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Spread BTP-Bund fino a quota 800. Previsioni shock per l’Italia, mentre il rischio contagio è già realtà

Perfino le roccaforti dei mercati emergenti stanno tremando, ora, guardando all’Italia.

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La parola chiave è contagio. E’ infatti il rischio che l’Italia possa contagiare con i suoi problemi gli altri paesi membri dell’Eurozona a scatenare in queste ore il panico sui mercati. Indicativo è un articolo di Bloomberg, che sottolinea come perfino le roccaforti dei mercati emergenti stiano tremando, ora, guardando all’Italia.

Il riferimento è a quei paesi dell’Europa dell’est, in particolare tre, che finora hanno beneficiato della fiducia dei mercati, facendo meglio di diversi altri mercati emergenti che, zavorrati dalla presenza di bond denominati in dollari, hanno pagato caro il round di strette monetarie lanciate dalla Fed e, in generale, il balzo dei tassi dei Treasuries sul mercato secondario.

I tre paesi dell’Europa dell’est citati sono Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca: economie che ora stanno pagando il rischio contagio che arriva dall’Italia. Ad accusare il colpo sono state soprattutto le rispettive valute. Lo zloty polacco si è avvicinato ai minimi sull’euro da settembre, mentre il fiorino ungherese viaggia ai livelli più bassi in quasi due anni.

Il trend è tale che, stando a quanto ha affermato Piotr Matys, strategist della divisione di valute emergenti per Rabobank, a Londra, le valute di questi paesi dovrebbero continuare a indebolirsi nei confronti dell’euro e del dollaro non solo “nelle prossime settimane, ma forse anche nei prossimi mesi”.

Il mix esplosivo alla base dell’outlook vede protagonista non solo l’Italia e le preoccupazioni legate a un governo M5S-Lega ma anche il rallentamento dei fondamentali economici dell’Eurozona:

“Con l’economia dell’Eurozona che si è indebolita dall’inizio dell’anno e due partiti anti-establishment che hanno unito le loro forze in Italia, l’incentivo a detenere asset dell’Europa centrale e orientale è diminuito”, ha spiegato lo strategist.

E questo, nonostante il balzo del Pil della Polonia, che è salito del 5,1% nel primo trimestre, a un tasso doppio rispetto a quello dell’Unione europea nello stesso periodo. E a dispetto anche della forte espansione economica che ha interessato l’Ungheria e la Repubblica Ceca, dove il Pil è cresciuto oltre +4%, più del doppio del trend che altre economie emergenti, come Brasile e Sud Africa, hanno segnato nel quarto trimestre dello scorso anno.

Intervistato da Bloomberg Regis Chatelier, strategist dei mercati emergenti presso Société Générale a Londra, è più possibilista del suo collega:

“La solidità dei fondamentali macro sta fornendo sicuramente un buon sostegno (a queste economie). Se l’intenzione è quella di rimanere esposti nei mercati emergenti, ma la visione sui mercati è bearish, è meglio rimanere in questi paesi”.

Detto questo, la paura del rischio che i problemi dell’Italia possano riversarsi anche su altre economie è presente in ogni parte del mondo.

In un editoriale pubblicato sul South China Post, David Brown, ceo di New View Economics, scrive che il “caos politico italiano potrebbe essere fatale per l’Europa” intera e paventa uno scenario in cui lo spread BTP-Bund balzi fino a un range compreso tra 600 e 800 punti base, rispetto ai 200 circa attuali, che già di per sé spaventano.

Nel far riferimento al contratto di governo M5S-Lega, Brown sottolinea come l’Italia si sia messa in rotta di collisione con l’Unione europea e come l’acuirsi delle tensioni tra Roma e Bruxelles potrebbe siglare anche l’inizio della fine per l’Europa, così come la conosciamo oggi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Intervistato da Poundsterlinglive Lee Hardman, analista di MUFG, sottolinea inoltre come il rischio contagio stia mettendo sull’attenti già paesi vicini all’Italia, come Portogallo e Spagna:

“Nella giornata di ieri lo spread tra il Portogallo e la Germania si è allargato di 19 punti base, e quello tra i Bonos e i Bund è balzato di 12 punti base, sebbene i rialzi siano partiti da livelli molto bassi”.

Marshall Gittler, strategist senior presso ACLS Global, dà la colpa della tensione dei mercati soprattutto ai minibot di Claudio Borghi:

“La mossa viene vista come un tentativo dell’Italia di snobbare le regole dell’Ue sull’emissione dei bond e anche come l’intenzione di creare una moneta parallela che verrebbe scambiata a sconto rispetto all’euro, visto che i mini-Boi non pagherebbero nessun interesse”.

Hardman aggiunge inoltre che “il miglior scenario sarebbe quello di dati macro che dimostrassero un contagio limitato da parte dell’Italia sugli altri paesi membri dell’Eurozona, e che consentissero di conseguenza alla Bce di ritirare il Quantitative easing. Ma il contagio visibile sui mercati finanziari suggerisce che questo scenario, al momento, non è particolarmente realistico“.