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UniCredit, rally azioni risparmio +35% per conversione. Mps, ecco quanto vale in Borsa in base ai cds

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Occhio alla perdita potenziale che sarebbe sofferta dal Tesoro, anche nel caso in cui salisse al 70% del capitale.

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Ancora novità dal mondo delle banche italiane. Nello stesso giorno in cui il mercato ha puntato il radar sulle indiscrezioni relative a un interesse a rilevare Commerzbank, il cda di UniCredit ha approvato “alcune azioni di rafforzamento della propria corporate governance”, che saranno sottoposte all’assemblea straordinaria il prossimo 4 dicembre. E’ quanto riporta la nota della banca relativa alla riforma della governance, che prevede anche la conversione obbligatoria delle azioni di risparmio. Proprio quest’ultima proposta sta mettendo le ali alle azioni di risparmio di UniCredit, che si adeguano al prezzo di conversione, balzando in Borsa del 35% circa.

Il rapporto di conversione delle 252.489 azioni di risparmio di Unicredit in azioni ordinarie è stato fissato in 3,82 azioni ordinarie per ogni titolo di risparmio, a cui verrà aggiunto un conguaglio in contanti di 27,25 euro.

Tra le disposizioni approvate, la possibilità che il cda presenti una sua propria lista di candidati per rinnovare il board e anche l’eliminazione del tetto del 5% per esercitare il diritto di voto.

Il consiglio di amministrazione ha inoltre dato il via libera al trasferimento della sede sociale da Roma a Milano.

Nella nota si legge che “tali azioni sono dirette principalmente a migliorare e semplificare la struttura di corporate governance di Unicredit, allineando quest’ultima alle migliori prassi, nonché a semplificare la struttura del capitale sociale”.

Attenzione anche a Mps, dopo che dall’asta dei cds sulle obbligazioni subordinate della banca senese che si è tenuta ieri è emerso che al suo ritorno in Borsa l’istituto potrebbe valere 4,9 miliardi, rispetto agli 8,78 miliardi di capitalizzazione teorica prevista dal provvedimento di salvataggio del governo.

L’asta, organizzata da Ihs Markit e Creditex. L’asta ha attribuito ai bond un ‘recovery rate’, cioè una possibilità di recupero, del 49,5% del loro valore nominale, dunque in 49,5 centesimi il tasso di recupero. Ciò implica, stando ai calcoli del Sole 24 Ore, una valorizzazione delle azioni della banca a 4,30 euro e, quindi, una capitalizzazione complessiva di 4,9 miliardi di euro.

Il Sole 24 Ore fa notare che la valorizzazione è più bassa dei 6,49 euro, ovvero del prezzo a cui il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha sottoscritto le azioni di nuova emissione alla fine di luglio.

Chi possiede i bond protetti dai Cds riceverà cento ma, stando a quanto un analista ha spiegato all’Ansa, dovrà retrocedere a chi ha venduto la protezione il valore emerso dall’asta.

Se questi valori venissero confermati quando Mps verrà riammessa in Borsa la quota del Tesoro, pari al 52% del capitale circa, avrà un valore di circa 2,55 miliardi di euro, a fronte di un investimento di 3,85 miliardi. Il che significa che la perdita potenziale sarà di 1,3 miliardi, ed essere di poco superiore a due miliardi di euro nel caso in cui il Tesoro decidesse di salire al 70% del capitale.