende il via alle 20:30, dai Sep (Summary of Economic Projections), ovvero le stime del Fomc su Pil, inflazione e disoccupazione, e infine dai dot plot, il grafico che mostra le previsioni dei banchieri centrali sui futuri tassi di interesse.

Ma c’è un ulteriore elemento che “arricchisce” la riunione di questa settimana: è stata accompagnata da una dose di suspense, come poche altre nella storia. Proprio ieri sera, a ridosso della riunione, è arrivato il verdetto del Senato che si è affrettato a confermare la nomina di Stephen Miran quale membro ad interim del board. Una decisione che gli permetterà partecipare in extremis al meeting.

Preview Fed: un taglio domani e altri due nel 2025?

In queste ore sono davvero numerose le previsioni fornite da case d’affari, economisti e operatori di mercato sulle mosse di domani della Fed. E tutte vanno nella direzione di un taglio dei tassi, il primo di questo 2025. Probabilmente la sforbiciata sarà nell’ordine di 25 punti base (portando l’intervallo obiettivo dei Fed Funds al 4,00%-4,25%), non è tuttavia escluso (anche se è considerata una possibilità più) un taglio “jumbo” di 50 punti base, che al momento il mercato dei futures, come misurato dal World Interest Rate Probabilities di Bloomberg, registra solo il 5% di probabilità.

“Riteniamo molto probabile che la Fed possa decidere di tagliare i tassi di interesse di 25 punti. Un taglio più consistente non è escluso, specie alla luce dei dati più deboli sul mercato del lavoro, ma resta al momento lo scenario meno probabile. La Fed potrebbe inoltre lasciare aperta la porta a ulteriori riduzioni nei prossimi mesi. L’inflazione, sia core che headline, rimane però sopra il target del 2%, un fattore che limita la possibilità per la banca centrale di mostrarsi troppo accomodante”, commenta Filippo Diodovich, senior market strategist di IG Italia.

Dot plot, stime e parole Powell

Tra gli elementi chiave di questo meeting ci sono i dot plot che raccolgono le previsioni dei singoli membri della Fed sui futuri livelli dei tassi di interesse. La domanda è: le attese dei membri del Fomc saranno allineate con quelle del mercato sui tagli complessivi attesi in questo 2025?

Diodovich ricorda che nel precedente grafico dotplot pubblicato a giugno la mediana si trovava nel range 3,75%-4% (ovvero complessivamente due tagli del costo del denaro). “Per il 2025, crediamo che la mediana delle attese dei banchieri centrali possa indicare altri due tagli dei tassi nel corso dell’anno oltre a quello scontato di settembre (range 3,50%-3,75%)”.

E sale l’attesa per le dichiarazioni di Jerome Powell che dal palco di Jackson Hole lo scorso 22 agosto ha aperto ufficialmente la porta a un taglio dei tassi in autunno. Ogni sfumatura del linguaggio del presidente – più “dovish” o più “hawkish” – può spostare le attese sulle prossime mosse. Sarà quindi cruciale capire se Powell enfatizzerà il rischio inflazione o, al contrario, il rallentamento dell’economia come principale motivo di preoccupazione.

Come sottolinea Michele Sansone, country manager di iBanFirst Italia, “il nodo è capire davvero il reale stato di salute dell’economia americana. Negli ultimi mesi i segnali sono stati contraddittori. Da un lato, i dati più recenti confermano un forte rallentamento del mercato del lavoro e dall’altro lato, l’inflazione resta più ostinata del previsto”.

Goldman: principale novità, indebolimento mercato del lavoro Usa

Secondo il team di economisti di Goldman Sachs, il principale cambiamento rispetto all’ultima riunione del Fomc è l’indebolimento del mercato del lavoro statunitense. “Dopo i deboli report sull’occupazione di luglio e agosto e una significativa revisione preliminare al ribasso, la crescita dei posti di lavoro appare ora molto più contenuta e al di sotto del tasso di equilibrio, segnalano gli esperti, secondo i quali una domanda chiave per la riunione di settembre è se il Comitato segnalerà che questo è probabilmente il primo di una serie di tagli consecutivi.

“Ci aspettiamo che la dichiarazione riconosca l’indebolimento del mercato del lavoro, ma non prevediamo una modifica alle linee guida di politica monetaria o un cenno a un taglio a ottobre. Tuttavia, il Presidente Powell potrebbe fare un timido accenno in questa direzione nel corso della sua conferenza stampa”, aggiungono dalla banca d’affari Usa.

Capitolo Lisa Cook e Miran

Intanto, non si guarda solo alla riunione ma anche ad altre questione legate alla Fed. La prima è che una corte d’appello ha bloccato temporaneamente la rimozione di Lisa Cook, governatrice della Federal Reserve, dal suo incarico per il momento, permettendole di continuare a lavorare, mentre procede la causa contro la mossa di Trump per licenziarla.

La decisione della corte, con un voto di 2-1, è arrivata poche ore prima dell’inizio della riunione della Fed per votare sui tassi di interesse, e il Presidente Donald Trump potrebbe ancora chiedere alla Corte Suprema di intervenire.

La seconda riguarda, invece, la notizia che l’assistente economico di Trump, Stephen Miran, è in procinto di unirsi al consiglio della Federal Reserve, dopo la conferma del Senato, con i Repubblicani che hanno accelerato l’approvazione della sua nomina sotto la pressione di Trump sulla banca centrale per tagliare i tassi di interesse.

Ricordiamo che Miran è stato scelto dal presidente Donald Trump come membro ad interim del board della Federal Reserve (fino al 31 gennaio 2026), prendendo il posto della dimissionaria Adriana Kugler. Andrà così a unirsi ai membri Christopher Waller e Michelle Bowman che nel corso dell’ultimo incontro della Fed di luglio hanno espresso, con tanto di comunicato stampa ad hoc, la loro posizione e il disaccordo in merito alla decisione di mantenere i tassi fermi.