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Tria tuona contro il Fiscal Compact: per combattere le crisi occorre rivedere le regole Ue

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Le regole europee, quelle del Fiscal Compact, approvate circa un decennio fa in tutta fretta vanno riviste. A dirlo il ministro dell’economia Giovanni Tria parlando alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico all’Università Tor Vergata. “Stiamo avendo tassi di crescita più bassi della media europea – ha osservato Tria – e quello che il governo fa oggi è semplice: si tenta dare risposta alla volontà dei cittadini di uscire da un percorso segnato dalla crisi economica e finanziaria con l’obiettivo di sostenere coloro che più soffrono e di dare una spinta agli investimenti pubblici”. Da qui il titolare del dicastero di via XX Settembre lancia il monito: “dobbiamo riconsiderare, rivedere le regole concordate in fretta a livello comunitario quasi un decennio fa con il fiscal compact.

 

L’Italia si espresse favorevolmente quando tutto sembrava sgretolarsi con la crisi finanziaria. Le regole possono funzionare con la crescita sostenuta ma non rispondono all’esigenza della situazione corrente con un veloce rallentamento dell’economia”. Insomma se quelle regole andavano bene dieci anni fa, non lo sono certamente adesso con una situazione più fragile. “Queste regole – ha aggiunto Tria – non consentono di tener conto della mutevolezza delle condizioni economiche e impediscono aggiustamenti discrezionali delle politiche finendo per l’agire in direzione tragicamente prociclica se non strutturalmente deflattiva”.

La ricetta di Tria per ricostruire la fiducia

Tria utilizza l’’iter di confronto con la Commissione europea per l’approvazione della Legge di bilancio italiana come “buon esempio dei limiti della struttura tecnica, politica ed economica dell’Unione”. In quella fase, ha sottolineato il ministro “quello che mi ha colpito di più è stato che mettere in discussione la validità delle regole europee è stato percepito come mettere in discussione la moneta unica o addirittura l’Europa stessa. “Il progetto di Unione europea ha bisogno di puntare a qualcosa di più grande piuttosto che guardare solo alle regole fiscali e ai tecnicismi” aggiunge Tria. La ricetta del ministro per ricostruire la fiducia e fare fronte ai momenti di crisi “non è non avere regole ma che nelle politiche economiche i tecnicismi non dovrebbero avere lo stesso peso politico delle ragioni fondamentali del cooperare tra nazioni”. “Per ricostruire la fiducia – ha sottolineato – prima dobbiamo guardare perchè stiamo insieme  e poi guardare se l’architettura risponde efficacemente. E oggi avviene il contrario”.

 

Infine una considerazione in merito all’ingresso dell’’Italia in recessione tecnica, come indicato dai dati sul PIL dell’Istat. “Le previsione dell’Ue – ha sottolineato ancora – indicano un rallentamento per tutte le grandi economie, Germania, Francia e Italia, un rallentamento che per l’Italia significa recessione, ma la misura del rallentamento è simile”.