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Wall Street: avversione al rischio, Dow Jones -150 punti. Curva Treasuries mai così piatta dal 2007 e balzo VIX

Inflazione latitante e vendite al dettaglio deludenti. Occhio alla situazione che si è creata in Usa, che non accadeva dal 2012.

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Ennesima giornata di vendite sull’azionario mondiale e a Wall Street, con il Dow Jones che apre scivolando subito di 150 punti. Il listino precipita al minimo dallo scorso 25 ottobre, scontando, così come le altre borse, il calo dei prezzi del petrolio e le preoccupazioni sul futuro della riforma fiscale Usa.

Chiara l’avversione al rischio da parte degli investitori, anche a causa dell’arrivo di dati poco confortanti dal fronte macroeconomico degli Stati Uniti: focus sulle vendite al dettaglio, che a ottobre hanno rallentato il passo, salendo di appena lo 0,2%; in linea con le attese l’indice dei prezzi al consumo, avanzato di appena lo 0,1% il mese precedente, frenato dal trend al ribasso dei prezzi energetici.

La latitanza dell’inflazione è confermata anche dai numeri relativi ai salari orari che, in media e su base reale,  sono scesi per il terzo mese consecutivo, per la prima volta dal 2012. Su base annua, la crescita è stata di appena +0,4%, la più debole dallo scorso aprile.

La maggiore incertezza si riflette sia nella debolezza dell dollaro, che nella curva dei rendimenti dei Treasuries, con il differenziale tra rendimenti dei bond a 5 anni e quelli dei bond a 30 anni che si è ridotto ulteriormente.

Il risultato è che, al momento, la curva dei rendimenti è la più piatta dal novembre del 2007.

Il sentiment negativo ha attaccato anche oggi l’azionario globale in generale: la flessione dei prezzi delle commodities ha dispiegato i suoi effetti negativi anche in Asia, con l’indice di riferimento ADOW che ha ceduto oggi più dell’1%, mentre le borse europee si avviano a chiudere la sessione in rosso per la settima sessione consecutiva.

“Ora che la stagione degli utili trimestrali si è praticamente conclusa, i mercati sono più dipendenti dai dati macro. La debolezza dei prezzi del petrolio e lo scetticismo sull’approvazione della riforma fiscale sono altri fattori che pesano sul sentiment – ha commentato a Marketwatch Karyn Cavanaugh, senior strategist per i mercati presso Voya Financial – Un qualsiasi dietrofront, tuttavia, dovrebbe essere considerato alla stregua di una opportunità di acquisto. L’outlook relativo agli utili delle aziende quotate a Wall Street è ancora buono, soprattutto nell’ambito di una crescita globale sincronizzata”.

Non è tuttavia di buon auspicio il rialzo del cosiddetto indice della paura, il CBOE Volatility Index, che sta balzando oggi del 23% circa, a 14,17 punti. Si tratta tuttora di un livello inferiore alla media storica dei 19 punti. La performance conferma tuttavia l’alta tensione presente sui mercati. L’indice, noto come indice VIX, è basato sul mercato delle opzioni e misura le aspettative sulla volatilità dello S&P 500 a 30 giorni. Dall’inizio di novembre, il suo rialzo è stato di quasi +40%.