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Unipol: in salita l’utile semestrale, non esposta a mutui subprime

QUOTAZIONI Unipol
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Utile di pertinenza del gruppo, dedotta la quota di terzi, cresciuto del 31,9% a quota 260 milioni di euro (+31,9%); risultato lordo complessivo consolidato di 403 milioni di euro (+22,3%); utile al netto di imposte pari a 286 milioni di euro (+24,2%). Questi i profitti approvati oggi dal consiglio di amministrazione di Unipol Gruppo Finanziario (holding di partecipazioni e servizi quotata in Borsa e risultato dello scorporo delle funzioni centralizzate e di coordinamento svolte dalla precedente capogruppo Unipol Assicurazioni), chiamato in raccolta oggi per la prima volta dopo la data di effetto della riorganizzazione del gruppo, per dare il via libera alla relazione semestrale al 30 giugno.


In particolare, nel comparto assicurativo la raccolta danni aggregata è cresciuta a 2,11 miliardi di euro (+5,1%), mentre quella dei rami vita è scesa del 18,3% a 2,94 miliardi. La raccolta diretta aggregata totale si è così attestata a 5,05 miliardi di euro, con una flessione di quasi il 10%. Il combined ratio, calcolato su lavoro diretto e indiretto e al netto della riassicurazione, è risultato, al 30 giugno scorso, pari al 96,7%, in leggera crescita rispetto al 96,3% fatto registrare esattamente un anno prima. Per quanto concerne il comparto bancario, la raccolta diretta da clientela del Gruppo Unipol Banca si è attestata a 7,26 miliardi di euro, in decremento rispetto alla fine dello scorso anno dell’8,3%. L’utile ante imposte del polo bancario di Via Stalingrado si è attestato a 36 milioni di euro, con un balzo di poco più del 40%, mentre l’utile netto di Unipol Banca è salito del 37,3% fino a quota 22 milioni.

Unipol, seguendo l’esempio degli altri gruppi finanziari italiani che in questi giorni hanno alzato e stanno alzando il velo sulla semestrale, e in ottemperanza alle richiesta della Consob, fa sapere tramite una nota stampa che non ci sono società del gruppo esposte direttamente verso il settore dei mutui cosiddetti subprime, “sia in qualità di erogatori dei mutui citati, ovvero di investitori a rischio proprio o, ancora, di gestori di prodotti finanziari aventi come attività sottostante i predetti mutui e, conseguentemente, non presentano tra gli attivi a copertura delle riserve tecniche ovvero nel patrimonio libero, investimenti collegati direttamente a mutui di tale natura”. “Nella controllata Bnl Vita – precisa la nota dell’istituto presieduto da Pier Luigi Stefanini – sono presenti tre operazioni di rilevanza marginale, indirettamente collegate a tale comparto, il cui rischio finale evidenzia una perdita massima potenziale pari a 49 mila euro”.


Intanto, prosegue la bufera sulle intercettazioni telefoniche riguardanti le conversazioni telefoniche intrattenute da alcuni esponenti politici con l’ex numero uno di Via Stalingrado, Giovanni Consorte, intercettazioni per utilizzare le quali nell’ambito dell’inchiesta sulla tentata scalata della “vecchia” Unipol a Bnl il gip di Milano, Clementina Forleo, ha chiesto il via libera al Parlamento. “Le intercettazioni telefoniche vanno utilizzate nei confronti di tutti. Anche se gli interessati si chiamano Fassino e D’Alema”. Lo ha dichiarato oggi il ministro per le Infrastrutture, Antonio Di Pietro”. Da ricordare che la decisione della Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera sull’utilizzo di tali intercettazioni è slittata alla prossima settimana e per la precisione a mercoledì 19 settembre o, al più tardi, al giorno successivo.