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Telecom Italia si rafforza in Argentina, Bernabè dovrebbe restare capo azienda

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Sono ore decisive per Telecom Italia. Oggi il Comitato nomine di Mediobanca dovrà indicare i due nomi che siederanno nel Cda del colosso tlc e, con ogni probabilità, verranno riconfermati Tarak Ben Ammar e Renato Pagliaro. Ma l’attenzione è tutta sulle indicazioni che arriveranno da piazzetta Cuccia sul possibile cambio di governance in casa Telecom. La proposta di Mediobanca è presto detta. L’attuale Ceo Franco Bernabè diventerà presidente esecutivo e capo azienda a cui dovranno riportare due amministratori delegati: Luca Luciani per il Sud America e Marco Patuano per il mercato domestico, che rappresenta ancora il 75% del fatturato complessivo di Telecom Italia.
 
La partita è ancora tutta aperta ma per le indicazioni ufficiali sulla squadra di vertice si dovrebbe attendere l’inizio della prossima settimana. Nei prossimi giorni, infatti, si riuniranno i soci forti di Telco (Generali, Intesa SanPaolo, Mediobanca e Telefonica), la holding che controlla Telecom, per presentare la lista di maggioranza (scadenza 17 marzo) che sarà poi votata nell’Assemblea del 12 aprile. Una lancia a favore di Bernabè è stata spezzata da Tarak Ben Ammar: “sul rinnovo decide Telco, ma posso dire che siamo contenti dei conti, della riduzione del debito e delle strategie in Sud America. Dunque di Bernabè che ne è l’artefice”. Più cauto Dieter Rampl, presidente di UniCredit, che entrando in piazzetta Cuccia ha semplicemente dichiarato che “oggi è il primo incontro e non so quale sarà la decisione”.


In attesa di conoscere le decisioni di Telco, Telecom Italia si è rafforzata ulteriormente in Argentina. Il gruppo, attraverso la sua controllata Telecom Italia International N.V. ha acquistato il 10% di Sofora, holding che controlla Telecom Argentina, dalla famiglia Werthein per 145 milioni di dollari (circa 104 milioni di euro). In questo modo, Telecom ha aumentato la sua partecipazione in Sofora dal 58% al 68%, mentre la quota in Telecom Argentina passa al 21,1% dal precedente 18,3%.

“I 145 milioni di dollari sono coerenti con la nostra valutazione di Telecom Argentina e della sua market cap”, scrive Equita nella nota odierna. L’operazione, si legge nella nota diffusa da Telecom Italia, non altera o modifica né i diritti di governance di Telecom Argentina stabiliti nell’accordo tra gli azionisti siglato con i Werthein, né gli impegni assunti da Telecom Italia dinnanzi alle autorità Antitrust di Buenos Aires. Secondo il broker milanese, in sostanza, “il deal non ha impatti rilevanti, visto che Telecom Argentina rappresenta solo il 3% degli asset di Telecom Italia”.