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Striscia nera per Piazza Affari, 8° calo consecutivo per il Ftse Mib. Leonardo e Telecom sempre più giù

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Piazza Affari arranca ancora. Con il calo di oggi sono otto le sedute consecutive in ribasso per il Ftse Mib che si è progressivamente allontanato dai massimi oltre 23 mila toccati a inizio mese. A nulla sono valsi i riscontri migliori del previsto dal Pil italiano, cresciuto al ritmo maggiore dal 2011. L’indice guida di Piazza Affari  ha chiuso a quota 22.297 punti, in flessione dello 0,63%. A pesare sui mercati sono ancora i timori circa l’iter di approvazione della riforma fiscale negli Stati Uniti. Inoltre le Borse europee hanno pagato il forte apprezzamento dell’euro sotto la spinta dei forti riscontri dalla congiuntura continentale.

Il Pil della Germania ha registrato nel terzo trimestre una crescita dello 0,8% rispetto al trimestre precedente, superando le attese degli analisti che erano ferme a +0,6 per cento. Meglio delle attese anche l’Italia con un’accelerazione a +0,5% t/t del Pil nel terzo trimestre che porta a +1,8% il dato tendenziale, sui massimi a sei anni e mezzo. “L’Italia non si vedrà ai Mondiali di calcio in Russia, ma fortunatamente torna ad essere protagonista a livello economico e sta progressivamente colmando il gap di crescita rispetto al resto d’Europa”, commenta Andrea Goldstein, capo economista di Nomisma.

Leonardo a 10 euro, l’emorragia continua

Sul parterre di Piazza Affari si segnala il nuovo strappo al ribasso per Leonardo. Il titolo è sceso a ridosso della soglia dei 10 euro, livello che non viola al ribasso da settembre 2016. Toccato un minimo a 10,05 euro, in ribasso del 5% circa rispetto ai livelli della vigilia. Venerdì scorso Leonardo ha chiuso con un tonfo del 20% a seguito del taglio della guidance per l’intero 2017, dovuto principalmente alla debolezza nel settore elicotteri. Oggi anche Kepler Cheuvreux ha rivisto al ribasso il giudizio sul titolo del gruppo della Difesa guidato da Alessandro Profumo. la casa d’0affari francese ha tagliato il rating a hold dal precedente buy con prezzo obiettivo a 12 euro.

 

Parole Genish non sostengono Telecom

Nuovi minimi a oltre un anno anche per Telecom Italia (-2,82% a 0,67 euro) che non ha trovato sponda nelle parole del nuovo ceo Amos Genish, che ha escluso operazioni finanziarie. “Non ci sarà alcuna fusione con Open Fiber.”, ha detto Genish nell’intervista concessa al Sole 24 Ore. Genish ritiene il titolo “sottovalutato” e spiega l’atteggiamento degli investitori con il fatto che negli ultimi tempi molti hedge fund si erano posizionati su Telecom. Genish ha sottolineato che il nuovo piano sarà in linea col passato ma con risultati migliori nel lungo periodo.
In prima fila A2A (+5,61%) all’indomani dei conti trimestrali chiusi con un utile netto di gruppo a 9 mesi di 226 milioni di euro. Mediobanca Securities ha deciso di alzare il rating a outperform. Tra i migliori di giornata spicca Campari (+2,33%) che a partire dal prossimo 1 dicembre entrerà nell’indice Msci Global a seguito della revisione dell’indice.

Guardando alle mid cap, l’effetto eliminazione dell’Italia nello spareggio per accedere ai Mondiali di calcio di Russia 2018 ha depresso il titolo Rcs (-8,75%) con la Gazzetta dello Sport che il prossimo anno non troverà la sponda dei Mondiali su vendite e raccolta pubblicitaria.