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S&P appena entrato in una “dead zone”, alert liquidità. I titoli da evitare assolutamente

Le cose non andranno bene se si ripeterà la storia. E questa situazione, dal 1980, si è verificata il 70% delle volte.

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Attenzione: lo S&P 500 è appena entrato in una “dead zone” in cui tende a riportare trend al ribasso il 70% delle volte. E’ quanto risulta da un’analisi di CNBC, stilata utilizzando i sistemi analitici di Kensho.

Dal report emerge anche come, nelle ultime due settimane di settembre a partire dal 1980, il listino abbia sofferto un calo, in media,  pari a -1,3%.

Dall’inizio del mese, l’indice ha guadagnato l’1,4%, volando a nuovi valori record.

Tuttavia, ci sono ragioni per temere che questi ultimi giorni del mese finiscano con il dare ragione alla storia.

Proprio domani la Federal Reserve potrebbe dare il via allo smobilizzo di quegli asset da $4,5 trilioni che ingolfano il suo bilancio, dopo i vari acquisti di strumenti finanziari effettuati negli anni del Quantitative easing. Sarà la prima volta che una banca centrale tenterà di liberarsi di un carico tanto pesante. Nel passato, riduzioni di asset di valori inferiori hanno alimentato periodi di recessione.

Così Peter Boockvar, responsabile analista dei mercati presso Lindsey Group, in una nota:

“Il ciclo attuale di politica monetaria restrittiva sta per rafforzarsi, con la liquidità destinata a essere drenata ogni mese e per un valori sempre più alti a intervalli di tre mesi, fino a quando si arriverà a quella situazione in cui $50 miliardi di liquidità svaniranno di colpo ogni mese“.

Altra fonte di preoccupazione è la continua tensione tra gli Stati Uniti di Donald Trump e la Corea del Nord di Kim Jong-un. Intervistato dalla Cnbc Jack Ablin, responsabile investimenti presso BMO Private Bank, fa notare che, “in un contesto in cui i mercati hanno reagito a mala pena ai recenti attacchi terroristici, la recente carrellata di notizie provenienti dalla Corea del Nord ha catturato l’attenzione degli investitori”.

Ancora:

“la frequenza più alta con cui questi test missilistici avvengono, la loro potenza e ostentazione, sembrano confermare ciò che i governi hanno temuto per tanto tempo, ovvero che la Corea del Nord è vicina più che mai a centrare l’obiettivo di costruire un arsenale militare che possa colpire in modo efficiente sia le truppe americane dislocate in Asia, che lo stesso territorio Usa”.

Insomma, lo S&P 500 è in zona pericolo: come proteggersi?

Sempre dall’analisi della Cnbc emerge che i settori che hanno riportato i trend migliori nelle ultime due settimane di settembre sono stati quelli più difensivi, e in partivolare delle utilities e delle tlc. La loro performance è stata positiva il 61% delle volte in questo arco temporale. Tuttavia, entrambi i comparti hanno dato ritorni negativi in media, rispettivamente pari a -0,1% per le telecom e -0,2% per le utilities.

Evitare assolutamente i titoli “consumer discretionary” – delle aziende sensibili ai cicli economici in generale – e anche del settore manifatturiero in particolare. Dunque tenersi alla larga da titoli di aziende che producono auto e beni per arredare la casa, articoli di abbigliamento, ma anche titoli di società che gestiscono alberghi e ristoranti, department store.

Il settore consumer discretionary ha sofferto un ritorno negativo in media del 2,19%, mentre quello delle aziende manifatturiere ha fatto peggio, con una flessione del 2,54%.

I sottoindici di questi settori hanno inoltre segnato performance positive soltanto il 32% delle volte.

Come sottolinea Cnbc:

“Nel complesso settembre si conferma storicamente un mese terribile. Di fatto, lo S&P è stato caratterizzato dai ritorni peggiori su base mensile, in media, dal 1950, a settembre. In ogni caso questo mese del 2017, finora, si è rivelato una eccezione, con l’indice azionario che ha inanellato nuovi record.”