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Riforma sanitaria Trump affossata, dollaro al minimo in 10 mesi, euro supera $1,15

Sui mercati pesa la notizia della decisione di altri due repubblicani di opporsi alla nuova versione di riforma del sistema sanitario di Trump, sfornata per mandare in soffitta l’Obamacare.

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Dollaro sotto pressione, sconta i timori sull’incapacità di Donald Trump di concretizzare le riforme promesse durante la campagna elettorale, e scende al minimo in dieci mesi. Effetto rialzista sull’euro, che supera la soglia di $1,15 in attesa della riunione della Bce, che inizierà domani, 19 luglio, per concludersi giovedì 20 luglio.

A deprimere le quotazioni del dollaro – e anche dei futures sugli indici azionari Usa e, in generale, dell’azionario globale – la notizia della decisione di altri due senatori repubblicani di opporsi alla nuova versione di riforma del sistema sanitario di Trump, sfornata per mandare in soffitta l’Obamacare.

Si tratta dei senatori Mike Lee dello Utah e di Jerry Moran del Kansas, che hanno praticamente affossato il piano di riforma:  per l’approvazione sono necessari i voti di almeno 50 repubblicani: ma finora, inclusi Lee e Moran, già 4 su 52 hanno votato contro.

Trump tuttavia non demorde, e invita anzi gli altri parlamentari repubblicani a non arrendersi, tuonando:

“I repubblicani dovrebbero semplicemente abrogare la legge fallimentare dell’Obamacare e lavorare su un nuovo piano di riforma sanitaria, facendo tabula rasa. E i democratici si uniranno a noi”.

Il Bloomberg Dollar Spot Index ha perso così terreno, soffrendo le tensioni politiche e scivolando al minimo dallo scorso 8 settembre, dunque in 10 mesi. Nelle contrattazioni asiatiche, l’euro è salito sul dollaro a $1,1524, il rapporto dollaro-yen è sceso a JPY 112,10, mentre la sterlina si aggira attorno alla soglia di $1,31.

Sempre sul fronte del forex, l’Aussie è balzato di oltre 1%, a 79,04 US cents, al valore più alto dal maggio del 2015.

Il peggioramento del sentiment ha riportato in generale gli investitori sullo yen, valuta rifugio per eccellenza, mentre i tassi sui Treasuries a 10 anni sono calati al 2,30%.

Azionario asiatico sotto pressione, con l’indice Topix della borsa di Tokyo che ha arginato le perdite nel finale, dopo essere arretrato fino a -0,9% sulla scia delle dichiarazioni di alcuni funzionari della Bank of Japan – che si riunisce questo giovedì, 20 luglio) – preoccupati riguardo alla sostenibilità degli acquisti, da parte dell’istituto, degli ETF.

In un clima di maggiore incertezza, guadagnano anche le quotazioni dell’oro, +0,3% a quota $1.237,78 circa all’oncia.