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Stati Uniti: tasso di disoccupazione scende ai minimi da 16 anni

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Salite di 440 mila unità in due mesi, le nuove buste paga nei settori non agricoli statunitensi a luglio hanno spinto il tasso di disoccupazione della prima economia ai minimi da 16 anni dal 4,4 al 4,3 per cento. Dopo le 231 mila unità di giugno (dato rivisto), il mese scorso le non-farm payrolls hanno evidenziato un incremento di 209 mila unità. Battuto il consenso, fermo a 182 mila unità.

L’aggregato U-6, che al tasso “classico” aggiunge i lavori scoraggiati, marginali e chi lavora a tempo parziale ma vorrebbe essere impiegato full-time, si è confermato all’8,6%. Un anno fa si attestava al 9,7%. A dispetto di un +0,3% mensile, il tasso di crescita delle retribuzioni è stabile al 2,5% (a questi livelli dovrebbe crescere del 3-4%).

Attenzione ora alle future mosse della Federal Reserve che potrebbe utilizzare, come già fatto in passato, il simposio di Jackson Hole (24-26 agosto) per preparare i mercati alle prossime mosse.

“La prossima settimana arriveranno i dati relativi prezzi alla produzione e al consumo ed entrambi potrebbero registrare una crescita delle pressioni inflazionistiche”, rileva James Knightley, Chief international Economist di ING.

“Una combinazione di salari, prezzi alla produzione e al consumo in rafforzamento dovrebbero spingere il mercato a ritenere che, prezzare un solo incremento dei tassi nei prossimi 18 mesi, potrebbe essere una scelta eccessivamente improntata alla cautela”.

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