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Telecom Italia, Consob chiede chiarimenti su scontro AD Cattaneo-Vivendi. La view di Credit Suisse sul bilancio

QUOTAZIONI Telecom Italia

Fonti vicine a Vivendi hanno sconfessato le dichiarazioni del numero uno. Il titolo positivo in borsa, mentre rimangono dubbi sul futuro del CEO nell’azienda.

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La Consob accende un faro su Telecom Italia e, in particolare, sul caso delle tensioni tra Vivendi, il principale azionista della società di tlc, e l’AD Flavio Cattaneo. Le dichiarazioni di quest’ultimo, che ieri ha smentito i rumor accavallatisi nei giorni scorsi, che parlavano di una sua uscita, non hanno convinto ieri il mercato.

D’altronde, sono state le stesse parole di Vivendi a sconfessare Cattaneo che, nella mattinata di ieri, a margine della relazione annuale dell’Agcom, aveva detto: “Sto bene in Tim e non ho nessuna tensione con soci, board o presidente”.

Nel pomeriggio, rumor francesi hanno confermato come Vivendi non sia affatto soddisfatta del Ceo in carica. Stando a quanto ha scritto La Repubblica, la verità è che Vivendi avrebbe “preso le distanze da Flavio Cattaneo dopo il duro scontro del manager con il governo italiano sulla questione di Enel Open Fiber“. Per il colosso francese capitanato da Vincent Bolloré, “la situazione sui vertici Telecom resta fluida”.

Le dichiarazioni di Cattaneo ieri avevano messo subito il turbo al titolo Telecom Italia, balzato sul Ftse Mib fino a +3%, prima della smentita arrivata da fonti vicine a Vivendi, che hanno definito “unilaterale” la posizione dell’AD. Immediato il dietrofront del titolo nel pomeriggio.

Oggi. tuttavia, il trend è positivo, con le quotazioni di Telecom Italia che alle 10.44 segnano un rialzo +1,33%, a 0,799, ma che nelle battute precedenti sono arrivate ad accelerare fino a +1,8%, a fronte del +0,75% circa dell’indice Ftse Mib.

Il Sole 24 Ore scrive che fonti vicine al gruppo francese non escludono che “si arrivi allo showdown al cda del 27 chiamato per l’esame della semestrale. Tant’è che circola già un’ipotesi di riassetto, con la separazione delle cariche di AD e DG che oggi sono attrubuite a Cattaneo”.

In particolare, la carica di direttore generale sarebbe attribuita all’ex AD di GVT, Amos Genish, arrivato in Vivendi come chief convergence officer, mentre le deleghe operative dell’AD, scrive ancora Il Sole, “verrebbero assegnate a Giuseppe Recchi, che a inizio giugno ha lasciato il suo posto di presidente a De Puyfontaine”.

Il possibile terremoto ai vertici di Telecom Italia non sembra spaventare gli analisti di Equita che, anzi, scrivono che il desiderio di Cattaneo di rimanere è “un fattore positivo, visto che crediamo che sia importante che il piano venga difeso da chi lo ha formulato (e ha ben iniziato in termini di execution)”. E, in ogni caso, “a prescindere da come si concluderà lo scontro per la leadership, il posizionamento strategico di Tim resta di elevato appeal”.

Ancora, gli analisti mettono in evidenza il trend positivo che vive il settore tlc, certificato dalla relazione annuale Agcom presentata ieri: Equita fa notare che il  fatturato delle telecomunicazioni italiane è tornato a crescere nel 2016 dopo 10 anni di calo e che la copertura della popolazione con rete in banda ultralarga è balzata in un solo anno al 71% (in buona misura per merito di Tim). Infine, gli abbonati a contratti ultra broadband sono ancora pochi (e quindi il margine di rialzo è elevato), pari ancora ad appena il 12% della popolazione (in forte crescita in ogni caso rispetto al 5% dell’anno precedente).

In tutto questo è arrivata anche la nota di Credit Suisse su Telecom, con l’analista Justin Funnell – che ha un rating “neutral” sul titolo, e un target price di 1 euro – che rende noto il suo outlook sui risultati del secondo trimestre del 2017, che saranno resi noti il prossimo 27 luglio.

“Prevediamo una crescita del fatturato domestico del 2,7%, come nel primo trimestre (+2,7%) e stimiamo un MSR del 2,7% su base annua (rispetto al 2,2% del primo trimestre) e un aumento del fatturato domestico del  wireline service del 2,8% su base annua (contro il +1,7% del primo trimestre), aiutato dalla decisione della bolletta a 28 giorni. Stimiamo una crescita dell’EBITDA del 5,2%, rispetto al +7,6% del primo trimestre del 2017, con un rialzo del fatturato che sarà compensato da una competizione lievemente più forte. Prevediamo per TIM Brasil una continua accelerazione del fatturato del mobile service, fino a +5% su base annua nel secondo trimestre, rispetto al +3,7% del primo trimestre, sulla scia dei benefici del miglioramento del vantaggio competititivo sulla copertura della rete 4G e per il calo degli MTRs (tariffe di terminazione su rete mobile).